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Contributi consortili di bonifica: Cassazione

16 Giugno 2021
Contributi consortili di bonifica: Cassazione

Oneri di bonifica: la determinazione dell’imposta, i soggetti tenuti al pagamento e le contestazioni.

I contributi di bonifica sono riscossi tramite ruolo 

I contributi di bonifica continuano ad essere riscossi tramite ruolo secondo le norme che regolano l’esazione delle imposte dirette in quanto, anche ritenendo che l’art. 14, comma 14, l. n. 246 del 2005 abbia abrogato l’art. 21 r.d. n. 215 del 1933, quest’ultima disposizione è resa “ultra vigente” dall’art. 17, comma 3, d.lgs. n. 46 del 1999, sicché è legittimo che i consorzi di bonifica si avvalgano degli agenti della riscossione.

Cassazione civile sez. trib., 23/04/2020, n.8080

Contributi di bonifica: legittimità della pretesa impositiva dell’ente

In tema di contributi di bonifica, il contribuente, anche qualora non abbia impugnato innanzi al giudice amministrativo gli atti generali presupposti (cioè il perimetro di contribuenza, il piano di contribuzione ed il bilancio annuale di previsione del consorzio), riguardanti l’individuazione dei potenziali contribuenti e la misura dei relativi obblighi, può contestare, nel giudizio avente ad oggetto la cartella esattoriale dinanzi al giudice tributario, la legittimità della pretesa impositiva dell’ente, assumendo che gli immobili di sua proprietà non traggono alcun beneficio diretto e specifico dall’opera del consorzio. In tal caso, però, quando vi sia un piano di classifica, approvato dalla competente autorità, l’ente impositore è esonerato dalla prova del predetto beneficio, che si presume in ragione della comprensione dei fondi nel perimetro d’intervento consortile e dell’avvenuta approvazione del piano di classifica, salva la prova contraria da parte del contribuente.

Cassazione civile sez. trib., 23/04/2020, n.8079

Differenza tra contributi dovuti dai proprietari dei fondi ricompresi nel perimetro consortile e i contributi dovuti da chi utilizza ugualmente i canali consortili

Occorre distinguere fra contributi obbligatoriamente dovuti dai proprietari dei fondi ricompresi nel perimetro consortile e contributi dovuti da coloro che, pur non avendo alcuna proprietà nell’anzidetto perimetro, utilizzano ugualmente i canali consortili come recapiti dei propri scarichi provenienti da insediamenti abitativi od industriali esterni. Mentre le controversie sui primi vanno ricondotte alla giurisdizione delle commissioni tributarie, quelle sui secondi vanno devolute alla cognizione del giudice ordinario, stante la “prevalenza della (loro) natura negoziale, resa palese dalla previsione di una necessaria determinazione convenzionale di modalità ed entità del corrispettivo” per l’utilizzo dei canali;

Cassazione civile sez. un., 01/04/2020, n.7642

Onere della prova in materia di contributi consortili

In tema di contributi consortili, quando la cartella esattoriale emessa per la loro riscossione sia motivata facendo riferimento ad un piano di classifica approvato dalla competente autorità regionale, il contribuente, anche in assenza di contestazione di tale piano in sede di impugnazione della cartella o di sua mancata impugnazione innanzi al giudice amministrativo, è sempre ammesso a contestare in giudizio la sussistenza del beneficio fondiario o i criteri con cui il Consorzio abbia messo in esecuzione le direttive del predetto atto amministrativo per la determinazione del contributo nei suoi confronti, fornendo la relativa prova, mentre l’ente impositore è esonerato dall’onere di dimostrare il beneficio, in ragione della presunzione derivante dalla comprensione dei fondi nel suo perimetro d’intervento e dall’avventa approvazione del piano di classifica.

Peraltro, il giudice tributario, ai sensi dell’art. 7 del d.lgs. n. 546 del 1992, può in ogni caso avvalersi dei poteri ufficiosi se ritenga necessario indagare sulle modalità di liquidazione del contributo da parte dell’ente e provvedere alla disapplicazione del piano di classifica, in quanto illegittimo, quando sia soddisfatto l’onere probatorio gravante sul contribuente.

Cassazione civile sez. trib., 11/03/2020, n.6839

In tema di riparto di giurisdizione vanno distinti i contributi consortili di bonifica dovuti dai proprietari dei fondi da quelli di chi utilizza i canali consortili

In materia di contributi consortili di bonifica, la giurisprudenza di questa Corte ha elaborato una regola di riparto ancorata alla distinzione fra contributi obbligatoriamente dovuti dai proprietari dei fondi ricompresi nel perimetro consortile e contributi dovuti da coloro che, pur non avendo alcuna proprietà nell’anzidetto perimetro, utilizzano ugualmente i canali consortili come recapiti dei propri scarichi provenienti da insediamenti abitativi o industriali esterni. Mentre le controversie sui primi vanno ricondotte alla giurisdizione delle commissioni tributarie, quelle sui secondi sono devolute alla cognizione del giudice ordinario, stante la prevalenza della loro natura negoziale, resa palese dalla previsione di una necessaria determinazione convenzionale di modalità ed entità del corrispettivo per l’utilizzo dei canali (così, da ultimo, Cass., Sez. Un., 9 agosto 2018, n. 20681).

Cassazione civile sez. un., 06/03/2020, n.6463

Consorzi di bonifica: canoni dovuti per l’utilizzo dei canali consortili come recapito di scarichi

In tema di consorzi di bonifica, i canoni dovuti per l’utilizzo dei canali consortili come recapito di scarichi, anche se di acque meteoriche o depurate, da parte di soggetti, quali i comuni, che non possono qualificarsi appartenenti al consorzio per non essere proprietari dei fondi compresi nel relativo ambito territoriale, si distinguono dai contributi di bonifica dovuti dai proprietari dei detti fondi, in quanto, mentre questi ultimi sono versati in adempimento di un’obbligazione tributaria determinata direttamente dal consorzio quale contributo “pro quota” dei consorziati alle spese di gestione dei canali e delle opere di miglioramento, per i primi la normativa regionale di dettaglio ne prevede la determinazione all’esito di una procedura negoziale tra il consorzio e l’utente; pertanto, le relative controversie non rientrano nella giurisdizione delle commissioni tributarie ma restano devolute a quella del giudice ordinario.

(Fattispecie disciplinata dall’art. 13 della l.r. Campania n. 4 del 2003, la quale, anche nel testo novellato dalla l.r. n. 6 del 2016, utilizza il termine “canone” – termine che si addice ad una prestazione patrimoniale di natura non tributaria – per definire il contributo consortile dovuto dai comuni e dagli altri enti che, nell’ambito dei servizi affidati, utilizzano canali e strutture di bonifica come recapito di scarichi, e prevede che esso sia determinato, in proporzione al beneficio diretto ottenuto, sulla base di convenzioni stipulate con i consorzi e promosse dalla regione).

Cassazione civile sez. un., 05/12/2019, n.31760

Sono dovuti gli oneri consortili e a quanto ammontano?

In materia di oneri consortili, se la (verificata) inclusione di uno (specifico) immobile nel perimetro di contribuenza di un consorzio di bonifica può essere decisiva ai fini della determinazione dell'”an” del contributo, ai fini del “quantum” è determinante l’accertamento della legittimità e congruità del “piano di classifica”, con la precisa identificazione degli immobili e dei relativi vantaggi diretti ed immediati derivanti dalle opere eseguite dal consorzio.

(In applicazione del principio la S.C. ha ribadito che il contributo “de quo” è dovuto in conseguenza del beneficio fondiario ottenuto dall’immobile – nella specie sito nella Regione Calabria – per effetto dell’attività del consorzio, come deve desumersi anche dalla sentenza n. 188 del 2018 della Corte costituzionale, che ha dichiarato l’incostituzionalità dell’originario art. 23, comma 1, lett. a, della l.r. Calabria n. 11 del 2003, nella parte in cui prevedeva la corresponsione del contributo “indipendentemente dal beneficio fondiario”).

Cassazione civile sez. VI, 17/10/2019, n.26395

Competenza delle commissioni tributarie sui contributi di bonifica

L’attribuzione alle commissioni tributarie – ai sensi dell’art. 2 del d.lgs. n. 546 del 1992, come sostituito dall’art. 12, comma 2, della l. n. 448 del 2001 – della cognizione delle controversie aventi ad oggetto i tributi di ogni genere e specie, ivi incluse quelle in materia di contributi spettanti ai consorzi di bonifica per le spese relative all’attività per la quale sono obbligatoriamente costituiti, si estende a tutte le questioni concernenti l'”an” o il “quantum” del tributo, arrestandosi unicamente di fronte agli atti dell’esecuzione tributaria, tra cui non ricade la diffida di pagamento.

Cassazione civile sez. VI, 18/11/2019, n.29805

I contributi spettanti ai consorzi stradali obbligatori – come quelli dovuti ai consorzi di bonifica – imposti ai proprietari per le spese relative all’attività per la quale sono obbligatoriamente costituiti, hanno natura tributaria. Deriva da quanto precede, pertanto, che le relative controversie sono devolute al giudice tributario, ove insorte successivamente al 1° gennaio 2002, in applicazione del decreto legislativo n. 546 del 1992, articolo 2, nel testo modificato dall’articolo 12 della legge n. 448 del 2001, che ha esteso la giurisdizione tributaria a tutte le controversie aventi a oggetto tributi di ogni genere.

Cassazione civile sez. un., 06/07/2017, n.16693

I contributi spettanti ai consorzi di bonifica ed imposti ai proprietari per le spese relative all’attività per la quale sono obbligatoriamente costituiti rientrano nella categoria generale dei tributi e le relative controversie, insorte dopo il primo gennaio 2002, sono devolute alla giurisdizione delle commissioni tributarie, in applicazione dell’art. 2 del d.lg. n. 546 del 1992, nel testo modificato dall’art. 12 della legge 448 del 2001, il quale ha esteso la giurisdizione tributaria a tutte le controversie aventi ad oggetto tributi di ogni genere e specie.

Cassazione civile sez. un., 03/05/2016, n.8770

I consorzi di bonifica hanno natura giuridica di enti pubblici economici

I consorzi di bonifica hanno natura giuridica di enti pubblici economici e pertanto rientrano nell’ambito delle “imprese dello Stato” che, ex art. 20, comma 2, del d.l. n. 112 del 2008, conv. con modif. in l. n. 133 del 2008, sono tenute a versare la contribuzione per maternità e quella per malattia.

Cassazione civile sez. lav., 15/10/2019, n.26038

Prescrizione contributi di bonifica

La riscossione dei contributi di bonifica è assoggettata al solo termine di prescrizione perché va effettuata, in forza dell’art. 21 del r.d. n. 215 del 1933, mediante ruolo con la semplice notifica della cartella senza necessità di un preventivo accertamento cui debba seguire la riscossione nel termine di decadenza ex art. 25 del d.P.R. n. 602 del 1973, non potendo neppure trovare applicazione l’art. 1, comma 161, della l. n. 296 del 2006 che, dettato in generale per i tributi locali, presuppone che la riscossione faccia seguito ad un atto impositivo divenuto definitivo.

Cassazione civile sez. VI, 26/02/2019, n.5536

Contributi bonifica, in difetto d’impugnazione del piano di classifica il contribuente non può contestare il quantum richiesto conforme al piano di contribuzione

In tema di contributi di bonifica, il piano di contribuzione costituisce la mera ripartizione economica, compiuta sulla base del piano di classifica, dei costi sostenuti delle opere di bonifica effettuate annualmente dal consorzio: ne deriva che, in difetto di impugnazione del piano di classifica, il contribuente non può contestare il “quantum” richiestogli con l’avviso di pagamento emesso in conformità al piano di contribuzione.

Cassazione civile sez. trib., 23/01/2019, n.1742

Contributi consortili di bonifica: natura di onere reale dell’obbligazione di pagamento

In tema di contributi consortili di bonifica, la natura di onere reale dell’obbligazione di pagamento non implica che, nel caso di più comproprietari debitori, ciascuno debba considerarsi obbligato per l’intero, ipotesi non prevista dall’art. 21 del r.d. n. 215 del 1933 né desumibile dai principi generali, dovendosi ripartire la prestazione contributiva in proporzione alle rispettive quote di titolarità del diritto dominicale sugli immobili compresi nel perimetro consortile, nel rispetto del principio di capacità contributiva di cui all’art. 53 Cost., che implica che il tributo non debba superare l’indice di ricchezza che ne costituisce il presupposto.

Cassazione civile sez. VI, 13/09/2018, n.22302

Contributi di bonifica e fondi compresi del perimetro consortile: il contribuente deve provare l’assenza di beneficio derivante dall’opera del consorzio

In tema di contributi di bonifica, ove i fondi siano compresi nel perimetro consortile, in difetto di specifica contestazione del piano di classifica e ripartizione da parte del contribuente, grava sullo stesso l’onere di superare, mediante prova contraria, la presunzione del beneficio diretto e specifico derivante dalle opere realizzate dal consorzio.

Cassazione civile sez. trib., 18/04/2018, n.9511

Contributi consortili e specifica contestazione della legittimità del piano di classifica

In tema di contributi consortili, ove i fondi siano compresi nel perimetro di contribuenza, in difetto di specifica contestazione, da parte del contribuente, della legittimità del piano di classifica, che può ritenersi integrata unicamente dal rilievo della mancata approvazione del piano generale di bonifica, si presume che gli stessi abbiano goduto dei benefici diretti delle opere realizzate dal consorzio richiedente.

Cassazione civile sez. VI, 29/11/2016, n.24356

Da chi sono dovuti i contributi consortili

I contributi consortili di bonifica costituiscono oneri reali, giusta l’art. 21 del r.d. n. 215 del 1933, dovuti da chi, al tempo della loro esazione, sia proprietario del fondo situato nel perimetro del comprensorio, e trovano giustificazione nei benefici, concreti o anche solo potenziali, che si presumono apportati al terreno dalle opere eseguite dal consorzio, senza che quest’ultimo ne sia onerato della prova, spettando, invece, al proprietario dimostrare il contrario, senza che, a tal fine, rilevi l’aver manifestato, per scelta personale o per situazioni particolari, l’intenzione di non usufruire di quanto (nella specie, un impianto di irrigazione) realizzato dal primo.

Cassazione civile sez. I, 20/11/2015, n.23815

In tema di contributi di bonifica, che costituiscono oneri reali e seguono la proprietà del fondo, non può essere soggetto passivo d’imposta, in assenza di una specifica disposizione in tale senso, il custode giudiziario del bene, che “non spossessa” il proprietario.

Cassazione civile sez. trib., 19/12/2014, n.27056



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