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Fumo passivo nel luogo di lavoro: il dipendente ha diritto al risarcimento

12 Maggio 2014 | Autore:


> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 Maggio 2014



Il dipendente ha diritto al risarcimento se l’esposizione prolungata nel tempo al fumo passivo nell’ufficio gli ha provocato una patologia.

 

Il datore di lavoro deve evitare che i suoi dipendenti siano esposti al fumo passivo nell’ambiente di lavoro in quanto esso, com’è noto, può essere causa di gravi patologie polmonari e cardiache.

Qualora tale obbligo di vigilanza e protezione del datore di lavoro non venga adempiuto, il dipendente che abbia contratto una malattia, o comunque subito una lesione della propria salute connessa al fumo passivo, ha diritto ad ottenere il risarcimento del danno.

Ai fini del risarcimento sono dunque necessarie le seguenti condizioni:

a) una patologia del dipendente esposto al fumo passivo durante l’orario di lavoro; la patologia deve essere provata tramite certificati medici;

b) il nesso causale tra la malattia e l’esposizione al fumo passivo per cui quest’ultimo deve essere stato la causa principale o la concausa della lesione della salute (anche il nesso causale è accertato tramite certificazione medica);

c) l’inadempimento dell’obbligo di protezione da parte del datore di lavoro: quest’ultimo deve per legge adottare tutte le misure necessarie a tutelare l’integrità fisica dei lavoratori [1] e quindi assicurare anche un ambiente di lavoro salubre. Tra le misure di sicurezza potrebbe esservi un provvedimento che vieti il fumo in ufficio.

Laddove nessun provvedimento sia stato preso in tal senso – e ciò, nonostante le lamentele del dipendente intollerante al fumo – il datore è colpevole di negligenza per aver violato l’obbligo citato di tutela delle condizioni di lavoro.

Il datore di lavoro è esente da responsabilità solo se dimostra di aver fatto il possibile per garantire un ambiente salubre e tutelare la salute dei dipendenti.

Dunque, il dipendente ha diritto al risarcimento qualora, proprio per aver svolto le mansioni in un ambiente saturo di fumo, abbia a contratto una patologia.

Non solo. Secondo la Cassazione [2], il dipendente è anche legittimato ad assentarsi dal lavoro per evitare che l’esposizione aggravi la malattia stessa, sempre che egli abbia fatto presente il problema al datore e questi non abbia provveduto. In tali casi l’assenza è giustificata e non può costituire motivo di sanzione disciplinare.


note

[1] Art. 2087 cod. civ.

[2] Cass. sent. 24404/2006.

Autore immagine: 123rf.com


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