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Scioglimento fondo patrimoniale e figli minori: Cassazione

17 Giugno 2021
Scioglimento fondo patrimoniale e figli minori: Cassazione

In presenza di figli minori, lo scioglimento del fondo patrimoniale posto in essere dai genitori senza autorizzazione del giudice tutelare è invalido.

Scioglimento fondo patrimoniale e consenso del giudice tutelare

In presenza di figli minori, lo scioglimento del fondo patrimoniale posto in essere dai genitori senza autorizzazione del giudice tutelare è invalido, ma, poiché il divieto di scioglimento è posto a vantaggio dei detti minori, l’azione di annullamento spetta soltanto a questi ultimi e non pure ai terzi, ancorché creditori in revocatoria.

(In applicazione di tale principio, la S.C. ha confermato la sentenza di merito che aveva escluso potesse formare oggetto di azione revocatoria, essendo già inefficace, il fondo patrimoniale sciolto dai genitori, nonostante vi fossero figli minori e mancasse l’autorizzazione del giudice tutelare).

Cassazione civile sez. III, 22/11/2019, n.30517

Nell’atto costitutivo del fondo patrimoniale si può consentire che i beni costituiti nel fondo vengano alienati

Nell’atto costitutivo del fondo patrimoniale si può consentire che i beni costituiti nel fondo vengano alienati, ipotecati, dati in pegno o comunque vincolati senza autorizzazione del giudice, pur in presenza di figli minori o maggiorenni conviventi con i genitori e non economicamente autosufficienti.

Cassazione civile sez. I, 04/09/2019, n.22069

Fondo patrimoniale: lecita la clausola dell’atto costitutivo che esclude l’autorizzazione del G.t. per gli atti di straordinaria amministrazione

Con riferimento agli atti di straordinaria amministrazione che abbiano a oggetto beni vincolati nel fondo patrimoniale, quali ad esemplo vendita o concessione in ipoteca, il figlio di coniugi che hanno costituito il fondo patrimoniale è legittimato ad agire in giudizio per contestarli, qualora ne abbia le ragioni. Inoltre, è legittima la clausola dell’atto istitutivo del fondo patrimoniale che, in presenza di figli minori, esclude l’autorizzazione del giudice tutelare per il loro compimento.

Cassazione civile sez. I, 04/09/2019, n.22069

Fondo patrimoniale e previa autorizzazione del giudice al compimento di atti di disposizione

In tema di fondo patrimoniale, pur in presenza di figli minori, la preventiva autorizzazione del giudice al compimento di atti di disposizione, indicati nell’art. 169 c.c., è applicabile solo in mancanza di un’espressa pattuizione in deroga contenuta nell’atto di costituzione del fondo.

Cassazione civile sez. I, 04/09/2019, n.22069

Fondo patrimoniale e legittimazione dei figli ad agire in giudizio in relazione a atti dispositivi eccedenti l’ordinaria amministrazione

In tema di fondo patrimoniale, i figli minori e quelli maggiorenni – questi ultimi se il fondo non sia cessato e non risultino economicamente autosufficienti – sono legittimati ad agire in giudizio in relazione agli atti dispositivi eccedenti l’ordinaria amministrazione che incidano sulla destinazione dei beni del fondo, discendendo tale legittimazione dalla “ratio” dell’istituto, volto a costituire su determinati beni un vincolo di destinazione ai bisogni della famiglia nucleare e, quindi, di tutti i suoi componenti. Ne consegue che l’interesse all’azione permane anche se i figli diventano maggiorenni in corso di causa, in assenza di elementi da cui desumere che siano diventati autonomi rispetto alla famiglia di origine.

(Fattispecie relativa all’azione di accertamento dell’invalidità della garanzia ipotecaria, concessa dai genitori sui beni del fondo patrimoniale, promossa dal figlio divenuto maggiorenne dopo avere intrapreso il giudizio).

Cassazione civile sez. I, 04/09/2019, n.22069

Il figlio di coniugi che abbiano costituito un fondo patrimoniale può agire in giudizio per contestare atti di straordinaria amministrazione su beni in esso vincolati

Con riferimento agli atti di straordinaria amministrazione che abbiano a oggetto beni vincolati nel fondo patrimoniale, quali ad esemplo vendita o concessione in ipoteca, il figlio di coniugi che hanno costituito il fondo patrimoniale è legittimato ad agire in giudizio per contestarli, qualora ne abbia le ragioni.

Inoltre, è legittima la clausola dell’atto istitutivo del fondo patrimoniale che, in presenza di figli minori, esclude l’autorizzazione del giudice tutelare per il loro compimento. Ad affermare questi principi è la Cassazione giudicando il caso di un fondo patrimoniale nel cui atto istitutivo era stata inserita la clausola secondo cui i beni vincolati in fondo patrimoniale potevano “essere allenati, ipotecati e dati in pegno o comunque vincolati con il solo consenso di entrambi i coniugi, senza necessità di alcuna autorizzazione giudiziale” in presenza di figli minori.

Cassazione civile sez. I, 04/09/2019, n.22069

Fondo patrimoniale, gli effetti degli atti dispositivi non sono opponibili al creditore ma questi può avvalersene se per lui favorevoli

Qualora un immobile incluso in un fondo patrimoniale sia stato alienato a terzi e su di esso sia stata iscritta ipoteca in data anteriore alla trascrizione della compravendita, gli effetti dell’atto dispositivo non sono opponibili al creditore, se per lui pregiudizievoli, ma ciò non esclude che il creditore possa comunque avvalersi di quegli effetti qualora siano per lui favorevoli, come emerge dal coordinamento del principio consensualistico con quello dell’efficacia meramente dichiarativa della trascrizione.

(Nella specie, in cui un creditore aveva iscritto ipoteca su un immobile costituito in fondo patrimoniale da coniugi suoi debitori e da questi ultimi alienato con atto trascritto successivamente all’iscrizione ipotecaria, la S.C. ha ritenuto che il creditore potesse giovarsi di tale alienazione per dedurre la sopravvenuta inefficacia dei vincoli derivanti dalla pregressa appartenenza dell’immobile ad un fondo patrimoniale e che, nel contempo, allo stesso creditore non fosse opponibile l’alienazione, in quanto trascritta successivamente alla iscrizione dell’ipoteca).

Cassazione civile sez. III, 30/08/2018, n.21385

Effetti della costituzione del fondo patrimoniale

La costituzione del fondo patrimoniale determina soltanto un vincolo di destinazione sui beni che lo compongono, affinché, con i loro frutti, sia assicurato il soddisfacimento dei bisogni della famiglia, ma non incide sulla titolarità dei beni medesimi, né implica l’insorgere di una posizione di diritto soggettivo in favore dei singoli componenti della famiglia, neppure in riferimento ai vincoli di disponibilità.

Pertanto, deve escludersi che i figli minori del debitore siano litisconsorti necessari nel giudizio promosso dal creditore al fine di far dichiarare, a mezzo di azione revocatoria, l’inefficacia dell’atto con il quale il debitore abbia inserito alcuni suoi beni all’interno del fondo stesso .

Cassazione civile sez. III, 03/08/2017, n.19376

Dichiarazione di inefficacia del fondo patrimoniale: i figli minori sono litisconsorti necessari?

La costituzione del fondo patrimoniale determina soltanto un vincolo di destinazione sui beni confluiti nel fondo, affinché, con i loro frutti, sia assicurato il soddisfacimento dei bisogni della famiglia, ma non incide sulla titolarità dei beni stessi, né implica l’insorgere di una posizione di diritto soggettivo in favore dei singoli componenti del nucleo familiare, neppure con riguardo ai vincoli di disponibilità.

Ne consegue che deve escludersi che i figli minori del debitore siano litisconsorti necessari nel giudizio promosso dal creditore per sentire dichiarare l’inefficacia dell’atto con il quale il primo abbia costituito alcuni beni di sua proprietà in fondo patrimoniale.

Cassazione civile sez. III, 03/08/2017, n.19376

La costituzione del fondo patrimoniale determina soltanto un vincolo di destinazione sui beni confluiti nel fondo, affinché, con i loro frutti, sia assicurato il soddisfacimento dei bisogni della famiglia, ma non incide sulla titolarità dei beni stessi, né implica l’insorgere di una posizione di diritto soggettivo in favore dei singoli componenti del nucleo familiare, neppure con riguardo ai vincoli di disponibilità. Ne consegue che deve escludersi che i figli minori del debitore siano litisconsorti necessari nel giudizio promosso dal creditore per sentire dichiarare l’inefficacia dell’atto con il quale il primo abbia costituito alcuni beni di sua proprietà in fondo patrimoniale.

Cassazione civile sez. III, 15/05/2014, n.10641

Il notaio deve verificare se la coppia aspetta figli prima di sciogliere il fondo patrimoniale

I coniugi non possono sciogliere consensualmente il fondo patrimoniale in presenza di figli minori, o anche solo concepiti, i quali, pertanto, sono legittimati a dedurne la conseguente invalidità.

Nel redigere l’atto di scioglimento di un fondo patrimoniale, il notaio dovrà accertarsi se la coppia sia in attesa di un figlio. È questo, in sintesi, il pensiero della prima sezione della Cassazione che, con un’operazione interpretativa ardita e del tutto opinabile perché debolmente motivata, ha esteso ai nascituri concepiti la disciplina applicabile in presenza di figli minori. A sostegno della sua tesi, il giudice di legittimità ha richiamato le previsioni degli artt. 1, 462, comma 1 e 784, comma 1, c.c.; il capo III della L. n. 40 del 2004; la L. n. 405 del 1975; la L. n. 194 del 1978 e l’art. 578 c.p., tutte norme che contemplano il concepito, ma in materie e per motivi tra loro differenti.

La S.C., contro il parere del P.M., ha accolto il ricorso, non condividendo quanto stabilito dal giudice di secondo grado — e, prim’ancora da quello di primo grado — in merito alla possibilità dei coniugi di sciogliere il fondo patrimoniale in presenza di figli, e ciò, non soltanto se questi siano minori, ma — ed è questa, appunto, la novità — anche qualora siano nascituri. In effetti, al momento della redazione dell’atto di scioglimento del fondo, la coppia era in attesa di un figlio (che sarebbe nato un mese dopo).

Cassazione civile sez. I, 08/08/2014, n.17811

Competenza giudice 

La competenza in ordine all’autorizzazione, richiesta consensualmente da due coniugi/divorziati, ad alienare uno dei beni costituenti il fondo patrimoniale, temporaneamente assoggettato a vincolo di destinazione fino alla maggiore età dei figli minori, spetta al tribunale per i minorenni.

Cassazione civile sez. VI, 20/09/2012, n.15859

Scioglimento fondo patrimoniale 

Un’interpretazione costituzionalmente corretta dell’art. 169 c.c. (secondo cui se non è stato espressamente consentito nell’atto di costituzione non si possono alienare, ipotecare, dare in pegno o comunque vincolare beni del fondo patrimoniale se non con il consenso di entrambi i coniugi e, se vi sono figli minori, con l’autorizzazione concessa dal giudice, con provvedimento emesso in camera di consiglio, nei soli casi di necessità o utilità evidente) impone una lettura dello stesso nel senso che qualora l’atto costitutivo si discosti per quanto concerne l’alienazione e la costituzione di vincoli sui beni del fondo da quanto previsto nell’articolo, resta in ogni caso ferma, quanto meno, la disposizione contenuta nell’ultima frase dell’articolo stesso secondo cui gli atti in questione possono essere presi nei soli casi di necessità o utilità evidente. Detta frase, infatti, separata dalla precedente da una virgola disgiuntiva, si riferisce non alle modalità con cui gli atti di disposizione dei beni del fondo possono essere adottati, anche in difformità da quanto disposto dall’art. 169 c.c., ma alla finalità intrinseca del fondo patrimoniale e degli atti stessi che devono in ogni caso essere assunti a vantaggio della famiglia, circostanza questa che continua a sussistere in ogni caso, per i coniugi e che non sussiste quando i beni in questione vengono aggrediti da terzi.

(Nella specie l’atto costitutivo del fondo prevedeva che i beni potessero essere alienati, dati in pegno o ipotecati, con il consenso di entrambi i coniugi, senza necessità dell’autorizzazione del tribunale. In applicazione del principio di cui sopra la Suprema Corte ha confermato la pronuncia del giudice di merito che aveva escluso che detti beni fossero suscettibili di iscrizione di ipoteca giudiziale da parte dei terzi, per debiti di uno dei costituenti).

Cassazione civile sez. I, 04/06/2010, n.13622

Figli maggiorenni

Con il compimento della maggiore età viene meno l’interesse dei figli minori a ottenere l’impiego dei beni e dei frutti del fondo patrimoniale anche a loro favore. Conseguentemente deve essere rigettato per carenza di interesse all’azione, il ricorso degli stessi divenuti maggiorenni, volto a ottenere la pronuncia di nullità dell’atto di compravendita del bene costituito in fondo patrimoniale, compiuto dai genitori in violazione dell’art. 169 c.c. all’epoca in cui gli stessi figli erano minorenni.

Cassazione civile sez. I, 21/05/2010, n.12497



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