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In appello sì alla richiesta di restituzione di somme pagate per il primo grado

11 Maggio 2014


In appello sì alla richiesta di restituzione di somme pagate per il primo grado

> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 Maggio 2014



Non si considera domanda nuova la richiesta al giudice di appello di restituzione delle somme corrisposte alla controparte in esecuzione della sentenza di primo grado.

La sentenza di primo grado è già provvisoriamente esecutiva. Questo significa che, per il solo fatto che è stata pronunciata, essa obbliga chi ha perso la causa a pagare immediatamente la condanna. E ciò anche qualora, nel frattempo, venga proposto appello.

Questo non vuol dire, però, che, una volta pagate, le somme non possano essere più recuperate in caso di capovolgimento delle sorti dopo il secondo grado. È bene, però, in proposito, fare dei chiarimenti alla luce di una recente ordinanza della Cassazione [1].

È bene innanzitutto informare “i non addetti ai lavori” che un principio sancito dal codice di procedura impedisce alle parti (o meglio, ai loro avvocati) di presentare, in appello, domande ed eccezioni nuove rispetto a quelle già formulate in primo grado. Tale divieto, però, non si estende alla richiesta di restituzione delle somme pagate in ottemperanza della sentenza di primo grado. Infatti, la domanda restitutoria delle somme corrisposte dalla parte non costituisce una domanda nuova e può essere proposta per la prima volta in appello. Con le seguenti precisazioni:

1. Se le somme sono state corrisposte prima dell’inizio del giudizio di appello, la domanda va formulata, a pena di decadenza, nella citazione in appello. Dopo tale momento, non sarà più possibile presentare la richiesta di restituzione. Con la conseguenza che la parte che ha perso il primo grado e vinto il secondo non potrà più tornare in possesso di quanto versato in ottemperanza della prima condanna;

2. se, diversamente, il pagamento è avvenuto successivamente al deposito dell’atto di appello – e quindi allorché quest’ultimo era già stato scritto dall’avvocato – la formulazione della richiesta di restituzione delle somme potrà essere presentata al giudice anche nel corso del giudizio stesso di appello;

3. se il giudice di secondo grado non si pronuncia, per dimenticanza, sull’istanza di restituzione, la parte interessata potrà far valere questo difetto in Cassazione oppure riproporre la domanda restitutoria in un separato giudizio. Non si può, invece, presentare una semplice istanza di correzione dell’errore materiale.

Chi ha effettuato il pagamento non dovuto ha diritto a ottenere la restituzione della somma con gli interessi legali a partire dal giorno del pagamento.

note

[1] Cass. ord. n. 9929/14 dell’8.05.2014.

Autore immagine: 123rf.com


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