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Contratto estimatorio: caratteristiche

23 Settembre 2021 | Autore:
Contratto estimatorio: caratteristiche

Cos’è, a cosa serve e come funziona il contratto estimatorio? Chi può disporre dei beni ceduti? Quando è possibile restituire la merce?

Normalmente, quando si pensa a un accordo in cui una parte consegna all’altra una determinata quantità di cose in cambio di un corrispettivo in denaro, si pensa subito al contratto di compravendita. In realtà, non sempre questo tipo di accordo soddisfa le esigenze delle parti. Ci sono casi in cui l’acquirente ha la necessità di restituire quanto ricevuto in un primo momento, cosa che non potrebbe farsi con una normale compravendita. È qui che entra in gioco il contratto estimatorio. Cos’è e quali sono le sue caratteristiche?

Sin da subito, possiamo anticipare che il contratto estimatorio rappresenta una sorta di vendita, con la differenza che questa non si definisce immediatamente, ma solo se l’acquirente ritiene di non dover restituire la merce. È chiaro che il contratto estimatorio non può interessare un normale consumatore ma, al contrario, soggetti che si riforniscono di determinati beni per poi rivenderli a propria volta. È ciò che accade solitamente nei rapporti tra rivenditore all’ingrosso e commerciante al dettaglio: il secondo acquista dal primo per poi rivendere a propria volta direttamente al consumatore. Può tuttavia accadere che non tutta la merce acquistata sia effettivamente piazzata sul mercato. Per evitare giacenze, si adopera il contratto estimatorio. Analizziamone le caratteristiche.

Contratto estimatorio: cos’è?

Secondo il Codice civile [1], «con il contratto estimatorio una parte consegna una o più cose mobili all’altra e questa si obbliga a pagare il prezzo, salvo che restituisca le cose nel termine stabilito».

Dunque, il contratto estimatorio concede alla parte ricevente una doppia facoltà:

  • pagare il prezzo pattuito;
  • restituire i beni.

Si tratta di un vantaggio che, di norma, non è concesso all’acquirente all’interno del normale contratto di compravendita.

Il pagamento del prezzo dei beni ovvero la loro restituzione deve avvenire nel termine fissato nel contratto.

Caratteristiche del contratto estimatorio

Il contratto estimatorio si perfeziona con la consegna dei beni. Si parla, in questi casi, di contratto reale, in quanto la sua conclusione avviene con un atto materiale, cioè il trasferimento fisico delle cose da un soggetto all’altro. Non è sufficiente, dunque, la mera firma apposta sul contratto.

Come anticipato nel precedente paragrafo, principale caratteristica del contratto estimatorio è il sorgere di un’obbligazione con facoltà alternativa in capo a colui che riceve i beni il quale, entro il termine stabilito, deve decidere se pagare la merce ricevuta o, al contrario, restituirla.

Quest’ultima facoltà viene tuttavia meno nel caso in cui la restituzione non sia più possibile. Secondo la legge [2], «chi ha ricevuto le cose non è liberato dall’obbligo di pagarne il prezzo, se la restituzione di esse nella loro integrità è divenuta impossibile per causa a lui non imputabile».

In buona sostanza, la legge obbliga a pagare il prezzo se non è possibile garantire la restituzione dei beni ricevuti nella loro integrità, anche se i danni o il deterioramento non sono attribuibili a una negligenza del contraente.

Il principio espresso dalla norma è quello secondo il quale a seguito della consegna gravano sul ricevente i rischi del perimento delle merci, pur non essendone egli il proprietario. Su quest’ultima precisazione ci concentreremo nel prossimo paragrafo.

Contratto estimatorio: disponibilità delle cose

Il contratto estimatorio non trasferisce la proprietà dei beni, almeno fino a quando il ricevente non ne abbia pagato il prezzo oppure abbia deciso di alienarli.

Tanto si evince dalla norma del Codice civile [3] secondo cui chi ha ricevuto le cose può validamente disporne, ma i suoi creditori non possono sottoporle a pignoramento o a sequestro finché non le ha pagate.

In pratica, a seguito della stipulazione del contratto estimatorio è attribuita al ricevente la facoltà di disporre dei beni come fossero suoi. Ciò significa che egli può legittimamente venderli a terzi senza dover chiedere il permesso a chi glieli ha dati.

L’effetto traslativo della proprietà in capo a colui che riceve i beni a seguito di contratto estimatorio si verifica dunque:

  • quando decide di pagarne il prezzo, rinunciando alla restituzione;
  • quando li aliena a terzi.

Fino a questo momento, i beni restano di proprietà di colui che li ha forniti, tant’è vero che essi non sono aggredibili dai creditori del ricevente.

Contratto estimatorio: a cosa serve?

Analizzate le caratteristiche del contratto estimatorio, possiamo ora trarre alcune conclusioni e illustrare a cosa serve questa tipologia di accordo.

È evidente che il contratto estimatorio, grazie alla sua particolare formula che consente di scegliere tra il pagamento dei beni o la loro restituzione, ben si attaglia a precise esigenze commerciali. Come detto in apertura, infatti, il contratto estimatorio serve ad evitare il cosiddetto rischio dell’invenduto, cioè il pericolo che corrono molti commercianti di accumulare giacenze a causa della mancata vendita della merce.

A titolo di esempio, si pensi ai prodotti acquistabili nelle edicole: spesso, succede che molti articoli restano invenduti e che, per evitare una perdita, il titolare dell’esercizio commerciale preferisca restituire la merce a chi gliel’ha data anziché pagarla e lasciarla giacere a tempo indeterminato.


note

[1] Art. 1556 cod. civ.

[2] Art. 1557 cod. civ.

[3] Art. 1558 cod. civ.

Autore immagine: canva.com/


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