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Quanti giorni di preavviso bisogna dare a una colf?

20 Giugno 2021
Quanti giorni di preavviso bisogna dare a una colf?

Licenziamento della donna delle pulizie: come si manda via la collaboratrice domestica, quanto tempo di preavviso bisogna dare. Il preavviso per le dimissioni volontarie.

Quanti giorni di preavviso bisogna dare a una colf prima di licenziarla? Colf e badanti rientrano nella categoria del cosiddetto «lavoro domestico», un ambito per il quale vigono regole diverse rispetto al tradizionale lavoro dipendente. La principale differenza è proprio in tema di licenziamento: è possibile risolvere il rapporto di lavoro con la domestica (così come con la badante) senza bisogno di fornire motivazioni: senza cioè la giusta causa o il giustificato motivo previsti invece per tutte le altre categorie lavorative.

Non solo. Chi licenzia una colf non è tenuto a versare all’Inps il cosiddetto «ticket Naspi» ossia la tassa sul licenziamento. Tutto ciò che deve fare è, ovviamente, pagare il TFR e il rateo di tredicesima maturata, le eventuali ferie e, soprattutto, comunicare il licenziamento con un preavviso. Di qui il dubbio ricorrente: quanti giorni di preavviso bisogna dare a una colf? Ecco cosa prevede la legge a riguardo.

Quando si può licenziare la colf?

Non tutti conoscono l’origine del termine «colf». Colf è un neologismo nato dalla crasi dei termini «collaboratrice» e «familiare». È ciò che un tempo si chiamava «domestica» o «donna delle pulizie» o ancora «donna di servizio».

Come tutti i lavori, anche quello della colf deve essere regolarizzato. Diversamente, possono sorgere numerosi problemi per il datore di lavoro in caso di vertenza sindacale. Per tale aspetto rinviamo a un precedente articolo “Come tutelarsi da una colf in nero“.

Ma quando si può licenziare la colf? Essenzialmente, quando si vuole. Non esistono delle cause predefinite dalla legge come nel caso dei tradizionali lavoratori dipendenti.

Le ragioni che possono dar luogo alla risoluzione del rapporto di lavoro con la collaboratrice domestica possono quindi essere:

  • dimissioni volontarie della colf;
  • licenziamento;
  • risoluzione consensuale del rapporto di lavoro;
  • morte della colf;
  • morte del datore di lavoro;
  • scadenza del termine per il contratto a tempo determinato;
  • scadenza del periodo di prova (se previsto dal contratto).

Il preavviso per licenziamento e dimissioni

Tanto nel caso in cui la colf voglia dimettersi, tanto nel caso in cui sia il datore di lavoro a volerla licenziare, è necessario fornire la comunicazione all’altra parte con un preavviso, indicato dalla legge e che varia a seconda delle ore di lavoro settimanali e dell’anzianità di servizio (v. schema sotto).

È dovuto il preavviso anche nel caso di morte del datore di lavoro. Difatti, in assenza di licenziamento da parte degli eredi, il rapporto di lavoro prosegue con questi ultimi.

Preavviso per licenziamento colf

Occupiamoci ora dei termini di preavviso da rispettare. Partiamo dal preavviso per il licenziamento.

Se l’orario di lavoro prevedeva almeno 25 ore a settimana (o più):

  • ci sono 15 giorni di preavviso fino a 5 anni di anzianità;
  • ci sono 30 giorni di preavviso da 6 anni di anzianità in poi.

Se l’orario di lavoro prevedeva meno di 25 ore a settimana:

  • ci sono 8 giorni di preavviso fino a 5 anni di anzianità;
  • ci sono 15 giorni di preavviso da 6 anni di anzianità in poi.

Preavviso per dimissioni colf

Vediamo ora il preavviso per le dimissioni date dalla colf.

Se l’orario di lavoro prevedeva almeno 25 ore a settimana (o più):

  • ci sono 7,5 giorni di preavviso fino a 5 anni di anzianità;
  • ci sono 15 giorni di preavviso da 6 anni di anzianità in poi.

Se l’orario di lavoro prevedeva meno di 25 ore a settimana:

  • ci sono 8 giorni di preavviso fino a 5 anni di anzianità;
  • ci sono 15 giorni di preavviso da 6 anni di anzianità in poi.

Quando non è dovuto il preavviso?

Il preavviso non è dovuto – sia per la colf in caso di dimissioni, sia per il datore di lavoro in caso di licenziamento – quando vi è una giusta causa. La giusta causa ricorre nell’ipotesi di comportamento così grave da ledere irrimediabilmente il rapporto di fiducia tra le parti tanto da impedire la prosecuzione del rapporto di lavoro anche per un solo giorno.

Potrebbe essere il caso di un datore di lavoro che faccia avances nei confronti della colf o della colf sorpresa a rubare.

In ogni caso, tanto il datore di lavoro quanto la colf possono – anche in assenza di una giusta causa – rinunciare al preavviso, interrompendo immediatamente il rapporto di lavoro. Tuttavia, in tal caso, la parte che rinuncia al preavviso deve versare all’altra un’indennità: la cosiddetta indennità sostitutiva del preavviso che viene quantificata dal contratto collettivo nazionale. 

ORARIO DI LAVORO
ANNI DI ANZIANITÁ
PREAVVISO
Da 25 ore settimanalifino a 515 giorni (7,5 per dimissioni)
oltre 530 giorni (15 per dimissioni)
Inferiori a 25 ore settimanalifino a 28 giorni
oltre 215 giorni

note

[1] Inps circ. n. 25/2013.


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