Diritto e Fisco | Articoli

Come togliere l’amministratore di sostegno?

17 Giugno 2021
Come togliere l’amministratore di sostegno?

Revoca, sostituzione e modifica della scelta dell’amministratore di sostegno: cause e procedura. 

Abbiamo spesso parlato, su queste stesse pagine, dell’amministratore di sostegno, del suo funzionamento, della nomina e dei soggetti beneficiari. Non abbiamo ancora spiegato però come togliere l’amministratore di sostegno, ossia come revocare l’incarico e magari sostituirlo con un altro soggetto o, al contrario, “riabilitare” completamente il beneficiario.

Come noto, l’amministrazione di sostegno è una misura di protezione volta a tutelare il soggetto che si trova nell’impossibilità anche solo parziale o temporanea di provvedere ai propri interessi, che tuttavia non si trova in condizioni tanto gravi da subire l’interdizione o l’inabilitazione. L’amministrazione di sostegno consiste pertanto in una limitata riduzione della capacità di compiere atti giuridicamente rilevanti e offre, tramite l’amministratore di sostegno, un’assistenza che incide il meno possibile sulla capacità di agire del soggetto debole.

Occupiamoci ora di come togliere l’amministratore di sostegno.

Modifica e sostituzione dell’amministratore di sostegno

L’amministratore di sostegno non è irrevocabile. Lo stesso giudice che lo ha scelto e nominato può sempre rivedere la propria scelta, modificandola e revocandola. Ciò avviene, il più delle volte, su istanza dei familiari qualora ravvisino l’adozione di scelte o comportamenti non utili per il beneficiario. 

A disporlo è l’articolo 407 del Codice civile a norma del quale «Il giudice tutelare può, in ogni tempo, modificare o integrare, anche d’ufficio, le decisioni assunte con il decreto di nomina dell’amministratore di sostegno».

Il giudice può sostituire l’amministratore di sostegno nel caso di:

  • negligenza;
  • abuso dei poteri;
  • incapacità nell’adempimento dei compiti affidatigli: egli deve essersi dimostrato inetto nell’adempimento di essi;
  • immeritevolezza dell’incarico anche per atti estranei alla tutela (si pensi a un soggetto che venga trovato a spacciare droga o ad ubriacarsi costantemente);
  • sopravvenuta insolvenza.

Cosa succede se si toglie l’amministratore di sostegno?

Alla cessazione dell’incarico, l’amministratore di sostegno deve subito consegnare i beni che ha amministrato e presentare, entro 2 mesi, il conto finale dell’amministrazione al giudice tutelare che lo esamina e, se non ci sono osservazioni, anche da parte del beneficiario, lo approva.

In caso contrario, nega l’approvazione.

Cessazione dell’incarico dell’amministratore di sostegno

L’incarico di amministratore di sostegno può essere revocato, su ricorso al giudice, quando non sussistono più i presupposti per l’incarico. Ciò succede, ad esempio, nel caso in cui: 

  • cessi l’infermità del beneficiario;
  • si aggravi l’infermità del beneficiario con conseguente necessità di interdizione o inabilitazione. 

Per disporre la cessazione dell’amministratore di sostegno è necessario che venga promosso un ricorso: 

  • dal beneficiario stesso dell’amministrazione;
  • dall’amministratore di sostegno; 
  • dal pubblico ministero;
  • dal coniuge o dalla persona stabilmente convivente;
  • dai parenti entro il quarto grado o dagli affini entro il secondo grado;
  • dal tutore o dal curatore;
  • dai responsabili dei servizi sanitari e sociali direttamente impegnati nella cura e nell’assistenza della persona. 

La procedura prevede la presentazione di un’istanza motivata al giudice tutelare. 

Il giudice tutelare, anche d’ufficio, dichiara la cessazione dell’amministrazione di sostegno quando questa si sia rivelata inidonea a realizzare la piena tutela del beneficiario.

Se ritiene che si debba promuovere un giudizio di interdizione o inabilitazione, ne informa il pm, affinché vi provveda. In questo caso, l’amministrazione di sostegno cessa con la nomina del tutore o del curatore provvisorio oppure con la dichiarazione di interdizione o di inabilitazione.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

3 Commenti

  1. Mio cognato è affetto da schizzofrenia paranoica ed è in cura con l’haldol,ha avuto un incidente da piccolo che probabilmente ha scatenato in lui la malattia.
    Attualmente ha 60 anni,vive da solo in una casa popolare,è autosufficente,guida l’automobile,è in grado di gestirsi,anche se ha sempre le fissazioni che gli rubano tutto.
    Ha una pensione di circa 1000 euro ,pendenze con equitalia dovute a cumulo reddito pensione (730 non presentato negli anni passati)
    Ha l’amministratore di sostegno dal 2013 che però non ha mai fatto nulla.
    Ultimamente ,l’ultimo amministratore di sostegno gli chiede 1200 euro per la parcella,pur non avendo mai fatto nulla.
    Continua a tormentarlo con chiamate anonime minacciandolo in caso di mancato pagamento.
    Desidero precisare che mio cognato non ha un ingente patrimonio,ha una pensione di 1000 euro al mese,pochi soldi sul conto corrente e debiti con equitalia.
    Questo amministratore non ha fatto nulla,avrebbe potuto verificare se usufruire del saldo e stralcio per appianare i suoi debiti,adesso ha anche il fermo amministrativo sulla sua auto,una ford fiesta di 15 anni fa che non vale nulla.
    Vorrei sostituire questo amministratore o toglierlo del tutto,tanto non serve a nulla.
    Se lo facesse mia moglie rischierebbe qualcosa date le pendenze con equitalia?

    che iter bisogna seguire per la rimorzione-sostituzione senza spendere in avvocati?

    Se dovessi propormi io come amministratore di sostegno rischierei qualcosa per il fatto che mio cognato ha delle pendenze con equitalia?
    Rischierei di pagare io le pendenze?

  2. Scusa se mi intrometto non essendo del mestiere, ma ho una figlia con la stessa diagnosi di tuo cognato e sto preparando ricorso, tramite avvocato, per farmi nominare amministratrice di sostegno.
    Non credo che tuo cognato abbia mai dovuto presentare il 730 se non ha beni immobili intestati a suo nome.
    Per il ricorso, ti consiglio di rivolgerti a un avvocato per evitare disguidi e pratiche incomplete.
    Buona fortuna.

  3. Potreste gentilmente inviarmi un modulo da presentare al Giudice Tutelare del Tribunale di Milano, dove presenterò altra documentazione che prova che più di un anno con il mio amministratore di sostegno ha causato solo danni.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube