Tasi: stop bollettini precompilati. Acconti fai da te e regole più complicate

11 Maggio 2014


Tasi: stop bollettini precompilati. Acconti fai da te e regole più complicate

> Diritto e Fisco Pubblicato il 11 Maggio 2014



I Comuni non invieranno ai contribuenti i bollettini precompilati per il pagamento della TASI; effettuare il conteggio si preannuncia un’operazione complicata.

Per pagare la Tasi, la nuova imposta sui servizi indivisibili che a giugno scatterà sia per i padroni di casa che per gli inquilini (leggi “Nuova tassa per chi è in affitto: la TASI la paga anche l’inquilino”), non ci saranno i consueti bollettini prestampati, con gli importi da versare, inviati dai Comuni; cosicché, alla prossima scadenza, ogni contribuente dovrà calcolarsela da sé!

La legge prevedeva che l’invio dei bollettini precompilati, da parte degli enti locali, costituisse una facoltà e non un obbligo per questi ultimi. Ma i Comuni non hanno fatto in tempo a superare i tanti problemi attuativi. E probabilmente gli stessi ostacoli ci saranno alla scadenza del saldo di dicembre.

Così ognuno dovrà calcolarsi da sé il dovuto o andare presso un CAF o il commercialista.

Gli acconti, in programma per il 16 giugno, si pagheranno sulla base delle aliquote decise da ogni singolo Comune: ma questo varrà solo per gli enti che pubblicheranno le aliquote entro il 3 giugno (dopo averle approvate entro il 23 maggio). Negli altri, che probabilmente saranno l’ampia maggioranza, i proprietari di sola abitazione principale saranno esentati dalla prima rata, e pagheranno tutto a dicembre. Chi possiede altri immobili, invece, dovrà pagare l’Imu in base alle aliquote 2013, e la Tasi allo 0,5 per mille.

Nei Comuni che hanno già deliberato e pubblicato le aliquote, il pagamento dell’acconto riguarda anche le abitazioni principali, e può essere parecchio complicato dai meccanismi “cervellotici” di calcolo di aliquote e detrazioni. La legge ha infatti lasciato piena libertà ai Comuni, che spesso hanno deciso di misurare le detrazioni in base ai valori catastali e/o ai redditi dei proprietari

Il problema riguarda anche gli inquilini. Per loro, il calcolo sarà ancora più complicato. In base alla legge di stabilità, essi devono pagare una quota che oscilla dal 10 al 30% della Tasi, e che deve essere scelta dal Comune. Un parametro standard non c’è, ed è quindi impossibile “indovinare” che cosa dovranno pagare gli inquilini nei Comuni che decideranno dopo maggio.

Il 16 giugno si paga sia l’acconto Tasi sia l’acconto Imu. Nei Comuni che nel 2013 hanno stabilito un’aliquota Imu del 10,6 per mille, e non pubblicheranno le aliquote 2014 entro il 31 maggio, i proprietari sarebbero chiamati a pagare un acconto Imu del 5,4 per mille (la metà del 10,6) e un acconto Tasi dello 0,5 per mille. L’acconto, quindi, sarebbe misurato su un’aliquota teorica, fuori limite, dell’11,6 per mille

Nei Comuni che non pubblicheranno le delibere con le aliquote entro il 31 maggio, la Tasi sull’abitazione principale si pagherà tutta a dicembre mentre sugli altri immobili si dovrà versare l’acconto in base ai parametri standard, cioè con l’aliquota dell’1 per mille. In pratica, tutti i proprietari di immobili diversi dall’abitazione principale saranno chiamati a versare lo 0,5 per mille, e nei Comuni che non applicheranno la Tasi bisognerà procedere a rimborsi

note

Autore immagine: 123rf.com


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1 Commento

  1. vorrei sapere PERCHE’ pagare il bollettino di C.C.P: dell’I.M.U. diventa quasi improponibile. Il personale di Poste Italiane insiste nel consigliare il mod. F24 e sembra impacciato nell’effettuare l’operazione. Questo non accade solo ora ma anche negli anni passati. E’ vergogonoso!

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