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Differenza tra data valuta e data contabile

20 Settembre 2021 | Autore:
Differenza tra data valuta e data contabile

L’elenco dei movimenti che indica, in ordine temporale, le diverse operazioni compiute dall’intestatario.

Saper leggere e consultare l’estratto conto consente di tenere sotto controllo le movimentazioni di denaro e, quindi, di gestire in maniera oculata i propri risparmi. In sostanza, si tratta di un documento ufficiale che viene periodicamente fornito dalla banca al cliente, nel quale sono riportate tutte le operazioni legate al conto, la suddivisione in termini di entrate ed uscite – vedi ad esempio i bonifici e i prelevamenti – e il saldo finale.

Un elemento fondamentale dell’estratto conto è costituito dalle date, di cui è possibile distinguere due tipologie: la data valuta e la data contabile. La comprensione delle date è importante per accertare se in un determinato periodo di tempo si sono verificati eventuali accessi al conto corrente da parte di malintenzionati con conseguente prelievo di somme in maniera illecita.

Qual è la differenza tra la data valuta e la data contabile lo vedremo più nel dettaglio nel corso del presente articolo. Spesso, le stesse vengono confuse ma ognuna ha una propria connotazione in base alla fase in cui avvengono le operazioni bancarie e alla loro decorrenza.

Nell’estratto conto, le date sono riportate nella sezione “elenco movimenti”, che è il riepilogo di tutte le operazioni registrate sul conto nel periodo di riferimento e validità dello stesso, in ordine temporale crescente, ovvero dalla meno recente alla più recente.

Come si presenta l’estratto conto?

L’estratto conto è costituito da tre parti:

  • i movimenti del conto corrente, nei quali sono riportati i dati delle operazioni effettuate;
  • le competenze, che comprendono i dati per il calcolo degli interessi, sia attivi sia passivi, e delle spese;
  • il riassunto scalare, che include tra l’altro l’elenco dei saldi per valuta.

Movimenti del conto corrente: cosa comprendono?

Nei movimenti del conto corrente, oltre alla data contabile e alla data valuta, si trovano:

  1. i movimenti dare, riferiti a tutte le operazioni passive (addebiti) effettuate dal correntista, che hanno prodotto addebiti sul conto corrente quali prelievi bancomat, bonifici effettuati, emissione di assegni, pagamento di utenze, ecc.;
  2. i movimenti avere, relativi a tutte le operazioni a beneficio del correntista, rappresentate da accrediti (vedi i versamenti dello stipendio, i bonifici ricevuti, gli interessi creditori, ecc.).

Data contabile e data valuta: qual è la differenza?

La data contabile di una movimentazione di conto corrente, cioè di un addebito o di un accredito, è quella in cui la banca registra “contabilmente” l’operazione. Più semplicemente, la data contabile, denominata anche data operazione, può consistere in quella di:

  • registrazione di un versamento in contanti o tramite assegno;
  • oppure di una richiesta di un bonifico.

Ne consegue che se ad esempio il cliente preleva una determinata somma da uno sportello bancomat in un giorno non festivo per la banca, la data contabile sarà quella in cui è avvenuto il prelievo. Invece, se preleva in un giorno festivo (vedi il 2 giugno o la domenica) la data contabile sarà nel giorno non festivo immediatamente successivo (il 3 giugno o il lunedì).

La data valuta di una movimentazione di conto corrente è quella in cui inizia il calcolo degli interessi attivi e passivi. Più precisamente, è la data dalla quale cessa il calcolo degli interessi attivi sulle somme prelevate ed inizia quello degli interessi passivi sull’eventuale sconfinamento.

Accanto a queste due tipologie di date ne esiste, altresì, una terza, ovvero la data disponibile, che consiste in quella in cui il denaro accreditato sul conto corrente può essere effettivamente utilizzato per i pagamenti e i prelievi.

Data contabile e data valuta: coincidono?

In alcune ipotesi, data contabile e data valuta coincidono, questo significa che il giorno in cui viene eseguita un’operazione è anche quello in cui è possibile spendere il denaro oggetto dell’operazione medesima.

In data 10.03, un cliente versa sul proprio conto corrente una determinata somma di denaro che potrà essere spesa subito, ovvero in data 10.03.

In altri casi, la data valuta non coincide con la data contabile ma può essere diversa di qualche giorno. Ad esempio, se un cliente versa un assegno ad una certa data contabile, gli interessi attivi sull’importo versato possono essere calcolati a partire da una data valuta successiva.

Può anche succedere che la data valuta sia antecedente alla data contabile in presenza di determinate condizioni contrattuali. Ad esempio, nell’ipotesi di un’azienda che paga i propri dipendenti può capitare che la data contabile, successivamente alla quale avverrà l’accredito dello stipendio sul conto, sia posteriore alla data valuta, fissata in un determinato giorno del mese in cui, ufficialmente, vengono corrisposti gli stipendi e, di conseguenza, vengono calcolati gli interessi.

Cosa includono le competenze?

Le competenze includono:

  • gli interessi creditori o attivi, cioè quelli che la banca deve pagare al cliente, applicati sulle somme presenti sul conto corrente;
  • gli interessi debitori o passivi, dovuti dal cliente alla banca e applicati sui debiti che questi ha nei confronti dell’istituto di credito ad esempio per l’utilizzo di uno sconfinamento;
  • il riepilogo delle competenze, dato dalla differenza tra gli interessi creditori e gli interessi debitori. Se la differenza è positiva, il relativo importo viene accreditato sul conto corrente. In caso contrario, l’importo viene addebitato.

Quali sono le voci del riassunto scalare?

La funzione del riassunto scalare è relativa al calcolo degli interessi attivi e passivi maturati sul conto corrente.

A chiusura dell’estratto conto si trovano:

  1. il saldo disponibile, che indica la somma finale del conto effettivamente disponibile ed utilizzabile dal cliente per effettuare operazioni (pagamenti, bonifici, ecc.);
  2. il saldo contabile, dato dalla differenza tra le operazioni in entrata e in uscita effettuate fino a una certa data sul conto.


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