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Esempio frasi per una recensione negativa

20 Giugno 2021
Esempio frasi per una recensione negativa

Recensioni negative su Internet: cosa si può dire e cosa invece è reato di diffamazione. 

Potrà sembrare strano, specie se detto da un avvocato, ma al giorno d’oggi incute più timore una recensione negativa su Internet che una causa in tribunale. La minaccia di un pessimo feedback su Google o su altre piattaforme può generare nella controparte la volontà di trovare una soluzione transattiva e addivenire a più miti consigli. 

Questo però non legittima il consumatore a scrivere ciò che vuole sul web, dovendo stare attento a non sconfinare nella diffamazione aggravata: tanto si può rischiare, infatti, nel caso in cui le parole superino i limiti della legalità. Ecco che allora bisognerebbe viaggiare con «l’avvocato in tasca» per comprendere cosa si può dire e cosa no. Qualche esempio di frasi per una recensione negativa lo possiamo offrire noi stessi alla luce delle ultime sentenze che, decidendo casi di clienti insoddisfatti dei servizi ricevuti, si sono visti querelare per una parola di troppo lasciata sulla Rete. Alcuni di questi sono stati ritenuti innocenti, anche a fronte di parole sprezzanti e forti, perché il diritto di critica resta pur sempre tutelato dalla nostra Costituzione.

Come scrivere una recensione negativa senza violare la legge

La prima cosa che bisogna sapere per individuare qualche esempio di frasi per una recensione negativa è che la libertà di espressione si basa su un caposaldo: la verità del fatto e il pubblico interesse della notizia. Vietato quindi inventare, vietato dare recensioni negative se non si è mai stati clienti dell’attività in questione, vietato altresì offrire giudizi basati su sensazioni personali non avvalorate dai fatti. Sarebbe, ad esempio, illegittimo dire «Chissà cosa succede nella cucina di quel ristorante… Secondo me…»: si tratterebbe di una pura illazione che, in quanto fondata su sentori indimostrabili, esporrebbe il soggetto a una sicura denuncia. 

Quanto invece al «pubblico interesse», bisogna sempre attenersi a fatti che possano rilevare per il pubblico. Ad esempio, non sarebbe lecito dire «Mi ha fatto ribrezzo il fatto che tutti i camerieri avessero dei tatuaggi sulle mani: è indice di sporcizia».

I limiti che abbiamo appena detto riguardano chiaramente solo le recensioni negative e non anche quelle positive. In assenza di un’apposita normativa, nessuna legge vieta di fornire recensioni false, a vantaggio dell’imprenditore e su commissione di questi, pur non avendo mai usufruito dei relativi servizi.

Esempi di recensioni negative lecite

Venendo a qualche esempio di recensione negativa lecita è sicuramente legale la dicitura «pessima esperienza», come potrebbe essere, ad esempio, quella di un ex assistito nei confronti di un avvocato. Secondo il tribunale di Bologna [1], l’opinione espressa non si può considerare «aggressione gratuita» e «non ragionata», tenuto anche conto del contesto e della necessaria ed opportuna sintesi espressiva della manifestazione del pensiero. 

L’elemento essenziale da tenere presente per non sconfinare nella diffamazione è (per usare le parole dei giudici) la cosiddetta continenza. Cos’è la continenza? È la moderazione, la giusta misura nel contemperamento di due opposti diritti: da un lato quello di espressione e di critica, dall’altro quello di tutela dell’onore e della reputazione. 

Questo significa che le critiche sono ammesse se ci si attiene ai fatti e non si esprimono giudizi che trasmodino in invettive contro la morale, la personalità e la professionalità delle persone. 

Dire «In questo ristorante si mangia malissimo» è lecito, pur essendo un giudizio che risente del normale gusto soggettivo del cliente; dire invece «In questo ristorante imbrogliano la gente» è illegale perché si sta esprimendo un giudizio sulla morale del gestore (la capacità di fregare le persone).

Dire: «L’hotel era pessimo: le stanze sporche, i cuscini duri, l’aria condizionata non funzionante, i pranzi scarsi e mal cucinati» è lecito perché ci si attiene ai fatti e si offrono le indicazioni dei servizi scadenti, senza riferimenti alle persone e alla loro dignità. Sarebbe illegale dire invece che «L’hotel è il peggiore che possa esistere» perché sarebbe una valutazione non fondata su un’effettiva e dimostrabile valutazione (il cliente dovrebbe effettivamente aver visto tutti gli hotel e comparato tutti i servizi). È chiaro quindi che si tratterebbe di un’iperbole dettata dal solo scopo di mettere in cattiva luce il gestore.

Dire «Questo ristorante è caro» è lecito, ma accusare il gestore di «truffare sul peso» dei prodotti è illegale. 

È stato ritenuto legale scrivere «C’è sempre una fregatura: da parte mia non lo consiglierei a nessuno» [2]. Anche se si tratta di una dizione molto sintetica ed espressa in modo forte, la Cassazione penale si è espressa escludendo la punibilità di un linguaggio gergale e figurato, con toni aspri e polemici a condizione che la modalità di espressione sia proporzionale e funzionale nella considerazione complessiva degli interessi e dei valori compromessi. 

La critica deve essere quindi continente, ossia proporzionata e funzionale alla comunicazione dell’informazione, senza mai tradursi in frasi inutilmente umilianti e infamanti o in aggressione verbale alla volta del soggetto criticato

Suggerimenti per scrivere una recensione negativa senza diffamare

Per non cadere nella diffamazione, la recensione negativa dovrebbe sempre rispettare le seguenti indicazioni:

  • deve basarsi su fatti veri e testati dal cliente;
  • i fatti vanno descritti nel modo più analitico possibile;
  • non deve basarsi su sensazioni o emozioni non dimostrabili;
  • non deve avere di mira la morale o la professionalità dell’imprenditore ma i servizi;
  • eventualmente, va accompagnata con i punti di forza dell’imprenditore;
  • il linguaggio, seppur forte, non deve essere volgare e diffamatorio.

Approfondimenti

Per ulteriori informazioni, leggi:


note

[1] Trib. Bologna, sent. n. 1814/2021.

[2] Trib. Siena sent. n. 285/20 del 20.30.20.


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3 Commenti

  1. Fare recensioni negative se un servizio non ha rispettato le nostre aspettative sia per la descrizione iniziale sia per il prezzo è un nostro diritto. Ovviamente, ci sono modi e modi di dire le cose senza screditare nessuno però è giusto mettere in guardia gli altri clienti in modo che possano pensarci due volte prima di spendere troppi soldi per qualcosa di deludente e presentato invece in un certo modo ingannevole

  2. Ogni volta che devo fare una prenotazione (hotel, b&b, ristorante) oppure acquisti online, ho l’abitudine di leggere le varie recensioni per capire cosa mi aspetta e se effettivamente quello che trovo nella descrizione del sito è reale oppure si rivela un flop. Certo di badare a quelle poche recensioni dettagliate per capire bene di cosa si sta parlando e non di quelle che si limitano a giudizi positivi o negativi senza spiegare bene le ragioni dei loro commenti

  3. La gente a volte sottovaluta il fatto di esprimere giudizi, a volte anche eccessivamente negativi e infondati, su Internet pensando di non rischiare alcuna conseguenza. Quando certi commenti superano i limiti della continenza e si traducono in offese che sforano nel personale allora si può rischiare grosso. La reputazione online è importante e un solo commento può scatenare delle ripercussioni molto gravi sull’attività criticata in malo modo

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