Business | Articoli

Orti dell’U.E. e uso dei semi: il problema sono gli OGM

7 Aprile 2015
Orti dell’U.E. e uso dei semi: il problema sono gli OGM

Vegetali e frutta: il commercio dei semi e il regolamento del Parlamento dell’Unione Europea.

Sempre più spesso si possono leggere su internet articoli riguardanti gli orti, la autoproduzione di frutta e verdure e l’utilizzo e lo scambio di semi di varietà tradizionali e locali, che dovrebbero essere proibiti da una nuova legislazione europea in corso di studio ed approvazione.

Ciò sta creando allarme fra tutti coloro che possiedono un orto, che producono vegetali e frutta e che utilizzano i propri semi o quelli di amici, nel timore che diventi illegale tale pratica ormai secolare e diffusissima, soprattutto nelle nostre zone.

In effetti si tratta di un grosso equivoco che ha creato un allarmismo ingiustificato, perché tali pratiche continueranno ad essere lecite e possibili; quello che invece cambierà è ben altro e di quello probabilmente ci si dovrà occupare in futuro.

Prima di tutto occorre esaminare la fonte: le regole europee sul commercio dei semi, che sono contenute in una nuova proposta di legge. Tale proposta risale al 6 maggio 2013 e viaggia nelle sacre stanze del Consiglio e del Parlamento, Europei, sotto il titolo di “Proposta di Regolamento del Parlamento Europe e del Consiglio relativo alla produzione e alla messa a disposizione sul mercato di materiale riproduttivo vegetale”, abbreviabile in: “Testo unico sul materiale riproduttivo vegetale[1].

 

Detta proposta ha lo scopo di sostituire con un nuovo regolamento, contenuto in un Testo Unico, ben 12 direttive europee, finora emanate in materia.

Basta leggere i punti fondamentali del documento per comprendere che la proposta di legge non è rivolta a chi si occupa di giardinaggio o agli ortisti o ai piccoli coltivatori diretti, che producono generi alimentari per autoconsumo personale o familiare o in piccole quantità.

La proposta di legge europea riguarda solo ed esclusivamente la vendita del materiale riproduttivo per la coltivazione delle piante (semi e simili) e la produzione successiva su larga scala, a scopo commerciale.

La proposta di legge non pone alcun obbligo, a coltivatori diretti o allevatori, di utilizzare esclusivamente sementi e materiale certificati, per la riproduzione delle piante; pertanto si potrà sempre scegliere se utilizzare semi “certificati” o semi “tradizionali” o “locali”.

Per cui è sempre consentito, agli operatori non professionali ed alle micro-imprese, per i quali vige l’esenzione dall’obbligo di registrazione, di coltivare, produrre, utilizzare e/o commercializzare, varietà tradizionali o prodotti, in piccoli quantitativi.

Anzi detti operatori potranno anche registrare, se lo vorranno, dunque facoltativamente, le varietà tradizionali dagli stessi utilizzate per la produzione, seguendo regole semplificate.

La norma pare dettata dalla necessità di regolamentare il mercato del materiale da riproduzione delle piante per uniformare le specie destinate al consumo di massa, infatti è destinata solo ad operatori agricoli professionali che abbiano più di 10 dipendenti ed un volume di affari superiore ai 2 milioni di euro.

Dunque sembra una norma nata per tutelare la salute dei consumatori finali che accedono alla grande distribuzione per soddisfare le proprie esigenze alimentari.

Pone invece la necessità di riflettere il fatto che la norma prevede l’obbligo di registrazione delle sementi trattate per scopi commerciali, qualora esse rientrino nelle 150 specie ritenute importanti per il mercato europeo.

Inoltre nel documento si legge che le sementi delle 150 specie di piante che gli operatori professionali saranno obbligati a registrare, per poterne poi commercializzare la produzione, potranno essere anche OGM o risultato di clonazione.

Per cui se la principale preoccupazione degli ortisti e dei piccoli coltivatori diretti, nonché dei privati che amano dedicarsi al giardinaggio, non esiste, la problematica vera è quella che concerne il fatto che nella coltivazione professionale di prodotti alimentari destinati a raggiungere le tavole dei consumatori viene aperta la strada alle coltivazioni di piante geneticamente modificate e/o frutto di clonazione, con tutto quello che ne può conseguire sotto l’aspetto della genuinità e della salubrità di ciò che la grande distribuzione offrirà al consumo di massa.


note

[1] Proposta di REGOLAMENTO DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO relativo alla produzione e alla messa a disposizione sul mercato di materiale riproduttivo vegetale (testo unico sul materiale riproduttivo vegetale) – COM/2013/0262 final – 2013/0137 (COD)

Autore immagine: 123rf com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube