Diritto e Fisco | Articoli

Chi deve rimuovere i tubi del riscaldamento centralizzato?

3 Luglio 2021
Chi deve rimuovere i tubi del riscaldamento centralizzato?

Devo rimuovere i tubi dell’impianto centralizzato di riscaldamento che passano nel mio box. A chi spetta la rimozione? Chi deve autorizzare il mio allaccio alla rete condominiale di distribuzione dell’energia elettrica?

Per quanto riguarda la rimozione delle tubature della vecchia caldaia, l’articolo 1117, n. 3) del Codice civile stabilisce una presunzione di proprietà condominiale anche per i sistemi centralizzati di distribuzione e di trasmissione per il riscaldamento fino al punto di diramazione ai locali di proprietà individuale dei singoli condomini ovvero, in caso di impianti unitari, fino al punto di utenza.

Lo stesso articolo 1117 del Codice civile aggiunge che questa presunzione di proprietà comune esiste a meno che non risulti il contrario dal titolo.

Riassumendo questo vuol dire che:

  • se nei contratti di acquisto relativi alle singole unità abitative del condominio non risulta nulla in contrario, allora le tubazioni relative all’impianto di riscaldamento all’epoca centralizzato (e ora evidentemente non più in uso) sono di proprietà condominiale;
  • le spese relative all’eventuale rimozione di tali tubature, una volta che sia accertata la loro proprietà condominiale (in quanto nulla in contrario dovesse emergere dai titoli di acquisto), spettano al condominio, cioè al proprietario delle stesse.

Per completezza aggiungo che un’eventuale servitù di passaggio delle tubature si potrebbe considerare estinta (ai sensi dell’articolo 1073 del Codice civile) solo se il mancato uso di essa si fosse protratto per venti anni.

Per quanto riguarda, invece, l’allaccio di una nuova utenza ad una rete condominiale già esistente (idrica, fognaria, elettrica o di altro tipo), la Corte di Cassazione (sentenza n. 11.445 del 3 giugno 2015) ha stabilito che esso non costituisce di per sé una modifica della rete medesima, cioè un’alterazione della destinazione della cosa comune.

Quindi, il condomino che voglia allacciarsi alla rete può sicuramente farlo, ai sensi dell’articolo 1102 del Codice civile, perché si tratta di semplice uso della cosa comune che è ammesso dalla legge a condizione che non si alteri la destinazione della cosa comune (cioè della rete elettrica nel nostro caso) e che non si impedisca agli altri condomini di farne il medesimo uso.

Pertanto, anche in base alle motivazioni espresse dalla citata sentenza della Corte di Cassazione, possiamo affermare che:

  • l’autorizzazione all’allaccio alla rete elettrica è concessa dall’assemblea condominiale (non dall’amministratore);
  • ma per negare l’autorizzazione, il condominio (cioè all’assemblea) dovrà provare che l’allaccio incida sulla funzionalità dell’impianto, mentre non potrà negarlo affermando, senza specifiche prove al riguardo, che l’allaccio altera la destinazione della cosa comune (cioè della rete elettrica) poiché questa eventualità è stata esclusa dalla sentenza sopra citata.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube