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Supermercato: per la cattiva conservazione dei cibi l’impresa non è sempre responsabile

20 Marzo 2013
Supermercato: per la cattiva conservazione dei cibi l’impresa non è sempre responsabile

Nessuna responsabilità penale dei legali rappresentanti delle grandi imprese alimentari per violazione di norme igienico sanitarie sulla conservazione dei cibi se questi sono distribuiti da un punto vendita autonomo.

Quando l’impresa è organizzata in reparti e punti vendita autonomi sul territorio, l’imprenditore o il legale rappresentante non possono essere considerati penalmente responsabili per il mancato rispetto dei requisiti igienici e sanitari previsti per la conservazione degli alimenti distribuiti da un’unità locale dell’azienda. Il responsabile va ricercato, invece, tra il personale incaricato di quel punto vendita.

Lo ha sancito la Cassazione in una recente pronuncia in materia di responsabilità del legale rappresentante di una grande impresa alimentare con punti vendita su tutto il territorio nazionale [1].

La legge [2] prescrive che l’impresa che si occupa della distribuzione al pubblico di alimenti ha il divieto di tenere presso i propri punti vendita e di fornire ai consumatori prodotti in cattivo stato di conservazione, insudiciati, invasi da parassiti o in stato di alterazione.

Nel caso di detenzione per il commercio o di distribuzione di cibi contaminati, non sempre il legale rappresentante può essere considerato penalmente responsabile per la vendita di sostanze alimentari pericolose per la salute. È infatti necessario prima analizzare com’è strutturata l’azienda.

La struttura commerciale dell’impresa può espandersi sul territorio attraverso la presenza di più unità locali (punti vendita). La gestione di queste ultime può essere affidata a un soggetto con funzioni di direzione. Sarà quest’ultimo ad essere ritenuto responsabile qualora venga riscontrata una violazione degli obblighi previsti dalla normativa di settore e non già l’amministratore dell’azienda.

Inoltre, per escludere la colpevolezza del legale rappresentante dell’azienda, non è necessario provare il conferimento di uno specifico incarico al direttore di un punto vendita, ma il responsabile andrà, caso per caso, individuato sulla base delle mansioni da questi svolte in concreto all’interno della singola struttura commerciale.

Gli amministratori con poteri di rappresentanza delle imprese della grande distribuzione non sono responsabili penalmente per la violazione di norme igienico sanitarie sulla conservazione degli alimenti quando l’azienda ha propri punti vendita autonomi sul territorio.

In questo caso, il responsabile va ricercato tra gli addetti con funzioni direttive, anche senza incarico specifico, delle singole unità locali. Essi devono autonomamente porre in essere tutte le precauzioni e le misure di sicurezza previste dalla normativa di settore, se vogliono evitare responsabilità.

note

[1] Cass. sent. n. 11835 del 13.03.2013.

[2] L. 30 aprile 1962 n. 283.


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