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Come riconoscere legalmente un figlio nato fuori dal matrimonio?

1 Agosto 2014
Come riconoscere legalmente un figlio nato fuori dal matrimonio?

La materia è stata oggetto di recente riforma: da oggi necessario il consenso del minore che abbia compiuto 14 anni.

 

Un tempo detto “figlio naturale”, oggi più semplicemente “nato fuori dal matrimonio”: si tratta di chi nasce da due persone non sposate tra loro.

Il rapporto di filiazione si instaura nel momento in cui il bambino viene legalmente riconosciuto dall’uno o dall’altro genitore.

Il riconoscimento è una dichiarazione, fatta da un uomo o da una donna, che sottostà a condizioni determinate e fa sorgere un legame giuridico di filiazione tra genitore e figlio.

Chi può fare l’atto di riconoscimento

Il riconoscimento può essere effettuato da entrambi i genitori, anche separatamente, nell’atto di nascita oppure con una dichiarazione posteriore alla nascita, o anche solamente al concepimento.

Se il riconoscimento è fatto da uno solo dei genitori naturali, questo non può dare nessuna indicazione sulla identità dell’altro. Il genitore può riconoscere il proprio figlio naturale anche se al momento del suo concepimento era ancora coniugato con una persona diversa.

Il genitore che per primo ha provveduto al riconoscimento può opporsi a che lo faccia anche l’altro, il quale può, però, ricorrere al giudice per veder riconosciuto il suo diritto. Il giudice deciderà nel solo interesse del minore. Il riconoscimento di un figlio che ha compiuto 14 anni non può essere fatto senza il consenso di quest’ultimo.

Nota bene: il riconoscimento del figlio naturale può essere effettuato anche da un minore che abbia compiuto 16 anni.

Non può validamente riconoscere chi sia stato legalmente interdetto. In caso contrario il riconoscimento può essere impugnato dal tutore legale o dallo stesso interdetto ma solo dopo la revoca dell’interdizione.

Modalità

Il nostro codice civile prevede quattro diversi modi per effettuare il riconoscimento volontario di un figlio naturale. La relativa dichiarazione può, infatti, essere:

1. resa all’atto di nascita;

2. fatta dopo la nascita o dopo il concepimento ad un ufficiale di stato civile o al giudice tutelare.

Attenzione: si ritiene che il padre non possa effettuare il riconoscimento anteriore alla nascita, se prima non vi ha provveduto la madre;

3. contenuta in un atto pubblico ricevuto da un notaio o da un altro pubblico ufficiale abilitato a questo tipo di atto;

4. fatta sotto forma di disposizione testamentaria.

Attenzione: in questo caso il riconoscimento ha efficacia solo dopo la morte del testatore. Anche se costui revoca il proprio testamento, la dichiarazione non viene meno.

Effetti

Dopo il riconoscimento i genitori assumono, nei confronti del figlio naturale, gli stessi diritti ed obblighi che hanno nei confronti dei figli legittimi. Il figlio assume il cognome del primo genitore che lo ha riconosciuto. Se è stato riconosciuto da entrambi contemporaneamente, assume solo il cognome del padre. Se il padre ha effettuato il riconoscimento solo in un secondo momento il figlio può aggiungere o sostituire il cognome di questo a quello della madre.

Riconoscimento giudiziale

Quando il genitore non vi abbia provveduto spontaneamente, il figlio può far dichiarare giudizialmente la paternità e la maternità naturale. Se il figlio è minore, l’azione può essere iniziata dal genitore che lo ha precedentemente riconosciuto, o dal tutore.


note

Norme di riferimento

Art. 250, libro I, cod. civ.

 


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