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Pensione anticipata con 35 anni di contributi

20 Settembre 2021 | Autore:
Pensione anticipata con 35 anni di contributi

Si può uscire dal lavoro con il vecchio requisito contributivo utile alla pensione di anzianità?

Dopo aver tanto lavorato, sei riuscito ad accumulare presso l’Inps la bellezza di 35 anni di versamenti: puoi ottenere la pensione anticipata con 35 anni di contributi? Il requisito di 35 anni di contribuzione, sino alla riforma Fornero [1] consentiva al lavoratore di accedere alla pensione di anzianità, purché fosse in possesso di un requisito anagrafico minimo. Oggi, però, la pensione di anzianità è stata abolita e sostituita dalla pensione anticipata, ordinaria e contributiva.

La pensione anticipata ordinaria si raggiunge con 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne. I lavoratori devono poi attendere, a partire dalla maturazione del requisito contributivo, una finestra di tre mesi prima di vedersi liquidare il trattamento economico dall’Inps. Parliamo dunque, a conti fatti, di 7 anni e 10 mesi di contribuzione in più per gli uomini, 6 anni e 10 mesi in più per le donne, rispetto al requisito richiesto dalla vecchia pensione di anzianità.

Va molto meglio con la pensione anticipata contributiva, che richiede 64 anni di età ma solo 20 anni di versamenti (attenzione però: valgono soltanto i contributi effettivi, non quelli figurativi). Per ottenere questo trattamento pensionistico agevolato, tuttavia, è anche richiesto che l’assegno erogato dall’Inps sia almeno pari a 2,8 volte l’assegno sociale (ricordiamo che ad oggi, nel 2021, l’assegno sociale ammonta a 460,28 euro mensili).

Inoltre, non tutti i lavoratori possono accedere alla pensione anticipata contributiva, ma soltanto coloro che risultano privi di versamenti alla data del 31 dicembre 1995, oppure coloro che optano per il computo presso la gestione separata Inps, cioè per versare tutti i contributi presso questa cassa di previdenza. Per accedere al computo sono previsti particolari requisiti: ne abbiamo parlato in “Computo presso la gestione separata“.

Ad oggi, sopravvivono comunque alcuni trattamenti pensionistici che si possono ottenere con un requisito contributivo ridotto, cioè tipologie di pensione con 35 anni di contributi: vediamo quali.

Pensione anticipata con opzione donna

Innanzitutto, le lavoratrici possono beneficiare di una particolare pensione anticipata agevolata grazie all’opzione donna [2].

Con questo specifico trattamento è possibile uscire dal lavoro se si soddisfano i seguenti requisiti:

  • almeno 35 anni di contributi e 58 anni di età compiuti entro il 31 dicembre 2020, per le lavoratrici dipendenti;
  • almeno 35 anni di contributi e 59 anni di età compiuti entro il 31 dicembre 2020, per le lavoratrici autonome;
  • l’attesa di una finestra pari a 12 mesi per le lavoratrici dipendenti;
  • l’attesa di una finestra pari a 18 mesi per le lavoratrici autonome.

I 35 anni di contribuzione necessari per l’opzione donna devono essere accreditati presso un’unica gestione Inps: non è ammesso il cumulo, cioè la sommatoria gratuita dei versamenti presenti in gestioni previdenziali diverse. L’unico cumulo permesso è quello interno all’assicurazione generale obbligatoria: ad esempio, è possibile sommare la contribuzione presente presso il fondo pensione dei lavoratori dipendenti con i versamenti accreditati in qualità di commerciante.

Per le lavoratrici iscritte presso l’assicurazione generale obbligatoria dell’Inps e presso specifici fondi sostitutivi, inoltre, non è possibile contare come contributi utili ai fini del requisito di 35 anni i contributi figurativi accreditati per disoccupazione, malattia ed infortunio non integrati.

L’opzione donna, in cambio del consistente anticipo pensionistico, richiede il ricalcolo interamente contributivo della prestazione economica: per questo, non possono accedervi le iscritte presso la gestione separata, in quanto già assoggettate al calcolo contributivo.

Pensione per addetti ai lavori usuranti ed ai turni notturni

Sopravvive alla riforma Fornero anche la pensione di anzianità dedicata agli addetti ai lavori faticosi e pesanti ed al lavoro notturno [3].

Il trattamento può essere raggiunto con un minimo di 61 anni e 7 mesi di età, 35 anni di contributi ed una quota, cioè il valore risultante dalla somma di età e contribuzione, pari ad almeno 97,6.

Il requisito anagrafico e la quota aumentano nel caso in cui l’interessato benefici della pensione in qualità di lavoratore notturno ed abbia svolto lavoro notturno per meno di 78 giornate annue:

  • se si svolgono da 72 a 77 giorni di lavoro notturno la quota richiesta è di almeno 98,6 e sono richiesti almeno 62 anni e 7 mesi di età, oltre ai 35 anni di contributi;
  • se si svolgono da 64 a 71 giorni di lavoro notturno la quota richiesta è di almeno 99,6 e sono richiesti almeno 63 anni e 7 mesi di età, oltre ai 35 anni di contributi.

Il lavoro usurante ed il lavoro notturno devono essere svolti per almeno metà della vita lavorativa, oppure per almeno sette anni nell’ultimo decennio.

Per approfondire, leggi: “Pensione per addetti ai lavori usuranti ed ai lavori notturni“.

Prepensionamento

L’uscita dal lavoro con 35 anni di contributi può essere ottenuta anche dai lavoratori destinatari del cosiddetto prepensionamento, o scivolo per la pensione.

In realtà, con il nome prepensionamento si è soliti indicare diverse prestazioni di accompagnamento alla pensione: la misura che consente di pensionarsi con 35 anni di contribuzione, ad oggi, è l’isopensione, l’indennità che può essere riconosciuta ai lavoratori ai quali non manchino più di 7 anni alla pensione anticipata ordinaria, oppure alla pensione di vecchiaia ordinaria.

Il beneficio non può essere richiesto direttamente dal lavoratore, ma deve essere attivato dall’azienda nell’ambito di un’articolata procedura di gestione degli esuberi. Ne abbiamo parlato in: “Scivolo per la pensione“.

Pensione comparto difesa, sicurezza e soccorso

Altre pensioni che possono essere raggiunte con 35 anni di contributi sono quelle riconosciute ai dipendenti pubblici appartenenti al comparto difesa, sicurezza e soccorso, iscritti presso la cassa Stato ex Inpdap. Per queste categorie di lavoratori, difatti, considerata l’attività svolta, si applicano dei requisiti fortemente agevolati rispetto a quelli ordinariamente previsti. Ne abbiamo parlato in: Pensione comparto difesa.

Pensione con meno di 35 anni di contributi

Sopravvivono, infine, diversi trattamenti che possono essere ottenuti con meno di 35 anni di versamenti: la generalità delle pensioni di vecchiaia, ad esempio, si ottiene con 20 anni di contributi. L’età pensionabile, tuttavia, è elevata ed è pari a 67 anni, salvo alcune eccezioni, come quella relativa ai dipendenti del settore privato con invalidità almeno pari all’80%. Per approfondire, leggi la nostra guida alla pensione di vecchiaia.


note

[1] Art.24 DL 201/2011.

[2] Art. 16 DL 4/2019.

[3] D,lgs. 67/2011.

Autore immagine: pixabay.com


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