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Quando Equitalia può iscrivere ipoteca sui beni nel fondo patrimoniale

12 Maggio 2014


Quando Equitalia può iscrivere ipoteca sui beni nel fondo patrimoniale

> Diritto e Fisco Pubblicato il 12 Maggio 2014



Per stabilire il momento della certezza del credito e la possibilità dell’iscrizione dell’ipoteca sulla casa inserita nel fondo patrimoniale, si deve vedere quando l’accertamento è divenuto definitivo.

Equitalia può iscrivere ipoteca sui beni immobili iscritti in un fondo patrimoniale se l’accertamento fiscale, da cui sia scaturito il credito per l’erario, sia divenuto definitivo prima della costituzione del fondo stesso.

In caso contrario, potrebbe verificarsi un abuso del diritto sanzionato nell’ordinamento tributario.

A precisarlo è una sentenza della Cassazione [1].

Lo stato attuale dei pignoramenti

Come noto, le novità introdotte dal cosiddetto “decreto del Fare” hanno diminuito notevolmente la possibilità, per Equitalia, di procedere a pignoramento degli immobili.

Il pignoramento, in buona sostanza, non è più possibile per gli immobili ad uso abitativo come prima casa di residenza (con esclusione delle classi catastali A/8 e A/9).

Negli altri immobili che non siano abitazione principale, il pignoramento può avvenire solo a condizione che il debito da riscuotere sia superiore a 120 mila euro e sempre che siano trascorsi 6 mesi dall’iscrizione dell’ipoteca.

Come tutelare la casa

Nei casi in cui il pignoramento di Equitalia sia possibile, uno strumento sempre più usato per salvare la “seconda casa” è quello del fondo patrimoniale. Per una cifra approssimativa di 1.000/1.500 euro, comprensiva di tasse e di onorario del notaio, è possibile mettere un limite al pignoramento da parte dei creditori (leggi “Fondo patrimoniale, guida completa per difendere la casa di famiglia”).

Ma il fondo patrimoniale – così come tutti gli altri negozi di disposizione del bene immobile – quando realizzato per frodare i creditori e sottrarre loro le poche garanzie per soddisfarsi, è soggetto all’azione revocatoria entro cinque anni dalla sua stessa costituzione. E la stessa regola vale anche per Equitalia a cui non potrà essere opposto un fondo per un debito già preesistente al fondo stesso.

Per esercitare la revocatoria, il creditore deve infatti dimostrare lo scopo del debitore di “frodare” i creditori. In questo – per come è agevole comprendere – ha massima importanza la data in cui è sorto il debito. Vien da sé, infatti, che se il fondo è stato costituito prima della nascita del debito con lo Stato – o prima che lo stesso assumesse certezza – allora nessun intento fraudolento potrebbe ravvisarsi nel comportamento del debitore.

La sentenza in commento, proprio con riferimento a un debito fiscale, chiarisce che Equitalia è legittimata a iscrivere l’ipoteca sul bene inserito nel fondo patrimoniale solo se l’accertamento fiscale sia divenuto definitivo dopo della costituzione del fondo stesso. In pratica, è proprio il momento in cui l’Agenzia delle Entrate porta a compimento tutte le fasi interne dell’accertamento che sancisce la “certezza” del credito erariale. Per cui, tutti gli atti di disposizione del bene fatti dal debitore successivamente a tale momento – siano essi donazioni, trust, vendite o fondo patrimoniale – non potranno più essere opposti a Equitalia.


note

[1] Cass. sent. n. 7239/13.

Autore immagine: 123rf.com


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