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Interessi sul mutuo: quando spetta la detrazione  

18 Giugno 2021 | Autore:
Interessi sul mutuo: quando spetta la detrazione  

Le agevolazioni fiscali per chi acquista o ristruttura la sua abitazione principale: chi ne ha diritto e come usufruirne.

Hai comprato casa con il mutuo e stai pagando regolarmente le rate. Ora, è tempo di presentare la dichiarazione dei redditi e vorresti sapere quando spetta la detrazione per gli interessi sul mutuo. 

Ogni rata di restituzione di un mutuo comprende sia una quota di capitale che viene rimborsato, sia una somma a titolo di interessi, secondo il tasso pattuito nel contratto. In genere, i piani di ammortamento prevedono una quota degli interessi maggiore, in percentuale, sulle prime rate: a parità di importo, all’inizio si pagano soprattutto gli interessi. Il loro ammontare diminuisce poi progressivamente nel corso del tempo: nelle ultime rate, si restituisce quasi esclusivamente il capitale, la maggior parte degli interessi sono già stati pagati. 

La legge offre importanti agevolazioni fiscali per chi paga il mutuo sull’abitazione principale: si può detrarre il 19% degli interessi annuali pagati, fino a 4.000 euro. Per stabilire quando spetta la detrazione degli interessi sul mutuo bisogna considerare varie situazioni, come quella dell’intestatario del mutuo su una casa in cui abita un suo familiare, o dei mutui concessi per la ristrutturazione dell’immobile, anziché per il suo acquisto. Anche in questi casi, la detrazione è riconosciuta, come ha affermato di recente la Cassazione [1], a condizione che venga stabilita la residenza nell’immobile entro sei mesi dal termine dei lavori di ristrutturazione edilizia. 

La detrazione fiscale sul mutuo per la prima casa 

A chi ha acquistato con un mutuo ipotecario (cioè garantito da un’ipoteca apposta dalla banca sull’immobile) l’abitazione principale spetta una detrazione Irpef del 19% sul totale degli interessi passivi e degli oneri accessori pagati nell’anno d’imposta, fino alla soglia massima di 4.000 euro di spesa. Così la detrazione massima spettante sarà di 760 euro (il 19% del limite di 4.000 euro). 

Negli oneri accessori, rientrano tutte le spese connesse all’erogazione del mutuo: l’onorario del notaio che ha stipulato il contratto (quello di mutuo, non di acquisto dell’abitazione), le imposte per l’iscrizione ipotecaria, il costo dell’assicurazione e della perizia di stima, le spese di istruttoria della pratica bancaria, ecc. 

Detrazione interessi mutuo: condizioni 

L’abitazione principale è quella in cui il contribuente, o i suoi familiari, dimorano abitualmente. Per avere diritto alla detrazione degli interessi sul mutuo occorre adibire l’immobile ad abitazione principale entro un anno dall’acquisto: non conta, invece, se sia stato prima stipulato il rogito di compravendita immobiliare e, poi, il mutuo o viceversa. 

In pratica, l’acquisto dell’immobile destinato ad abitazione principale deve essere avvenuto nell’anno precedente, o entro quello successivo, alla data della stipulazione del contratto di mutuo. 

La surroga o la rinegoziazione del mutuo non fanno perdere il diritto alla detrazione, che ovviamente è sempre riferita ai soli interessi detraibili e mai al nuovo capitale eventualmente ottenuto. 

Detrazione interessi mutuo per coniugi e familiari 

La detrazione spetta al proprietario dell’immobile che è anche l’intestatario del mutuo, cioè colui che ha sottoscritto il relativo contratto con la banca, anche quando l’immobile è abitato da un suo familiare stretto: il coniuge, i parenti entro il terzo grado e gli affini entro il secondo [2]. 

Se il contratto di mutuo è cointestato, ad esempio tra marito e moglie, ciascuno può fruire della detrazione per la sua quota di interessi, stabilita in parti uguali anche se le percentuali di proprietà dell’immobile sono diverse (ad esempio, 60% uno e 40% l’altro).

Così le detrazioni spettanti non si moltiplicano ma si frazionano: marito e moglie potranno detrarre il 50% ciascuno degli interessi pagati, sempre entro il limite massimo di 4.000 euro complessivi, cioè 2.000 euro a testa. Soltanto quando un coniuge è fiscalmente a carico dell’altro, quello che ha sostenuto la spesa potrà fruire interamente della detrazione. 

Detrazione interessi mutuo per ristrutturazione 

Se il mutuo è stato concesso per compiere una ristrutturazione edilizia, la detrazione spetta sempre se l’immobile è adibito ad abitazione principale, ma stavolta ci sono due anni dall’acquisto per stabilire la residenza, anziché uno solo. 

Una nuova ordinanza della Sezione tributaria della Corte di Cassazione [1] ha stabilito che la detrazione fiscale sugli interessi del mutuo concesso per la ristrutturazione spetta anche quando esso è adibito ad abitazione principale di un familiare, purché vi abbia collocato la propria residenza entro sei mesi dalla fine dei lavori. La vicenda riguardava un figlio che aveva ottenuto un mutuo per ristrutturare la casa della madre.

Come ottenere la detrazione fiscale?

Il modello 730 prevede, nel quadro E, un’apposita sezione per le detrazioni d’imposta, e nel rigo E7 occorre indicare – se non è già presente nella dichiarazione precompilata – l’importo degli interessi pagati nell’anno d’imposta per i mutui di acquisto, o di ristrutturazione, dell’abitazione principale. Chi utilizza il modello Unico dovrà compilare il quadro RP inserendo le medesime informazioni.

A questo punto, il calcolo dell’Imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) dovuta dal contribuente terrà conto della detrazione del 19% sull’ammontare degli interessi pagati sul mutuo e questo importo verrà portato in diminuzione sulla somma da versare a titolo d’imposta.

Approfondimenti

Per ulteriori informazioni leggi i seguenti articoli:


note

[1] Cass. ord. n. 16984 del 16 giugno 2021.

[2] Art. 15 D.P.R. n.917/1986 (Testo Unico Imposte sui Redditi).


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