Diritto e Fisco | Articoli

Tirapugni: porto d’armi e difesa

20 Giugno 2021
Tirapugni: porto d’armi e difesa

È legale uscire con un tirapugni per difesa personale? Cosa succede se ti trovano con un tirapugni?

La legittima difesa consente di utilizzare un’arma per respingere l’aggressore o prevenire un’imminente offesa. Ma in Italia resta comunque vietato circolare per strada con le armi se non si possiede la relativa licenza (il cosiddetto porto d’armi). 

Quanto al tirapugni, la legge lo assimila ad un’arma: pertanto, è illegittimo uscire di casa con un tirapugni anche se per difesa, a meno che ovviamente non si abbia il porto d’armi. E questo perché nel nostro ordinamento non è ammessa la difesa preventiva. Solo lo spray al peperoncino può essere portato con sé al fine di difesa, sempre che sia conforme alle direttive ministeriali.

A confermare tale indirizzo è una recente sentenza della Cassazione [1]. Per i giudici, il tirapugni è un’arma a tutti gli effetti.  

Nel caso di specie, è stato condannato a diciotto mesi di arresto un uomo beccato a passeggiare in un centro abitato occultando un tirapugni in metallo in una tasca del giubbotto. Tale condotta può far scattare la condanna per porto abusivo di armi.

Per mettere in discussione la decisione presa in secondo grado il difensore dell’uomo punta soprattutto sulla catalogazione del tirapugni come mero «oggetto atto ad offendere». 

Dalla Cassazione, però, l’obiezione difensiva viene respinta in modo netto, spazzando via ogni dubbio e chiarendo che «il cosiddetto tirapugni è da ritenere un’arma a tutti gli effetti, visto che l’unico scopo può essere quello di offendere un’altra persona colpendola. Col suo impiego si possono solo produrre, quindi, lesioni a terze persone e ciò lo assoggetta», sottolineano i giudici, «alle leggi che disciplinano l’acquisto, la detenzione e l’uso delle armi».

In sostanza, sono da qualificare come armi tutti gli strumenti atti ad offendere e che, sono, naturalmente, destinati a recare un’offesa o un danno ad un altro soggetto. 

Armi proprie e armi improprie

La nostra legge distingue tra armi proprie e armi improprie.

Partiamo dalle armi proprie che sono le armi a tutti gli effetti. All’interno di tale categoria si suole distinguere tra: 

  • le armi bianche; 
  • le armi da fuoco. 

Le armi bianche comprendono tutti gli strumenti atti ad offendere che possono provocare ferite per mezzo di punte (come pugnali e baionette), forme contundenti (manganelli) o lame di metallo (sciabole, spade, katane, ecc.). Nella categoria rientrano, altresì, quelle che permettono di scagliare altri oggetti (archi, balestre, cerbottane, o le cosiddette armi da lancio). In generale, le armi bianche sfruttano solo la forza di chi le impugna e la potenzialità lesiva dell’oggetto e richiedono la forza e l’abilità dell’utilizzatore.

Le armi da fuoco sono chiaramente pistole, fucili, mitra e simili.

Ci sono poi «le armi improprie che, a differenza di quelle proprie, possono essere qualificate come strumenti idonei a offendere, ma non hanno, in via esclusiva e per destinazione naturale, quello scopo, né sono state ideate e realizzate per quella finalità. Si possono definire improprie, allora, le armi che, per loro natura, non sono destinate all’offesa della persona, pur potendo, tuttavia, nuocere, se utilizzate in maniera pericolosa (cacciaviti, martelli, asce, trapani, catene, tubi di ferro), e qualsiasi strumento che, pur non avendo come naturale destinazione l’offesa, può essere utilizzato anche con quel fine».

In genere, delle armi proprie sono vietati sia la detenzione, se non previamente denunciata all’autorità di pubblica sicurezza (alla Questura), sia il porto, a meno che non si possegga il porto d’armi. In buona sostanza, si può avere una spada in casa ma bisogna farne denuncia alla Questura; non la si può portare fuori di casa se non si ha il porto d’armi.

Invece delle armi improprie è vietato solo il porto, non anche la detenzione. Quindi, si può avere una mazza da baseball in casa ma non si può portare fuori, a meno che non si abbia un valido motivo dimostrabile (ad esempio, la mazza da baseball deve essere accompagnata dall’attrezzatura tipica per un incontro sportivo, il coltellino svizzero dagli strumenti del campeggio, ecc.).

Il tirapugni è un’arma propria o impropria?

In questo quadro si inserisce il tirapugni in metallo che, spiegano i giudici, «è uno strumento che ha naturale e oggettiva finalità di offesa e che, impiegato, è utilizzato solo per incrementare lo spessore lesivo che deriva da un colpo o un’azione violenta. Infatti, se impugnato, ha la finalità esclusiva di produrre lesioni, anche di certa gravità. Si tratta di un oggetto ideato per l’offesa e che va, per detta qualità, annoverato tra le armi proprie, nella categoria delle armi bianche, che sfruttano abilità e forza fisica individuale, per recare offesa e produrre lesioni».

Tirando le somme, «il tirapugni è un’arma a tutti gli effetti», sanciscono i giudici.

Differenza tra tirapugni e noccoliere

La Cassazione spiega poi qual è la differenza tra tirapugni e noccoliere. A differenza del noccoliere, che è uno strumento che può avere analoga finalità d’impiego, il tirapugni metallico ha solo lo scopo di ledere. Il noccoliere, al contrario, come strumento di protezione della parte anatomica dell’arto prensile può essere realizzato in materiali diversi (cuoio, pellame) e può essere impiegato con un fine di lesione, ma può essere anche utilizzato allo scopo di proteggere la mano e le nocche che ne caratterizzano l’ossatura. Da ciò discende che allorquando il tirapugni sia in metallo e abbia le caratteristiche anzidette è un’arma che ha destinazione naturale di offesa contro le persone.

Ciò significa che «del tirapugni in metallo è assolutamente vietato il porto» e violare tale paletto normativo comporta «la pena dell’arresto».

Si può uscire con un tirapugni per legittima difesa?

Da quanto visto, per uscire con il tirapugni ci vuole il porto d’armi e non è possibile portarlo con sé neanche per scopo di difesa.

Inoltre, per avere un tirapugni in casa ci vuole la previa comunicazione alla Questura. 


note

[1] Cass. sent. n. 23840 del 17.06.2021.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

2 Commenti

  1. Possedere e portare fuori di casa – come eventuale “difesa personale” – uno SPRAY AL PEPERONCINO senza autorizzazione della Polizia (porto d’armi) è reato????

  2. non mi risulta che che esista un portodarmi che autorizzi il porto del tirapugni. i portodarmi per difesa possono autorizzare soltanto il porto di arma corta o lunga, una volta esisteva (e forse esiste ancora) anche quello per bastone animato. Tale strumento è costituito da un normale bastone da passeggio con all’interno una lama (mi pare di almeno circa 30 cm) che, all’occorrenza, può essere estratta e (a seconda della sua lunghezza) usata come sciabola o pugnale per difendersi da malintenzionati agressori

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube