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Uso delle aree a parcheggio: come risolvere i contrasti fra condomini

11 maggio 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 maggio 2014



Quello che l’amministratore e i condomini devono sapere in materia di diritti e doveri sulla gestione dei parcheggi all’interno di un complesso condominiale: la disciplina dei posti auto nel condominio.

 

Quando si discute di posti auto in ambito condominiale si ha spesso a che fare con una materia che provoca discussioni spesso animate.

Di solito le aree adibite a parcheggio sono destinate a tale scopo dallo stesso costruttore, oppure vengono realizzate in epoca successiva con delibera dell’assemblea condominiale.

Nel caso di area condominiale adibita a parcheggio e destinata a tale scopo dal costruttore stesso del complesso, l’area è considerata [1] fra le proprietà comuni: con la conseguenza che tali spazi possono essere utilizzati dai singoli condomini anche per parcheggiarvi roulottes e non solo automobili [2]. Inoltre, singole porzioni di esse non potranno mai essere assegnate a seguito di delibera dell’assemblea a singoli condomini in via esclusiva perché si tratterebbe di una innovazione vietata dalla legge [3]; in alternativa possono essere concessi ai singoli condomini dei turni di rotazione [4] oppure in affitto ad un condomino o anche ad un terzo [5]. Sul punto rinviamo alla nostra guida: “Assegnazione parcheggi in condominio: i posti auto non si assegnano coi millesimi”.

È anche possibile che il regolamento condominiale limiti a una sola autovettura per condomino la facoltà di uso del cortile condominiale adibito a parcheggio: ciò qualora le aree a disposizione non siano sufficientemente estese da consentire a tutti di parcheggiare due autoveicoli [6].

Infine, è sempre possibile realizzare dopo la nascita del condominio parcheggi in aree comuni prima destinate ad altri fini (ad esempio cortili): occorrerà una delibera assembleare apposita che muti la destinazione di un’area condominiale destinandola a parcheggio [7].

note

[1] Art. 1117, comma 2, cod. civ.

[2] Cass. sent. n. 9649/1998.

[3] Art. 1120, ultimo comma, cod. civ.

[4] Cass., sent. n. 4131/2001.

[5] Cass., sent. n. 22453/2011.

[6] Cass., sent. n. 820/2014.

[7] Art. 1136, comma 2, cod. civ.

Autore immagine: 123rf.com

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