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Cosa fare subito dopo un sinistro?

18 Giugno 2021
Cosa fare subito dopo un sinistro?

Incidente stradale: tutte le attività da compiere per ottenere il risarcimento e per soccorrere l’altro conducente. Il Cid, le foto, i testimoni, la denuncia di sinistro. 

È normale andare in panico nel momento in cui si fa un incidente stradale. Ed è inverosimile che, subito dopo uno scontro con un’altra auto, ci si metta a cercare su Google: «cosa fare subito dopo un sinistro», tramite il cellulare. Ecco perché le informazioni che forniremo qui di seguito dovrebbero essere lette e conosciute prima ancora che si presenti il problema, di modo che, al momento opportuno, possano servire ed aiutare chi deve districarsi in tale delicato – e, spesso, conflittuale – frangente. 

Ci sono due ordini di ragioni che devono spingere il lettore a sapere cosa fare subito dopo un sinistro. La prima attiene ai rapporti con la legge e, in particolare, agli obblighi di soccorso e di collaborazione che sussistono nel caso in cui ci si scontri con un altro automobilista. La seconda invece attiene ai rapporti con l’assicurazione e riguarda la pratica di risarcimento. Ma procediamo con ordine.

Cosa fare subito dopo un sinistro?

Subito dopo un incidente stradale, bisogna fermare l’auto in modo tale da non intralciare la circolazione. Se tuttavia sono presenti dei feriti gravi, sarà bene che le auto restino dove si trovano in modo da dare la possibilità alla polizia di eseguire subito i rilievi del caso.

Il conducente dovrà segnalare, con il triangolo rosso posto a circa 50 metri dal luogo del sinistro, la presenza delle auto ferme.

Sussiste poi l’obbligo di entrambi i conducenti di scambiarsi i dati della patente e delle relative assicurazioni per procedere alla pratica di liquidazione dei danni da infortunistica stradale.

La compilazione del CID

Se i conducenti dispongono di una copia del CID (il cosiddetto «modulo di constatazione amichevole di sinistro») dovranno provvedere a compilarlo e a consegnarne una copia alle rispettive assicurazioni. 

Il CID non è indispensabile. Pertanto, lo stesso può essere sostituito anche da un foglio di carta redatto dai conducenti in cui gli stessi: a) indicano i propri estremi (e, se diversi, dei proprietari dell’auto); b) indicano il luogo e il tempo del sinistro; c) descrivono il sinistro e le parti delle auto ove si è verificato l’urto; d) indicano i nomi di eventuali testimoni; e) evidenziano eventuali danni ai mezzi e alle persone conseguenti al sinistro; f) appongono le rispettive firme.

Il CID fa sì che la pratica di risarcimento possa prendere una via preferenziale. In ogni caso, il modulo di constatazione amichevole non vincola né l’assicurazione né il giudice in un eventuale successivo giudizio, essendo il frutto di un accordo tra conducenti che, ipoteticamente, potrebbe anche essere fraudolento.

Se non ci sono feriti dopo l’incidente

In generale, se non ci sono feriti e i conducenti trovano un accordo, gli stessi possono liberare la strada e tornare ai propri affari. 

Il conducente che scappa senza fornire i propri dati, in assenza di feriti può essere sanzionato solo con una multa stradale: non commette quindi reato e, pertanto, non può essere denunciato (al contrario di quanto avviene – come vedremo a breve – nel caso di incidente con feriti). L’importo della sanzione va da 296 a 1.184 euro.

Come anticipato, sarà opportuno compilare il CID.

Gli automobilisti che trovino un accordo, non sono obbligati a coinvolgere le assicurazioni. Così se i danni sono modesti, è possibile scambiarsi i numeri di telefono, far periziare l’auto a un’officina e liquidare il risarcimento in via bonaria. In questo modo, il responsabile, a fronte del pagamento, potrà evitare l’incremento della polizza assicurativa.

Se invece i due non trovano un accordo, sarà necessario procedere alla raccolta delle prove per poter informare le rispettive assicurazioni e procedere poi alla verifica delle rispettive responsabilità. 

A tal fine, sarà necessario acquisire fotografie e, se possibile, far intervenire le autorità in modo che compilino il verbale. Difficilmente, la polizia interviene se non ci sono feriti, a meno che si tratti di un incidente di particolare rilievo per la circolazione. 

Se ci sono feriti dopo l’incidente

Nel caso in cui ci siano feriti, è obbligo dei conducenti: 

  • fermarsi e attendere l’arrivo della polizia affinché esegua i rilievi e le verbalizzazioni: la violazione di quest’obbligo implica il reato di fuga. Non ci si può allontanare – neanche per pochi minuti – pur con il consenso dell’altro conducente;
  • prestare il soccorso laddove l’altro conducente dovesse risultare gravemente ferito e bisognoso di aiuti: la violazione di quest’obbligo implica il reato di omissione di soccorso. Il soccorso non consiste nell’eseguire manovre mediche salvavita ma nel chiamare subito la polizia e/o l’ambulanza.

Chi scappa dal luogo del sinistro senza fornire i dati della propria patente commette reato (diversamente dall’ipotesi in cui il sinistro non presenta feriti).

Cosa fare per ottenere il risarcimento?

Per ottenere il risarcimento del danno bisogna recarsi presso la propria assicurazione e fare la denuncia di sinistro. 

La legge dice che la denuncia di sinistro va fatta entro 3 giorni; tuttavia, il mancato rispetto di tale termine, se non cagiona danni all’assicurazione, non implica la perdita del diritto al risarcimento.

La denuncia di sinistro può essere eseguita direttamente dal danneggiato oppure delegata al proprio avvocato, il quale invierà una diffida alla compagnia di assicurazione. Da questo momento l’assicurazione ha:

  • 60 giorni di tempo per presentare un’offerta di risarcimento per i danni alle auto;
  • 90 giorni di tempo per presentare un’offerta di risarcimento per i danni alle persone.

Una volta effettuata la denuncia di sinistro bisognerà attendere che l’assicurazione effettui le verifiche. 

A tal fine, la compagnia:

  • visionerà l’eventuale verbale della polizia per accertare eventuali responsabilità;
  • nominerà un esperto per la verifica dei luoghi e dei punti di contatto delle auto per verificare l’effettività del sinistro e le responsabilità;
  • nominerà un perito fiduciario per la verifica dei danni alle autovetture al fine di liquidare il risarcimento. A tal fine, sarà opportuno accompagnare tale attività a documenti come il preventivo della propria officina;
  • nominerà un perito fiduciario (medico legale) per la quantificazione dei danni alle persone coinvolte nel sinistro. Alla visita medica, il danneggiato può presentarsi con un proprio medico di parte che ne sostenga le ragioni.

Risarcimento danni alle persone

Il conducente viene risarcito solo se questi non ha responsabilità nel sinistro. Invece, eventuali passeggeri presenti sulle due auto vengono risarciti in ogni caso, a prescindere dalle colpe dei rispettivi conducenti.

Il risarcimento viene liquidato sulla base della diagnosi del pronto soccorso e del tempo di prognosi. All’iniziale certificato del pronto soccorso se ne possono aggiungere ulteriori fino a completa guarigione.

Rilevano solo i certificati di strutture pubbliche.

L’assicurazione liquida il risarcimento solo una volta che il danneggiato si fa rilasciare il certificato di avvenuta guarigione dal proprio medico o dalla struttura pubblica che lo ha in cura. 

La nomina di un avvocato

La pratica di infortunistica stradale può essere seguita direttamente dal danneggiato/proprietario dell’auto o dal suo avvocato. Quest’ultimo dovrà fornire prima un preventivo scritto. Ma, il più delle volte, l’avvocato si rivale sul risarcimento liquidato dall’assicurazione che contiene l’apposita voce «spese legali». Pertanto, il cliente non sostiene alcuna spesa per il proprio difensore. 

Attenzione però perché l’avvocato potrebbe pretendere un importo superiore rispetto a quello liquidato dall’assicurazione: ecco perché sarà sempre bene mettere gli accordi per iscritto al momento del conferimento dell’incarico.



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