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Assicurazione: per il risarcimento negato spetta l’accesso agli atti


Assicurazione: per il risarcimento negato spetta l’accesso agli atti

> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 maggio 2014



Anche senza un avvocato il danneggiato può sempre chiedere di poter accedere agli atti per poter constatare le ragioni alla base del rigetto della richiesta di indennizzo a seguito di un sinistro stradale.

Potrebbe capitare (circostanza tutt’altro che rara) che, nell’ambito di una richiesta di risarcimento del danno, avanzata da un automobilista, a seguito di un sinistro stradale, alla propria assicurazione (cosiddetto indennizzo diretto) o, a seconda dei casi, a quella della controparte (per approfondimento leggi “Incidente stradale: a quale assicurazione chiedere il risarcimento?”), ci si veda opporre un secco rifiuto, peraltro privo di qualsiasi motivazione dalla quale poter comprenderne, a pieno, le ragioni.

A questo punto, se il danneggiato aveva deciso di farsi assistere da un avvocato, sarà quest’ultimo, attraverso un confronto diretto e verbale con il liquidatore della compagnia, a farsi chiarire i motivi del diniego. All’esito, poi, lo stesso saprà consigliare al proprio cliente se è il caso di procedere per vie giudiziali o meno.

Ma, potendo l’automobilista gestire l’intera pratica anche autonomamente, senza cioè l’intervento di un legale, le cose potrebbero complicarsi. E allora, come potersi tutelare? Come risalire alle motivazioni che hanno portato la compagnia a rigettare la richiesta di risarcimento o, semplicemente, a non dare alcuna risposta?

Per chiarire il tutto, l’assicurato potrebbe esercitare il diritto di accesso agli atti raccolti dal proprio assicuratore a conclusione del procedimento di valutazione e contestazione del sinistro, diritto previsto (non solo nei confronti delle pubbliche amministrazioni, ma anche dal Codice delle assicurazioni private [1].

La legge stabilisce che titolari del diritto di accesso agli atti sono i contraenti, gli assicurati e i danneggiati in conseguenza di un sinistro rc auto che abbiano un “interesse personale e concreto all’accesso”, interesse certamente esistente nel caso di coinvolgimento dell’assicurato nel sinistro.

La richiesta di accesso deve essere inoltrata con raccomandata con avviso di ricevimento o a mezzo telefax, con rilascio del rapporto di trasmissione o consegnata a mano alla sede legale, alla direzione generale della società di assicurazione, all’ufficio competente per la liquidazione del sinistro oppure al punto vendita presso il quale è stato concluso il contratto.

La richiesta, inoltre, deve contenere l’indicazione degli atti cui si intende accedere. Alla richiesta deve essere allegata la copia di un documento di riconoscimento dell’interessato.

Quanto ai tempi, la richiesta di accesso può essere presentata dal momento in cui sono stati conclusi i procedimenti di constatazione, valutazione e liquidazione dei danni ed è stata comunicata all’avente diritto la somma offerta per il risarcimento o siano stati comunicati i motivi per i quali non si ritiene di fare offerta.

L’accoglimento della richiesta è comunicato per iscritto al richiedente entro 15 giorni dalla data di ricezione, con l’indicazione del responsabile al quale è stata assegnata la trattazione del sinistro e del luogo e dei giorni nei quali è possibile effettuare l’accesso.

È sempre possibile anche incaricare un’altra persona munita però di apposita procura o delega.

Una volta ottenuti gli atti della pratica si può: prenderne visione; prendere appunti; ottenerne copia previo pagamento delle fotocopie.

Nel caso in cui l’impresa di assicurazione non ottemperi all’obbligo di accogliere la richiesta l’interessato può fare reclamo all’Ivass.

In definitiva, l’assicurato ha adesso diritto di poter vedere e aver copia dei documenti che costituiscono la pratica di un sinistro in cui si è coinvolti.

Questo diritto costituisce un importante passo avanti verso la trasparenza nei procedimenti di liquidazione dei danni a seguito di incidenti stradali e costituisce un elemento essenziale per permettere di decidere se risarcire direttamente il danno o avvalersi della copertura della polizza con il relativo declassamento della classe di merito.

Cos’è il procedimento di liquidazione del danno?

È il processo con il quale la compagnia rimborsa l’assicurato a seguito del verificarsi del sinistro o della scadenza o del riscatto nel caso delle polizze vita.

Nel ramo Vita la compagnia deve operare la liquidazione entro 30 giorni dalla richiesta, dopodiché spettano gli interessi nella misura del saggio legale.

note

[1] Art. 146 Cod. Assicurazioni; cfr. anche Decreto Min. Sviluppo economico n. 191 del 29 ottobre 2008.

Autore immagine: 123rf.com

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