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Capello nel piatto: si può denunciare o non pagare?

24 Settembre 2021 | Autore:
Capello nel piatto: si può denunciare o non pagare?

Contratto di ristorazione: cos’è, come funziona e quali sono i principali obblighi del ristoratore? Cosa fare se nella pietanza ci sono corpi estranei?

Chi entra in un ristorante e siede a un tavolo ha tutto il diritto di ottenere le pietanze che sono indicate nel menu. Nell’esatto momento in cui viene effettuata l’ordinazione, tra ristoratore e cliente si conclude un contratto a tutti gli effetti, in ragione del quale il primo è tenuto a fornire le vivande ai prezzi indicati nel listino, mentre il secondo è obbligato a pagare il conto. Cosa succede se una persona, seduta al tavolo di un ristorante, trova un capello nel piatto? Si può denunciare o non pagare?

Sin da subito, va detto che ogni cliente non solo ha diritto alla somministrazione delle pietanze indicate nel menu, ma anche che ognuna di esse sia preparata con ingredienti sicuri, nel rispetto della legge. È chiaro che un capello in un piatto rappresenta una violazione delle norme poste a tutela dell’igiene e della salute di quanti si accingono a mangiare quelle vivande. Cosa fare nel caso di capello nel piatto? È possibile denunciare o non pagare? Scopriamolo insieme.

Contratto di ristorazione: cos’è e come funziona?

Come anticipato in apertura, nel momento in cui una persona si siede al tavolo di un ristorante e ordina delle pietanze si stipula a tutti gli effetti un contratto tra ristoratore e cliente.

Con il contratto di ristorazione una parte, il ristoratore, si impegna a fornire all’altra parte, cliente, la somministrazione di pasti e bevande dietro il corrispettivo di un prezzo.

Non occorre alcuna sottoscrizione formale: il contratto si ha per concluso con la sua semplice esecuzione, cioè nell’istante in cui viene effettuata l’ordinazione dei cibi.

Al contrario, se il cliente, dopo avere letto il menu, ritiene che le portate siano troppo costose o non siano di suo gradimento, è libero di andarsene senza ordinare e senza pagare nulla. In questo caso, il contratto non si è concluso.

Obblighi del ristoratore: quali sono?

Come ricordato nel precedente paragrafo, la principale obbligazione del ristoratore è quella di fornire al cliente i cibi e le bevande presenti nel menu, al prezzo indicato.

È appena il caso di ricordare che il ristoratore ha l’obbligo di esporre il listino dei prezzi; la mancata osservanza può comportare per l’esercente il pagamento di una multa di 308 euro [1]. Il cliente, dunque, ha il vantaggio di sapere sin dall’inizio a quali costi andrà incontro.

Se nel ristorante i prezzi non sono esposti, il cliente potrà comunque decidere di andarsene per evitare brutte sorprese, oppure, una volta presentato il conto, potrà contestarlo arrivando anche a anche a rifiutarsi di pagare.

Il ristoratore non è obbligato solo alla somministrazione delle pietanze indicate nel menu, ma anche a garantire una serie di prestazioni accessorie, come il coperto e il servizio a tavola.

Il ristoratore ha anche l’obbligo di offrire un servizio professionale, servendo i piatti ordinati nel tempo che normalmente si impiega per la preparazione della pietanza o della bevanda.

Per quanto riguarda i pasti, il ristoratore è obbligato a utilizzare ingredienti sicuri, nel rispetto della normativa italiana.

Il ristoratore, quindi, non può limitarsi a somministrare un piatto che sia solo formalmente rispettoso della sua denominazione, ma deve trattarsi di un buon pasto, preparato e servito così come prospettato nel menu. Il ristoratore non può ingannare il cliente inserendo ingredienti diversi da quelli previsti o di qualità inferiore.

Ecco perché, nel caso di capello nel piatto, è possibile denunciare o non pagare. Vediamo come.

Capello nel piatto: si può non pagare?

Il cliente che trova un capello nel piatto può legittimamente rifiutare di pagare la pietanza e andare via. La presenza di elementi “estranei” all’interno delle vivande costituisce un inadempimento contrattuale da parte del ristoratore, il quale quindi non potrà pretendere il pagamento della prestazione non correttamente eseguita.

Anzi: nel caso in cui la presenza di un capello o di altro corpo estraneo nel piatto sia causa di un danno per il cliente (ad esempio, un episodio allergico), allora non solo sarà possibile non pagare ma anche chiedere il risarcimento dei danni.

Per evitare ciò, il ristoratore può offrirsi di sostituire la pietanza con un’altra che non sia contaminata. In altre parole, per scongiurare la risoluzione del contratto, il ristoratore può servire un altro piatto o la medesima pietanza, questa volta però senza elementi estranei all’interno.

Spetta tuttavia al cliente decidere se accettare o meno la sostituzione. In caso contrario, egli può rifiutare di pagare.

Si badi bene: la presenza di un capello nel piatto legittima, almeno in teoria, il rifiuto di pagare l’intero pasto, incluse le portate che non erano contaminate. Ciò perché l’aver trovato un corpo estraneo in una pietanza costituisce un inadempimento dell’intero contratto di ristorazione. Il cliente può dunque legittimamente rifiutarsi di pagare il conto.

Tuttavia, per evitare controversie, si potrebbe trovare un accordo e non pagare solo la pietanza contaminata. In questo caso, se il cliente ha consumato altre portate, dovrà pagare solo il conto relativo a queste ultime.

Capello nel piatto: si può denunciare?

A prescindere dall’aspetto economico, cioè dall’obbligo di pagare o meno il conto, la presenza di un capello in una pietanza può essere un serio campanello d’allarme, la spia che segnala le scarse condizioni igieniche del locale oppure la poca attenzione alla preparazione del pasto.

Nell’ipotesi di capello nel piatto, è possibile sporgere denuncia all’Asl competente per territorio, affinché effettui i controlli del caso.


note

[1] Art. 180, Regio decreto n. 635/1940.

Autore immagine: canva.com/


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1 Commento

  1. BUONGIORNO
    MA CHI DECIDE SE IL CAPELLO NON SIA STATO MESSO APPOSITAMENTE DAL CLIENTE PER NON PAGARE OPPURE SIA DELLO STESSO CLIENTE.

Rispondi a ivano BERTI Annulla risposta

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