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Cintura di sicurezza: è obbligatoria sui mezzi pubblici?

21 Settembre 2021 | Autore:
Cintura di sicurezza: è obbligatoria sui mezzi pubblici?

Come bisogna comportarsi su taxi, minibus, pullman o tram? Quali sono le sanzioni previste per chi non indossa i sistemi di ritenuta?

È diventato un gesto automatico: si sale in auto e, ancor prima di inserire la chiave nel cruscotto (per chi ancora avvia la macchina con la chiave), ci si allaccia la cintura di sicurezza. Primo, per tutelare l’integrità fisica personale in caso di incidente. Secondo, per tutelare il portafoglio in caso di controllo di polizia. Nel proprio veicolo, ci si pone questo problema. Ma la cintura di sicurezza è obbligatoria sui mezzi pubblici? Chi sale sul sedile posteriore di un taxi o prende un pullman di linea per spostarsi da una città ad un’altra, è tenuto ad allacciare la cintura?

In Italia, una trentina di anni fa, venne introdotto l’obbligo di avere la cintura allacciata quando si viaggia a bordo di un veicolo. Chi ha una certa età ricorderà che, alla fine degli anni ’80, chi non voleva cambiare l’auto doveva prendere appuntamento dal carrozziere per fare installare le cinture accanto ai sedili anteriori ed essere a norma. Poi, arrivò anche l’obbligo delle cinture sui sedili posteriori. Oggi, tutti sanno che non indossare la cintura in macchina, oltre che essere pericoloso, è anche vietato. Poco o nulla si sa, però, sui vincoli che riguardano la cintura di sicurezza nei mezzi pubblici. Vediamo.

Le categorie dei veicoli secondo il Codice della strada

Per arrivare a sapere se la cintura di sicurezza è obbligatoria sui mezzi pubblici, ci aiuterà innanzitutto capire il modo in cui il Codice della strada suddivide i vari veicoli. Come vedremo più avanti, infatti, l’obbligo di indossare la cintura riguarda solo alcune delle categorie che la normativa individua nel seguente modo.

Della categoria M fanno parte i «veicoli a motore destinati al trasporto di persone ed aventi almeno quattro ruote». Nello specifico:

  • categoria M1: veicoli destinati al trasporto di persone, aventi al massimo otto posti a sedere oltre al sedile del conducente (le normali auto ma anche i taxi);
  • categoria M2: veicoli destinati al trasporto di persone, aventi più di otto posti a sedere oltre al sedile del conducente e massa massima non superiore a 5 t (ad esempio, i minibus);
  • categoria M3: veicoli destinati al trasporto di persone, aventi più di otto posti a sedere oltre al sedile del conducente e massa massima superiore a 5 t (ad esempio, i pullman).

C’è poi, per quello che in questa sede ci interessa, la categoria N, ovvero quella che comprende i «veicoli a motore destinati al trasporto di merci aventi almeno quattro ruote», cioè:

  • categoria N1: veicoli destinati al trasporto di merci, aventi massa massima non superiore a 3,5 t;
  • categoria N2: veicoli destinati al trasporto di merci, aventi massa massima superiore a 3,5 t ma non superiore a 12 t;
  • categoria N3: veicoli destinati al trasporto di merci, aventi massa massima superiore a 12 t.

Cinture obbligatorie: su quali veicoli?

La legge prevede delle regole diverse circa l’obbligo di installare e di indossare dei cosiddetti «sistemi di ritenuta», ovvero le cinture di sicurezza, a seconda delle categorie che abbiamo appena visto.

Sui mezzi delle categorie M1, N1, N2 e N3 sprovvisti di questi sistemi:

  • non possono viaggiare i bambini di età fino a tre anni;
  • possono viaggiare sul sedile anteriore anche i bambini di età superiore a tre anni solo se la loro altezza supera 1,50 metri.

Sui mezzi delle categorie M2 e M3, quindi minibus e pullman, la legge prevede che i passeggeri vengano informati attraverso appositi cartelli collocati in modo ben visibile su ogni sedile del loro obbligo di utilizzare le cinture di sicurezza, quando sono seduti ed il veicolo è in movimento. Questo vincolo può essere comunicato anche dall’addetto al mezzo pubblico (conducente o bigliettaio), dalla persona a capo di una comitiva o di un video mostrato a bordo prima della partenza.

In sintesi: la cintura di sicurezza è obbligatoria sui mezzi di trasporto pubblico come taxi, minibus e pullman o autobus di linea.

Cintura di sicurezza: quando non è obbligatoria?

Come per tutte le regole, anche per quella che riguarda l’obbligo della cintura di sicurezza ci sono alcune eccezioni.

Questi «sistemi di ritenuta» non devono necessariamente essere indossati su minibus e pullman (oltre che dalle donne in stato di gravidanza munite del dovuto certificato medico per l’esenzione) da chi può viaggiare sull’autobus in piedi o di chi utilizza un mezzo di trasporto locale urbano (ad esempio, il tram). Quindi, non è obbligatorio indossare la cintura sul bus che si prende in città per andare al lavoro ma nemmeno su quello a bordo del quale si può viaggiare in piedi da un paese all’altro (il tipico autobus di linea che non ha soltanto dei posti a sedere).

Cinture obbligatorie: le sanzioni

Chi viola l’obbligo di indossare la cintura di sicurezza su uno dei veicoli citati rischia una sanzione amministrativa compresa tra 81 e 326 euro. Se ad esserne sprovvisto è un minore, la sanzione viene applicata sul conducente o sulla persona a cui è stata affidata la sorveglianza del bambino o del ragazzino, anche se entrambi indossavano la cintura al momento della contestazione.

La recidiva nell’arco di un biennio comporta la sanzione accessoria della sospensione della patente da 15 giorni a due mesi.

Infine, chi manomette il normale funzionamento delle cinture rischia una multa tra 40 e 163 euro.



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