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Affido anziano

24 Settembre 2021 | Autore:
Affido anziano

Come i minori, anche gli anziani in difficoltà possono essere affidati a famiglie, coppie o singoli, che ne hanno fatto specifica domanda.

Non tutti sanno che in diversi Comuni italiani, in attuazione di una specifica normativa regionale e di concerto con l’Azienda sanitaria locale di riferimento, è stato attivato un servizio di affidamento familiare anziani. Si tratta di un’opportunità alternativa al collocamento in strutture residenziali per anziani soli o che non possono essere adeguatamente assistiti nell’ambito della famiglia di appartenenza.

Il servizio di affido anziano è stato appositamente pensato per consentire al soggetto che ne beneficia di rimanere il più a lungo possibile nel proprio domicilio e di ricevere un aiuto concreto nella gestione di piccole incombenze quotidiane come ad esempio accompagnamenti dal medico, spesa, ecc.

Di solito, l’affido anziano viene attivato su specifica istanza della persona che versa in stato di bisogno. La scelta dell’affidatario viene effettuata tra le famiglie, le coppie o i singoli che hanno presentato apposita domanda all’ufficio comunale preposto. L’istanza viene valutata dai Servizi sociali territoriali i quali, in caso di esito positivo, procedono all’abbinamento tra l’anziano e l’affidatario.

Affido anziano: le tipologie

Esistono tre principali tipologie di affido anziano:

  1. l’affido in convivenza, rivolto all’anziano che non è in grado di vivere presso il proprio domicilio per disagi di ordine abitativo (ad esempio, è privo di alloggio, la sua abitazione è degradata o presenta delle barriere architettoniche) o di salute o di autonomia, che richiedono una particolare tutela ed assistenza. L’affido in convivenza può essere rivolto anche all’anziano che accoglie nella propria abitazione la persona, la famiglia o la coppia affidataria;
  2. l’affido di supporto, rivolto all’anziano che pur essendo in grado di vivere da solo, necessita comunque di un appoggio costante diurno per compiere tutti gli atti della vita quotidiana;
  3. il piccolo affido, che viene disposto per far fronte ad esigenze temporanee di carattere socio-assistenziale in favore dell’anziano in difficoltà ma capace di autogestirsi negli atti quotidiani della vita.

L’affido anziano si configura così come un’assunzione di responsabilità in toto da parte dell’affidatario il quale non si occupa solo materialmente dell’anziano ma lo inserisce in un nuovo “contesto familiare”, che si basa sul rispetto della persona affidata e sul rapporto di fiducia venutosi a creare tra questi e l’affidatario.

Affido anziano: in cosa consiste?

L’affido anziano si può concretizzare nello svolgimento di diverse attività quali:

  • l’accompagnamento dell’anziano per terapie, disbrigo pratiche, acquisti, commissioni;
  • il supporto alla vita di socializzazione e di partecipazione ad attività ricreativo-culturali (ad esempio, portando l’anziano al teatro piuttosto che al cinema o al circolo del burraco);
  • la compagnia a domicilio e il supporto nella preparazione dei pasti e nell’alimentazione nonché l’aiuto nell’assunzione dei farmaci;
  • la condivisione abitativa quale sostegno economico per l’anziano o per l’affidatario.

Come si presenta la candidatura per l’affido anziano?

Il singolo, la coppia o la famiglia che intendono diventare affidatari di un anziano possono offrire la propria disponibilità presentando un’istanza, debitamente compilata, all’ufficio comunale preposto al servizio.

I Servizi sociali territoriali valutano l’idoneità dei richiedenti attraverso colloqui, visite domiciliari e relazioni. A seguito di tale valutazione, viene attivata un’équipe specializzata che, qualora confermi l’idoneità degli affidatari, avvia le successive procedure per l’individuazione della tipologia dell’affido, l’abbinamento affidatari/affidati, i monitoraggi e le verifiche.

Non possono essere scelti quali affidatari coloro che hanno un rapporto di parentela o di affinità con gli anziani beneficiari del servizio o che svolgono nei loro confronti funzioni di tutela o di amministrazione di sostegno.

Chi deve richiedere l’affido anziano?

L’accesso al servizio di affido anziano può avvenire attraverso esplicita richiesta del cittadino in difficoltà e/o dei suoi familiari oppure su proposta dell’assistente sociale del Comune territorialmente competente. In ogni caso, l’affido può essere disposto solo con il consenso dell’anziano o di chi esercita la tutela legale.

La domanda viene esaminata dai Servizi sociali territoriali, che valutano la sua pertinenza e lo stato di bisogno dell’anziano interessato mediante colloqui, visite domiciliari e relazioni. Quindi, viene attivata un’equipe specializzata che predispone una relazione-proposta nella quale vengono evidenziati gli elementi del progetto di intervento (ad esempio la descrizione della situazione problematica, la tipologia dell’affidamento, le modalità e le scadenze delle verifiche da parte dei Servizi sociali territoriali).

L’affidamento si perfeziona con la sottoscrizione di un accordo tra l’affidatario, l’amministrazione comunale e l’affidato e l’accettazione da parte dell’affidatario del piano di intervento personalizzato concordato tra l’equipe e l’anziano affidato.

Prima dell’inizio dell’affidamento, deve essere assicurata una buona conoscenza con l’affidatario.

Obblighi dell’affidato e dell’affidatario: quali sono?

L’accesso al servizio di affido anziano comporta reciproci obblighi a carico dell’affidato e dell’affidatario.

Più precisamente, l’anziano affidato deve facilitare i rapporti con l’affidatario ed informare l’assistente sociale responsabile del caso, di eventuali difficoltà e problemi.

Dal canto suo, l’affidatario deve:

  • sottoscrivere un apposito atto di impegno con accettazione del piano di intervento personalizzato e di quanto nello stesso previsto;
  • mantenere i rapporti con l’assistente sociale del caso, informandolo di qualsiasi difficoltà;
  • prendere i provvedimenti urgenti in caso di pericolo per l’anziano, diretti ad attuare gli interventi medici necessari;
  • mantenere i rapporti con i familiari dell’anziano;
  • predisporre eventuali sostituzioni in caso di sua assenza o di impossibilità temporanea di adempiere agli impegni assunti.

Affido anziano: recesso e revoca

È facoltà dell’anziano affidato recedere dall’affido in qualsiasi momento, previa comunicazione ai Servizi sociali territoriali, che devono adottare eventuali nuovi provvedimenti nei suoi confronti. Anche l’affidatario può recedere dall’affido a condizione che sia garantita la copertura del periodo necessario ai Servizi sociali territoriali per individuare nuove forme di intervento in favore dell’anziano.

L’equipe specializzata può disporre d’ufficio la revoca dell’affido in caso di violazione degli impegni assunti dall’affidatario nei confronti dell’anziano o viceversa.

Affido anziano: a quanto ammonta l’assegno mensile?

I Servizi sociali territoriali corrispondono all’affidatario un assegno mensile a titolo di riconoscimento del ruolo sociale svolto, il cui importo varia in relazione ai diversi Comuni e alla tipologia dell’affido disposto.

Ad esempio, l’assegno mensile può essere pari a 500 euro per l’affido in convivenza presso il domicilio dell’affidatario o dell’anziano, a 300 euro per l’affido di supporto e a 200 euro per il piccolo affido.

L’assegno mensile non viene erogato in caso di interruzione della convivenza o di sospensione del servizio per un periodo superiore a 15 giorni continuativi.



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