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Cosa sono le istanze o note istruttorie?

23 Settembre 2021 | Autore:
Cosa sono le istanze o note istruttorie?

Fase istruttoria della causa: cos’è, a cosa serve e come si svolge? Cosa sono le memorie per l’ammissione dei mezzi di prova?

Ogni procedimento davanti all’autorità giudiziaria è disciplinato dalla legge in modo da essere scandito in diverse tappe che conducono, poi, all’ultima: quella in cui la causa viene decisa con sentenza. Il momento più importante e delicato di ogni processo è quello che prende il nome di fase istruttoria. Essa è dedicata interamente all’acquisizione dei mezzi di prova, cioè degli elementi che servono a provare i fatti in tribunale, come ad esempio i documenti, le perizie, le testimonianze, ecc. Ogni mezzo di prova è anticipato da una richiesta scritta al giudice, il quale valuta la congruità o meno delle istanze: il magistrato, infatti, potrebbe ritenere superflua o inutile l’assunzione di determinati elementi. Con questo articolo vedremo cosa sono le istanze o note istruttorie.

Sebbene la fase istruttoria appartenga a ogni tipo di procedimento (civile, penale, amministrativo, ecc.), le memorie istruttorie sono tipiche del processo civile il quale, a differenza di quello penale, si svolge sostanzialmente per iscritto. In altre parole, mentre il processo penale è retto dal principio dell’oralità, per cui l’imputato ha diritto a un processo nel quale la formazione della prova avviene preferibilmente attraverso il contraddittorio fra le parti con la facoltà di interrogatorio e controinterrogatorio dei testi, il processo civile è molto più documentale, basato cioè sulle richieste scritte dei difensori. Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: vedremo cosa sono le istanze o note istruttorie.

Fase istruttoria della causa: cos’è?

Come in parte anticipato, la fase istruttoria è quella parte del processo destinata all’assunzione dei mezzi di prova. A tal proposito, si parla anche di istruzione della causa.

La fase istruttoria, dunque, è il momento in cui le parti processuali possono avanzare al giudice le proprie richieste inerenti ai mezzi di prova da assumere in giudizio: perizie, testimonianze, acquisizione di documenti posseduti dalla Pubblica Amministrazione, ecc.

È evidente l’importanza della fase istruttoria all’interno del processo: senza di essa, il giudice si troverebbe a decidere senza gli elementi che le parti vogliono addurre a sostegno delle proprie tesi.

Istanze o note istruttorie: cosa sono?

Mentre nel processo penale la richiesta di ammissione dei mezzi di prova si svolge essenzialmente in maniera orale, con gli avvocati e il pubblico ministero che si rivolgono al giudice direttamente in udienza, nel processo civile la richiesta di ammissione dei propri mezzi di prova è sempre fatta per iscritto. A questo compito assolvono le istanze o note istruttorie.

Come si evince dalla denominazione, le istanze (o note o memorie) istruttorie non sono altro che gli scritti difensivi con cui l’avvocato espone al giudice i mezzi di prova utili a dimostrare le ragioni del proprio assistito, chiedendone al contempo l’ammissione.

Secondo la legge [1], all’udienza fissata per la prima comparizione delle parti e la trattazione il giudice, se richiesto dalle parti, può assegnare un termine affinché gli avvocati, tra le altre cose, possano indicare i mezzi di prova e le produzioni documentali di cui intendono avvalersi.

Sono proprio queste le note istruttorie, cioè le memorie difensive destinate a esporre i mezzi di prova di cui ci si intende avvalere, sempre che il giudice decida per la loro ammissione.

Istanze o note istruttorie: cosa c’è scritto?

Nelle note istruttorie non bisogna solamente indicare i mezzi di prova di cui ci si intende avvalere, ma anche le circostanze che giustificano la loro ammissione nel processo.

Il giudice, infatti, non è tenuto ad accettare tutte le prove richieste dalle parti. Secondo la legge [2], il giudice, se ritiene che la causa sia matura per la decisione senza bisogno di assunzione di mezzi di prova, può immediatamente rinviarla per le conclusioni oppure trattenerla a sentenza.

In altre parole, il giudice valuta liberamente l’opportunità o meno di ammettere i mezzi di prova richiesti. Ecco perché, all’interno delle istanze istruttorie, è importante spiegare perché le prove indicate sono importanti. Facciamo un paio di esempi.

Nelle proprie memorie istruttorie, l’avvocato indica una persona che ha assistito al sinistro di cui è stato vittima il proprio assistito.

Tizio chiede l’ammissione di un testimone che era presente nel momento in cui è stato sottoscritto un contratto.

Nel primo caso, il giudice dovrà senza dubbio ammettere il testimone che ha assistito al sinistro, se non ci sono altri mezzi di prova che possono dimostrare il fatto.

Nella seconda ipotesi, invece, il giudice potrà tranquillamente rifiutare l’ammissione del testimone se il contratto è già stato prodotto in giudizio. In questo caso, infatti, la testimonianza sarebbe del tutto superflua, visto che l’esistenza del contratto è certa e non deve essere provata.

Per avere un modello di note istruttorie, è consigliabile la lettura dell’articolo dedicato a questo specifico tema.

Note per la prova contraria: cosa sono?

Nell’ambito delle note istruttorie rientrano anche le memorie difensive con cui l’avvocato indica le prove contrarie. Di cosa si tratta? Le prove contrarie sono quelle che il difensore indica al giudice a seguito dei mezzi di prova richiesti dalla controparte.

In altre parole, realizzando appieno il principio del contraddittorio, la legge consente non solo di indicare i propri mezzi di prova (testimonianze, perizie, interrogatorio, ecc.), ma anche di replicare ai mezzi di prova della controparte, chiedendo l’ammissione di elementi che servano alla confutazione. Facciamo un esempio.

Tizio deposita la propria istanza istruttoria in cui indica Caio come testimone. La controparte può a sua volta indicare un mezzo di prova contrario: ad esempio, può citare Sempronio affinché smentisca la testimonianza di Caio.

Insomma: le note istruttorie contenenti la prova contraria servono a replicare ai mezzi di prova di controparte.

Istanze istruttorie: quando sono inammissibili?

Come spiegato in precedenza, non tutte le richieste istruttorie devono essere ammesse dal giudice.

Innanzitutto, non sono ammissibili le note istruttorie presentate fuori termine. Le memorie contenenti l’indicazione dei mezzi di prova devono essere depositate nel termine stabilito dalla legge o dal giudice. In caso contrario, non possono essere tenute in considerazione.

Per quanto concerne l’ammissione delle prove contenute nelle note istruttorie, essa è in gran parte rimessa alla discrezionalità del giudice, il quale deve valutare attentamente l’opportunità di ammettere o meno determinati mezzi di prova. Ad esempio, potranno essere dichiarati inammissibili:

  • tutti i mezzi di prova superflui, irrilevanti o sovrabbondanti (si pensi all’avvocato che voglia citare dieci testimoni);
  • le prove contrarie alla legge, ad esempio perché acquisite illegalmente;
  • le prove che non hanno alcuna attinenza con il caso da decidere;
  • i mezzi di prova che riguardano circostanze non controverse, cioè che non sono state contestate dalla controparte e che, pertanto, si danno già per vere.

note

[1] Art. 183 cod. proc. civ.

[2] Art. 187 cod. proc. civ.

Autore immagine: canva.com/


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