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Autovelox: la taratura va indicata?

20 Giugno 2021
Autovelox: la taratura va indicata?

Il verbale per eccesso di velocità non deve contenere gli estremi del certificato di taratura ma deve indicare quando è stato fatto l’ultimo controllo. 

Tutte le multe per eccesso di velocità elevate tramite autovelox sono illegittime se l’apparecchio non è stato sottoposto a taratura – ossia a check-up – nell’ultimo anno. Una taratura anteriore di 365 giorni rispetto al giorno dell’infrazione non avrebbe quindi alcun valore e consentirebbe di impugnare la contravvenzione dinanzi al giudice o al Prefetto. 

Ma come fa l’automobilista a verificare se tale condizione è stata rispettata? La taratura dell’autovelox va indicata nel verbale? A questa legittima domanda ha fornito più volte risposta la Cassazione. 

La Suprema Corte ha tenuto distinti due diversi problemi: il primo è quello dell’indicazione nel verbale della data dell’ultima taratura; il secondo è quello dell’indicazione, nel verbale medesimo, degli estremi del certificato di taratura.

Vediamo quali sono state le indicazioni fornite dalla Suprema Corte.

A che serve la taratura dell’autovelox?

La taratura è un controllo di funzionalità che serve a verificare che l’apparecchio elettronico funzioni correttamente. Essa è tanto necessaria quanto più si pensa che i comuni autovelox sono esposti agli agenti climatici, restano in funzione per molte ore e, a volte, vengono montati e smontati dalla polizia, per essere trasportati da un luogo ad un altro. Pertanto, tutto questo logorio, potrebbe portare tale strumento a “sfasarsi”. Ecco perché, similmente a quanto succede con le bilance del mercato rionale, anche gli autovelox devono essere sottoposti a una periodica taratura.

L’obbligo della taratura sussiste non solo per l’autovelox ma anche per il tutor, il telelaser e l’etilometro. Non è previsto invece per il photored, ossia la telecamera apposta sopra il semaforo per fotografare chi passa col rosso.

A stabilire l’obbligo della taratura è stata la Corte Costituzionale [1] e non una legge. Tuttavia, le sentenze della Consulta hanno valore di legge su tutto il territorio nazionale.

La Corte Costituzionale, con sentenza del 2015, ha dichiarato illegittimo l’articolo 45, comma 6, del Codice della strada nella parte in cui non prevedeva che tutte le apparecchiature impiegate nell’accertamento della violazione dei limiti di velocità dovessero essere sottoposte alle predette verifiche periodiche, e ciò sia con riferimento a sistemi a «funzionamento automatico» e con tecniche di autodiagnosi, che con riguardo agli «apparecchi utilizzati con la presenza di operatori».

La mancanza di dette verifiche è suscettibile di pregiudicarne l’affidabilità a prescindere dalle modalità di impiego, poiché qualsiasi strumento di misura, specie se elettronico, e gli stessi sistemi di autodiagnosi sono soggetti a variazioni delle loro caratteristiche e, quindi, a variazioni dei valori misurati, dovute ad invecchiamento delle componenti e ad eventi accidentali capaci di comprometterne l’affidabilità. Il tutto determina una potenziale compromissione anche della «fede pubblica che si ripone in un settore di significativa rilevanza sociale, quale quello della sicurezza stradale».

Quanto dura la taratura dell’autovelox?

La taratura – che deve essere eseguita da ditte specializzate ed appositamente autorizzate – va eseguita almeno una volta all’anno. Dunque, la procedura di taratura va ripetuta ogni 365 giorni; diversamente, la sanzione è nulla.

La taratura va certificata in un documento che va messo a disposizione di chiunque, anche del cittadino che faccia richiesta di visionarlo (tramite apposita istanza di accesso agli atti amministrativi, a cui va dato riscontro entro massimo 30 giorni). 

Data di taratura: va indicata nel verbale?

La multa fatta con l’autovelox deve indicare la data dell’ultima taratura a cui è stato sottoposto l’apparecchio. Questo per consentire al cittadino di non dover far richiesta di accesso agli atti per verificare se il verbale sia legittimo o meno. È al contrario l’amministrazione, nel rispetto del principio costituzionale di trasparenza, a dover mettere in chiaro il rispetto dei propri adempimenti e a dar notizia dell’avvenuta taratura sullo stesso verbale.

Secondo la Cassazione [2], il verbale con la multa autovelox che non indica la data dell’ultima taratura è illegittimo, al pari della multa elevata con un autovelox non soggetto a taratura. 

Certificato di taratura: va indicato nel verbale?

A differenza della data dell’ultima taratura, gli estremi del certificato di taratura non vanno riportati nel verbale. È questa l’interpretazione fornita dalla Cassazione [3].

Secondo la Corte Suprema, il verbale per eccesso di velocità è valido anche se non contiene gli estremi del certificato di taratura dell’autovelox.


note

[1] C. Cost. sent. n. 113 del 18.6.2015. 

[2] Cass. ord. n. 5227/2018.

[3] Cass. ord. n. 17574/2021 del 18.06.2021.


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1 Commento

  1. se non può vedere il certificato di taratura, come fa il sanzionato e verificare che la taratura annuale sia stata effettivamente eseguita nella data indicata sul verbale (potrebbe essersi verificato un errore nell’indicare la data) e; dato che la taratura può essere eseguita solo da ditte specializzate e autorizzate; è importante anche accertare chi ha eseguito la taratura

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