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A chi spetta il credito d’imposta per sanificazione degli ambienti di lavoro?

20 Settembre 2021 | Autore:
A chi spetta il credito d’imposta per sanificazione degli ambienti di lavoro?

Agevolazioni a favore di imprese, enti e professionisti, per le spese sostenute per sanificare i luoghi nei quali è esercitata l’attività lavorativa e istituzionale.

I protocolli di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del coronavirus negli ambienti di lavoro [1] contengono importanti misure in materia di igiene e sicurezza sul luogo di lavoro, finalizzate ad arginare l’emergenza epidemiologica da Covid-19. Tra le misure di sicurezza, posto il massimo utilizzo, quando possibile, della modalità di lavoro agile o da remoto, particolare rilevanza assumono le regole relative alla sanificazione degli ambienti e delle attrezzature di lavoro

Per favorire l’adozione di queste misure, la legge [2] disciplina un nuovo bonus per la sanificazione del luogo di lavoro. A chi spetta il credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro? Per rispondere correttamente alla domanda, dobbiamo innanzitutto capire che cosa si intende per «sanificazione dei luoghi di lavoro».

Secondo l’Agenzia delle Entrate [3], perché un’attività sia considerata di “sanificazione”, quindi agevolabile con lo specifico credito d’imposta, deve essere finalizzata ad eliminare, o a rendere innocuo, il coronavirus. La sanificazione si considera eseguita se risulta emessa un’apposita certificazione redatta da operatori professionisti, sulla base dei Protocolli di regolamentazione vigenti.

Bisogna dunque, in primo luogo, seguire le indicazioni contenute nel Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro, nonché le indicazioni contenute in ulteriori protocolli, anche territoriali, sottoscritti dagli imprenditori e dagli enti territoriali. Successivamente, deve essere emessa una certificazione, a cura degli operatori professionisti della sanificazione (o delle imprese che svolgono in proprio l’attività di sanificazione), che attesti che le attività svolte sono conformi alle indicazioni dei protocolli.

Il credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro spetta anche a chi provvede autonomamente alla disinfezione, senza affidarsi a ditte esterne? La risposta è positiva. L’attività di sanificazione, in presenza di specifiche competenze già riconosciute, può essere svolta anche in economia dal beneficiario del credito d’imposta: questi può avvalersi dei propri dipendenti o collaboratori, rispettando le indicazioni contenute nei Protocolli di regolamentazione vigenti ed attestandone il rispetto attraverso documentazione interna. Ma procediamo con ordine.

Quali sono le spese di sanificazione agevolabili?

Possono essere agevolate col nuovo credito d’imposta le spese sostenute nei mesi di giugno, luglio, agosto 2021 per:

  • sanificare gli ambienti nei quali è esercitata l’attività lavorativa e istituzionale e gli strumenti utilizzati nell’ambito di tali attività;
  • somministrare tamponi ai lavoratori;
  • acquistare dispositivi di protezione individuale, o Dpi, come mascherine (chirurgiche, FFP2 e FFP3), guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari, purché risultino conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea;
  • acquistare prodotti detergenti e disinfettanti;
  • acquistare dispositivi di sicurezza diversi da quelli di protezione individuale, come termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, purché siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea; sono incluse le eventuali spese di installazione;
  • acquistare dispositivi idonei a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, come barriere e pannelli protettivi; anche in questo caso, sono incluse le eventuali spese di installazione;
  • effettuare la pulizia degli impianti di condizionamento, purché finalizzata ad aumentare la capacità filtrante del ricircolo, attraverso, ad esempio, la sostituzione dei filtri esistenti con filtri di classe superiore, al di fuori dalle ordinarie prassi di manutenzione degli impianti e dei relativi filtri.

A chi spetta il credito d’imposta per sanificazione?

Possono beneficiare del credito d’imposta per la sanificazione degli strumenti e degli ambienti di lavoro:

  • coloro che esercitano un’attività d’impresa;
  • gli artisti ed i professionisti;
  • gli enti non commerciali, inclusi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti.

Per quale periodo è riconosciuto il credito d’imposta per la sanificazione?

Il nuovo credito d’imposta per sanificazione [2], o credito adeguamento, spetta per le spese sostenute nei mesi di giugno, luglio e agosto 2021.

Per l’imputazione delle spese:

  • se il beneficiario è un professionista, rileva il principio di cassa;
  • se beneficia del credito una società, rileva il principio di competenza [3].

A quanto ammonta il credito d’imposta per sanificazione?

Il credito d’imposta spetta:

  • in misura pari al 30% delle spese di sanificazione sostenute nei mesi di giugno, luglio, agosto 2021;
  • fino ad un massimo di 60mila euro per ciascun beneficiario; il limite è previsto per il credito d’imposta e non per le spese agevolabili;
  • nel limite complessivo di spesa previsto per l’agevolazione, fissato in 200 milioni di euro.

Il credito d’imposta non concorre alla formazione del reddito d’impresa e dell’Irap.

Come si utilizza il credito d’imposta per sanificazione?

Il credito d’imposta per la sanificazione può essere utilizzato:

  • nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento delle spese;
  • in compensazione nel modello F24.

I criteri e le modalità di applicazione e di fruizione del credito d’imposta saranno poi stabiliti con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate.


note

[1] Protocollo di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”, firmato il 14/03/2020 da Cgil, Cisl, Uil, Confindustria e Confapi, attuativo del DPCM 11/03/2020, successivamente integrato il 24/04/2020. Successivamente, in data 06/04/2021 è stato sottoscritto il “Protocollo condiviso di aggiornamento delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus SARS-CoV-2/Covid-19 negli ambienti di lavoro”, che aggiorna e rinnova i precedenti accordi, tenendo conto dei vari provvedimenti adottati dal Governo e, da ultimo, del DPCM 02/03/2021, nonché di quanto emanato dal Ministero della salute. Il documento contiene linee guida condivise tra le Parti per agevolare le imprese nell’adozione di protocolli di sicurezza anti-contagio.

[2] Art. 32 DL 73/2021.

[3] Agenzia delle Entrate, Circ. 20/2020 e Circ. 25/2020.

Autore immagine: pixabay.com


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