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Reati legati al fallimento tutti perdonati

6 Aprile 2015
Reati legati al fallimento tutti perdonati

Bancarotta fraudolenta, fatti di bancarotta fraudolenta e interesse privato negli atti del fallimento continuano ad essere puniti.

Tra i reati perdonati e automaticamente archiviati dal nuovo decreto legislativo sul “fatto tenue”, entrato in vigore lo scorso 2 aprile (leggi “Tenuità del fatto: una guida per l’imputato e il danneggiato”), rientrano anche la stragrande maggioranza dei reati fallimentari.

Come noto, la legge fallimentare mira a punire tutti gli imprenditori che, con il proprio comportamento, abbiano pregiudicato l’interesse della procedura concorsuale (quindi, non solo il fallimento in senso stretto, ma anche concordato e amministrazione straordinaria): ossia il patrimonio del debitore posto a garanzia della soddisfazione dei creditori e della cosiddetta “par condicio creditorum”. Senonché la tutela del patrimonio del debitore potrebbe essere frustrata proprio dall’entrata in vigore della nuova riforma: e ciò perché quasi tutti i reati fallimentari hanno pene edittali che non superano nel massimo i 5 anni. È questo, infatti, il limite quantitativo oltre il quale non si procede più alla punizione del colpevole e il procedimento viene immediatamente archiviato dal magistrato.

Fanno eccezione – e quindi resteranno completamente punibili – solo i reati di:

– “Bancarotta fraudolenta[2]: pena detentiva dai tre ai dieci anni;

– “Fatti di bancarotta fraudolenta[3]: pena detentiva dai tre ai dieci anni;

– “Interesse privato del curatore negli atti del fallimento[4] e l’ipotesi in cui la stessa fattispecie sia posta in essere dagli ausiliari del curatore, per i quali è prevista una pena detentiva da due a sei anni [5].

Dunque, la relazione [8] che il curatore è tenuto a presentare al Giudice delegato, dopo 60 giorni dalla propria nomina, e nella quale è tenuto a illustrare le cause e circostanze del fallimento, la diligenza del fallito nell’esercizio dell’impresa e la sua eventuale responsabilità avrà implicazioni certamente meno gravi rispetto al passato: è proprio, infatti, dalla suddetta relazione che partivano le indagini nei confronti dell’imprenditore, indagini che poi si concludevano con le sentenze di condanna penale. Ebbene, da oggi tutto ciò troverà il forte ostacolo del decreto legislativo sulla tenuità del fatto. Insomma, almeno in astratto, sembrerebbe che il legislatore abbia voluto gettare la spugna sui reati fallimentari meno gravi. E ciò vale anche per quei fallimenti già aperti (anche se la relazione del curatore è stata già depositata), posta l’applicazione retroattiva della riforma.

La riforma sul “fatto tenue” potrebbe avere anche un forte impatto sui cosiddetti “reati societari” ossia quelli legati agli adempimenti delle società previsti dalla legge [6].

Tutti questi reati, infatti, hanno pene edittali che non superano nel massimo i cinque anni, eccetto le “False comunicazioni sociali in danno della società dei soci e dei creditori[7], commessi da Organismi di investimento collettivo del risparmio (Oicr), quando il fatto cagiona grave nocumento ai risparmiatori. La legge precisa che il danno “si considera grave allorquando abbia riguardato un numero di investitori superiore allo 0,1 per mille della popolazione risultante dall’ultimo censimento Istat, ovvero se sia consistito nella distruzione o diminuzione del valore dei titoli di entità complessiva superiore allo 0,1 per mille del Pil”.

Nei reati fallimentari soggetti attivi possono essere:
a) l’imprenditore fallito;
b) I soci illimitatamente responsabili delle società di persone dichiarate fallite;
c) amministratori, sindaci, direttori generali, liquidatori di società dichiarate fallite;
d) l’institore dell’imprenditore dichiarato fallito;
e) il curatore e i suoi ausiliari.


note

[1] D.Lgs. n. 28/2015.

[2] Art. 216 legge fall.

[3] Art. 223 legge fall.

[4] Art. 228 legge fall.

[5] Art. 229 legge fall.

[6] Libro quinto, titolo II°, cod. civ., artt. 2621 e seguenti.

[7] Art. 2622 cod. civ., quarto comma.

[8] Art. 33 legge fall.

Autore immagine: 123rf com


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