Diritto e Fisco | Articoli

Quando il confinante ha diritto di prelazione?

26 Giugno 2021
Quando il confinante ha diritto di prelazione?

Devo vendere un fondo agricolo. Il confinante non coltiva da anni il suo terreno. Ha diritto alla prelazione?

L’articolo 7, comma 2°, della legge n. 817 del 1971 stabilisce che il diritto di prelazione previsto dall’articolo 8, 1° comma, della legge n. 590 del 1965 spetta anche al coltivatore diretto proprietario di terreni confinanti con fondi offerti in vendita, purché sugli stessi non siano insediati mezzadri, coloni, affittuari, compartecipanti o enfiteuti coltivatori diretti.

Quindi, il diritto di prelazione spettante al confinante proprietario coltivatore diretto si basa sugli stessi presupposti richiesti dall’articolo 8, 1° comma, della legge n. 590 del 1965 per il diritto di prelazione riconosciuto all’affittuario coltivatore diretto insediato sul fondo in vendita.

Questo significa che il confinante di fondi offerti in vendita, per poter vantare il diritto di prelazione, deve innanzitutto:

  • essere proprietario del fondo e coltivarlo direttamente;
  • non deve avere sul proprio fondo insediati affittuari coltivatori diretti.

Per quanto riguarda in particolare il primo requisito (che è quello oggetto del suo quesito), affinché sussista il diritto di prelazione del proprietario confinante egli deve coltivarlo personalmente in modo abituale, cioè stabile e continuativo. In questo senso, si è espressa la Corte di Cassazione in diverse occasioni (vedasi sentenze n. 5.673 del 10 aprile 2003, n. 1.107 del 20 gennaio 2006, n. 653 del 15 gennaio 2007).

Occorre, quindi, che il proprietario del fondo confinante si dedichi, anche se non in modo esclusivo, sicuramente in modo non occasionale alla coltivazione diretta del fondo.

Non è richiesto che il proprietario confinante svolga soltanto l’attività di coltivatore diretto del proprio fondo (può cioè anche svolgere altre attività lavorative da cui trarre redditi), ma è comunque necessario che dia un concreto ed effettivo apporto alla conduzione del fondo affinché possa pretendere di avere un diritto di prelazione sul fondo offerto in vendita che confina con il suo.

Occorre, in definitiva, la prova che sul fondo confinante il proprietario effettivamente svolga in modo abituale un’attività di coltivazione del fondo e ne dia prova, ove eventualmente occorra, in giudizio (anche con presunzioni e testimoni: così ha stabilito la Cassazione nella sentenza n. 19.748 del 2011).

Aggiungiamo per completezza che la dottrina (Casarotto) ha precisato che la prelazione deve ritenersi esclusa quando la superficie di proprietà del confinante:

  • per la sua particolare configurazione, non sia oggetto di coltivazione, ad esempio perché abbia concreta destinazione extragricola;
  • non abbia una destinazione urbanistica agricola (è escluso il diritto di prelazione se il fondo è edificabile anche in base a piani regolatori non ancora approvati oppure se ha destinazione industriale o turistica, oppure anche a verde pubblico o privato).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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