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Si può chiedere la revoca del tutore o curatore?

24 Settembre 2021 | Autore:
Si può chiedere la revoca del tutore o curatore?

Il tutore o il curatore può essere rimosso dall’incarico che ricopre se non adempie ai propri doveri.

L’ordinamento giuridico italiano disciplina due misure di protezione degli interessi personali e patrimoniali di soggetti che si trovano in particolari situazioni di svantaggio, ovvero la tutela e la curatela. Più precisamente, il Codice civile prevede la nomina di un tutore [1] per le persone dichiarate interdette e la nomina di un curatore per coloro che sono stati inabilitati e per i minori emancipati [2]. Ma si può chiedere la revoca del tutore o del curatore?

Spetta al giudice tutelare provvedere d’ufficio se ricorrono gravi motivi. Il giudice può rimuovere il tutore o il curatore solo dopo averlo sentito o citato; può tuttavia sospenderlo dall’esercizio della tutela/curatela nei casi che non ammettono dilazione [3].

La revoca è un tipo di sanzione applicabile al tutore o al curatore che abbia violato importanti doveri o condotte; il relativo provvedimento richiama alcuni aspetti tipici della decadenza dalla potestà genitoriale, disciplinata dall’articolo 330 del Codice civile dalla quale si differenzia, però, per il rigore degli effetti.

Tutore: come avviene la nomina?

Il tutore viene nominato per le persone dichiarate interdette, ossia per il maggiore di età ed il minore emancipato in condizioni di abituale infermità di mente che li rende totalmente incapaci di provvedere ai propri interessi.

La richiesta può essere presentata dallo stesso interdetto, dal coniuge, dalla persona stabilmente convivente, dai parenti entro il quarto grado (padre, figlio, fratelli, nonni, nipoti, bisnonno, pronipoti, zii), dagli affini (i parenti del coniuge) entro il secondo grado, dal tutore o curatore, dal pubblico ministero. È necessaria l’assistenza di un legale.

Il tutore viene nominato dal giudice tutelare e viene scelto, preferibilmente, nello stesso ambito familiare dell’interdetto (coniuge non separato, una persona stabilmente convivente, il padre, la madre, il figlio o il fratello o la sorella, e comunque un parente entro il quarto grado). Se necessario, una persona estranea può essere nominata tutore (ad esempio, in assenza di parenti o nell’ipotesi di conflitto tra gli stessi). In ogni caso, deve trattarsi di una persona maggiorenne di una condotta ineccepibile.

Una volta nominato, il tutore deve:

  • avere cura dell’interdetto;
  • rappresentarlo in tutti gli atti civili;
  • amministrare i suoi beni;
  • formare l’inventario dei suoi beni;
  • tenere la contabilità;
  • rendere conto al giudice tutelare della gestione dei beni dell’interdetto alla fine di ogni anno.

Revoca del tutore: in quali casi?

Le cause che portano alla revoca del tutore sono tassativamente elencate nel Codice civile.

In particolare, la rimozione è possibile quando tale soggetto:

  1. si è reso colpevole di negligenza ovvero non ha utilizzato la dovuta attenzione nell’espletamento dell’incarico ricevuto;
  2. ha abusato dei suoi poteri;
  3. si è dimostrato inetto, cioè incapace nell’adempimento dei doveri connessi al suo ufficio;
  4. è divenuto immeritevole dell’ufficio per atti anche estranei alla tutela;
  5. è divenuto insolvente, cioè non in grado di soddisfare le obbligazioni assunte.

In parole più semplici, il tutore viene revocato in tutti i casi in cui non ha agito in maniera corretta nell’adempimento della propria funzione.

Contro il provvedimento di rimozione del tutore è possibile proporre reclamo:

  • al tribunale dei minorenni, se il soggetto tutelato è un minore;
  • al tribunale in composizione collegiale, se il soggetto tutelato è un interdetto.

Curatore: quando si nomina e con quali modalità?

Il curatore viene nominato per i soggetti che sono stati inabilitati, cioè per:

  1. gli infermi di mente non talmente gravi da essere interdetti;
  2. i soggetti che per prodigalità o per abuso di sostanze stupefacenti o di alcol, espongono sé stessi o i loro familiari a gravi pregiudizi economici;
  3. i ciechi e i sordomuti dalla nascita che non sono capaci di provvedere autonomamente ai propri interessi.

Il curatore, altresì, viene nominato per i minori emancipati, vale a dire i minori di età ammessi a contrarre matrimonio.

La richiesta di curatela può essere presentata dallo stesso inabilitando, dal coniuge, dalla persona stabilmente convivente, dai parenti entro il quarto grado (padre, figlio, fratelli, nonni, nipoti, bisnonno, pronipoti, zii), dagli affini (i parenti del coniuge) entro il secondo grado, dal pubblico ministero. È necessaria l’assistenza di un legale.

La curatela è finalizzata ad assistere l’inabilitato/minore emancipato nel compimento di atti di straordinaria amministrazione, previa autorizzazione del giudice tutelare.

Viene aperta d’ufficio in seguito alla pronuncia della sentenza di inabilitazione o del provvedimento di emancipazione, nel caso di minore emancipato, da parte del tribunale.

Il curatore viene nominato dal giudice tutelare e viene scelto, preferibilmente, nello stesso ambito familiare dell’interdetto (coniuge non separato, una persona stabilmente convivente, il padre, la madre, il figlio o il fratello o la sorella, e comunque un parente entro il quarto grado).

Il curatore può essere revocato?

Il curatore può essere revocato nelle medesime ipotesi già esaminate in ordine alla rimozione del tutore.

In sostanza, alla luce del rinvio contenuto all’articolo 393 del Codice civile, si applicano al curatore dell’inabilitato e del minore emancipato, le stesse norme relative alla rimozione dall’ufficio del tutore dell’interdetto.


note

[1] Artt. 414 e segg. cod. civ.

[2] Artt. 392 e segg. Cod. civ.

[3] Art. 384 cod. civ.


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