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Come funziona il divorzio senza separazione?

18 Giugno 2021
Come funziona il divorzio senza separazione?

Divorzio diretto o immediato: come divorziare senza passare prima dalla fase di separazione. I reati, il precedente matrimonio, la rettifica del sesso e le altre condizioni. 

Si chiama divorzio immediato o, se vogliamo, divorzio senza separazione. È una procedura che consente di porre fine al matrimonio in un solo passaggio, tramite appunto la pronuncia di divorzio, senza passare dal gradino intermedio della separazione (che, di regola, è invece obbligatorio per tutte le coppie che “scoppiano”). Ma come funziona il divorzio senza separazione? 

Di certo, possiamo dire che non tutti possono accedere al divorzio immediato, dovendo invece sottostare al doppio passaggio, con conseguente aggravio di tempi e, soprattutto, di spese legali. Come vedremo a breve, il divorzio senza separazione viene infatti concesso solo in casi eccezionali disciplinati in modo tassativo dalla legge. Ecco come stanno le cose.

Il divorzio e la separazione

La legge italiana non parla mai espressamente di divorzio anche se il termine è ormai entrato nel linguaggio comune ad indicare la fine del rapporto matrimoniale. La legge usa invece due termini per parlare di divorzio:

  • scioglimento del matrimonio civile quando si riferisce al divorzio del matrimonio celebrato in Comune;
  • cessazione degli effetti civili del matrimonio religioso (che di regola in Italia è il matrimonio concordatario) quando si riferisce al divorzio del matrimonio celebrato in chiesa.

Nel nostro Paese, per divorziare è necessario prima separarsi. Tra la separazione e il divorzio devono decorrere dei termini minimi:

  • 6 mesi se la separazione è consensuale, ossia concordata dai coniugi (vi rientra la separazione fatta dinanzi al Presidente del Tribunale, dinanzi al sindaco del Comune oppure con la negoziazione assistita dagli avvocati);
  • 1 anno se la separazione è giudiziale, ossia avviene tramite regolare causa (il termine inizia a decorrere dalla prima udienza, quella dinanzi al Presidente del tribunale per il tentativo di conciliazione e per l’adozione dei provvedimenti temporanei).

Divorzio senza separazione: quando?

Il divorzio immediato, cioè senza separazione, viene riconosciuto solo quando: 

  • viene accertato il compimento di reati particolarmente gravi a carico di uno dei coniugi;
  • se il coniuge ottiene all’estero l’annullamento o lo scioglimento del proprio matrimonio o se contrae all’estero un nuovo matrimonio;
  • quando il matrimonio non è stato consumato (a prescindere dalle ragioni);
  • nel caso in cui sia passata in giudicato la sentenza di rettificazione di attribuzione del sesso.

Reati per i quali si può divorziare senza separarsi 

Con riferimento al primo dei predetti punti, sarà bene indicare quali sono i reati particolarmente gravi elencati dalla legge che consentono di divorziare senza separarsi. Ciò succede quando:

  1. dopo il matrimonio, il coniuge è condannato con sentenza passata in giudicato (anche per fatti commessi prima del matrimonio): a) all’ergastolo; b) a una pena superiore a 15 anni, anche con più sentenze per uno o più delitti non colposi. Sono esclusi i reati politici e quelli commessi per particolari motivi di valore morale e sociale (la valutazione di tale valore è rimessa al giudice penale (non a quello del divorzio);
  2. il coniuge viene condannato con sentenza passata in giudicato a qualsiasi pena detentiva per uno dei seguenti reati: a) incesto; b) violenza sessuale; c) atti sessuali con minorenne; d) corruzione di minorenne; e) induzione, costrizione, sfruttamento o favoreggiamento della prostituzione; f) omicidio volontario di un figlio o tentato omicidio a danno del coniuge o di un figlio;
  3. il coniuge è condannato con sentenza passata in giudicato a qualsiasi pena detentiva per uno dei seguenti delitti: a) lesioni volontarie gravissime in danno del coniuge o dei figli; b) violazione degli obblighi di assistenza familiare; c) maltrattamenti in famiglia o verso fanciulli; d) circonvenzione di incapaci in danno del coniuge o di un figlio;
  4. viene pronunciata nei confronti del coniuge accusato di uno dei reati indicati al punto 2) una sentenza di non luogo a procedere per estinzione se il tribunale chiamato a pronunciarsi sul divorzio ritiene che nei fatti commessi sussistono gli elementi costitutivi e le condizioni di punibilità;
  5. viene pronunciata nei confronti del coniuge accusato di incesto una sentenza di proscioglimento o assoluzione per mancanza di pubblico scandalo.

Come si può ben vedere, nell’elencazione rientrano i crimini più gravi sia contro la persona che contro il matrimonio. Esempio ne sono la violenza sessuale (anche ai danni del coniuge), le lesioni gravissime ai danni del coniuge o dei figli o l’ancora più inflazionata violazione degli obblighi di assistenza familiare (è il caso del coniuge che, dopo essere andato via di casa non si preoccupa di inviare i soldi per far mangiare la moglie e i figli).

Il coniuge non può chiedere il divorzio immediato se è stato condannato per concorso in uno dei reati o se ha ripreso a convivere con il coniuge condannato.

Nei casi indicati al n. 3), il tribunale deve accertare se il coniuge è inidoneo a mantenere o ricostruire la convivenza familiare anche considerando il suo comportamento successivo.

Ai fini della pronuncia di divorzio, restano prive di effetto le modifiche della pena, su cui si è formato il giudicato, che possono intervenire in conseguenza dei provvedimenti di clemenza di qualsiasi natura. 

Come funziona il divorzio senza separazione?

Si ritiene che il divorzio senza separazione possa essere richiesto congiuntamente da entrambi i coniugi (quindi, con la procedura del divorzio consensuale) oppure da uno solo dei due, con ricorso presentato nei confronti dell’altro (quindi, con la procedura del divorzio giudiziale).

In entrambi i casi, viene redatto un atto di ricorso (che nel caso di procedura consensuale è firmato da entrambi i coniugi mentre, nel caso di procedura giudiziale, da uno solo dei due) e, poi, depositato in tribunale.

Il giudice, letto il ricorso, fissa con decreto una data di udienza per la comparizione dei coniugi dinanzi a sé. 

Se la procedura è consensuale, il giudice tenta una conciliazione e, se non riesce, pronuncia il divorzio convalidando l’accordo dei coniugi.

Se la procedura è giudiziale, il giudice tenta una conciliazione e, se non riesce, adotta i provvedimenti temporanei e rimette la causa al giudice istruttore per l’assunzione delle prove e la prosecuzione del giudizio. 



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