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Locazione turistica: va registrata?

16 Giugno 2021
Locazione turistica: va registrata?

Casa vacanza: il contratto di affitto di poche settimane richiede la registrazione presso l’Agenzia delle Entrate?

Un nostro lettore, proprietario di un appartamento in una nota località balneare, che annualmente dà in affitto nei mesi di luglio e agosto, ci chiede se la locazione turistica va registrata. 

Da un punto di vista fiscale, l’affitto della casa vacanza sottostà alle medesime regole previste per il normale contratto di locazione ad uso abitativo, ma con una sola eccezione: se la durata della locazione è inferiore a 30 giorni non sussiste l’obbligo di registrazione del contratto. Regole particolari però sussistono in merito al calcolo di tale termine.

Di tanto parleremo più diffusamente qui di seguito in modo da spiegare correttamente se la locazione turistica va registrata.

Cos’è la locazione turistica?

La locazione turistica – o, come comunemente viene chiamata, «l’affitto della casa vacanza» – è un contratto rivolto a soddisfare esigenze abitative temporanee per fini di vacanza. Proprio per questo, il più delle volte, tale locazione ha ad oggetto la seconda casa, quella al mare, quella in montagna o comunque un immobile situato in una località di riposo. Si tratta quindi di un appartamento destinato a soddisfare un’esigenza abitativa non primaria, nel senso che non riguarda l’immobile in cui una persona e i suoi familiari vivono abitualmente e stabilmente. 

Per poter configurare un affitto di tale tipo è sufficiente che: 

  • l’inquilino si serva dell’immobile per finalità turistiche;
  • l’immobile sia ubicato in una località turistica. 

La finalità turistica deve risultare dal contratto ed essere effettivamente riscontrabile onde escludere ogni esigenza abitativa primaria.

Le parti possono stabilire liberamente la durata del contratto. In genere, tale tipo di locazione è stipulata per brevi periodi. Al termine del periodo pattuito, la disdetta è automatica e il conduttore deve rilasciare l’immobile locato.

La registrazione della locazione turistica

La registrazione della locazione turistica è disciplinata dalla normativa statale che, pertanto, prevale su eventuali diverse disposizioni di carattere regionale. Essa impone che ogni contratto di locazione sia registrato presso l’ufficio dell’Agenzia delle Entrate entro 30 giorni dalla sua stipula. La registrazione è a cura e spese del locatore (il quale tutt’al più potrà stabilire una divisione della spesa di non oltre il 50% con il conduttore, indicandolo nel contratto di locazione). 

Una volta registrato il contratto, il locatore deve darne comunicazione all’inquilino nei successivi 60 giorni.

Il contratto di locazione non registrato è nullo e ciò vale anche per la locazione turistica. Ciò implica una serie di importanti effetti pratici come l’impossibilità, per il locatore, di richiedere in tribunale un decreto ingiuntivo per i canoni non versati e di sfrattare l’inquilino con il procedimento più celere previsto dal Codice di procedura civile. 

Non sempre però il contratto di locazione turistica va registrato. Difatti, se ha una durata inferiore ai 30 giorni, non vi è obbligo di registrazione, fermo restando che, in ogni caso, il relativo canone andrà comunque riportato nella dichiarazione dei redditi al fine della liquidazione delle relative imposte. 

Attenzione però: se sono stipulati con la stessa persona più contratti di locazione turistica per diversi periodi dell’anno – eventualmente anche di durata inferiore a 30 giorni ma la cui somma superi comunque i 30 giorni nell’arco dell’anno solare – sussiste l’obbligo di registrazione. Quindi, se locatore dovesse stipulare con lo stesso inquilino un contratto per il mese di luglio e un altro per il mese di agosto, questi dovrebbe comunque registrare i due contratti. Non v’è invece obbligo di registrazione se lo stesso locatore stipula, per i mesi di luglio e agosto, due contratti di locazione distinti con due soggetti differenti. 

Il fatto che il contratto di locazione con finalità turistica non debba essere registrato se di durata inferiore a 30 giorni non consente comunque di stringere l’accordo in forma verbale: il contratto deve essere pur sempre scritto. 



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