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Se cambio residenza dopo quanto tempo devo chiedere il reddito di cittadinanza?

24 Settembre 2021 | Autore:
Se cambio residenza dopo quanto tempo devo chiedere il reddito di cittadinanza?

Requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno per il diritto alla Carta Rdc: quali sono, quali documenti sono necessari.

Ti trovi in difficoltà dal punto di vista economico e vorresti richiedere il reddito di cittadinanza. Temi però che, essendoti trasferito da poco, il diritto al sussidio ti venga negato. Quindi, ti domandi: se cambio residenza dopo quanto tempo devo chiedere il reddito di cittadinanza?

In generale, il cambio di residenza non pregiudica il diritto al reddito di cittadinanza, se il nuovo indirizzo si trova in Italia. Il discorso è diverso se ci si trasferisce all’estero, oppure se uno dei membri del nucleo familiare acquista un immobile ulteriore oltre all’abitazione principale.

Per il diritto al sussidio, la legge stabilisce non solo requisiti di cittadinanza, residenza e soggiorno, ma anche requisiti reddituali, patrimoniali e riferiti al possesso di determinati beni (autoveicoli, motoveicoli e imbarcazioni).

Non vi sono problemi in caso di brevi viaggi al di fuori dell’Italia, mentre non è consentito percepire il reddito di cittadinanza se si risiede all’estero in via continuativa: qualora si riceva comunque il sussidio in assenza del diritto, si rischia la segnalazione sia all’autorità giudiziaria, per aver indebitamente percepito erogazioni a danno dello Stato, sia all’Inps, per la revoca del sostegno ed il recupero delle somme complessivamente incassate.

La normativa vigente, peraltro, prevede la cancellazione dell’anagrafe della popolazione residente, qualora nell’arco di un anno l’interessato sia risultato continuamente irreperibile: di conseguenza, l’interessato perde il diritto al reddito di cittadinanza. Ricordiamo ora i requisiti relativi alla residenza ed al possesso di beni immobili che devono essere soddisfatti, per il diritto al sussidio.

Requisiti di cittadinanza, di residenza e personali

Le condizioni relative alla cittadinanza ed alla residenza, per il diritto al reddito di cittadinanza, sono riferite al solo richiedente (ricordiamo che il richiedente il sussidio può essere un qualsiasi membro del nucleo familiare, purché maggiorenne).

Nello specifico, chi richiede il reddito di cittadinanza deve essere:

  • cittadino italiano o di un Paese dell’Unione europea;
  • familiare di un cittadino italiano o dell’Unione europea titolare del diritto di soggiorno o del diritto di soggiorno permanente;
  • cittadino di un Paese terzo in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
  • apolide in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo;
  • titolare di protezione internazionale.

Il richiedente deve essere inoltre residente in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due, considerati al momento della presentazione della domanda e per tutta la durata dell’erogazione del beneficio, in modo continuativo.

Chi richiede il beneficio, inoltre, non deve:

  • risultare sottoposto ad alcuna misura cautelare personale;
  • essere stato condannato in via definitiva, nei 10 anni precedenti la richiesta di Rdc, per uno dei delitti indicati dal decreto sul reddito di cittadinanza [1].

Nel caso in cui non sia il richiedente a trovarsi in stato di detenzione, ma un componente del nucleo familiare beneficiario del reddito di cittadinanza, il parametro della scala di equivalenza non ne tiene conto.

Per approfondire, leggi la guida al reddito di cittadinanza 2021.

Requisiti relativi ai beni immobili per il reddito di cittadinanza

Che cosa succede se un componente del nucleo familiare acquista un altro immobile, oltre alla casa di abitazione? L’acquisto potrebbe far perdere il diritto al reddito di cittadinanza.

Per il diritto al sussidio è richiesto un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, non superiore a 30mila euro, con l’espressa inclusione degli immobili posseduti all’estero.

In parole semplici, tra tutti i componenti del nucleo familiare, possono essere posseduti i seguenti immobili:

  • l’abitazione principale della famiglia e le relative pertinenze, senza limite di valore (salvo quanto osserveremo a breve in rapporto al valore dell’Isee);
  • ulteriori immobili (case, terreni…) sino a un valore massimo di 30 mila euro: il valore non è riferito al singolo componente del nucleo familiare, ma ai beni immobili complessivamente posseduti da tutti i membri della famiglia.

Nell’importo indicato rientrano anche gli immobili che si trovano all’estero: questi immobili devono essere inseriti nella dichiarazione Isee, o Dsu, con riferimento al valore al 31 dicembre dell’anno precedente, ai fini dell’Ivie, l’Imposta sul valore degli immobili situati all’estero [2].

L’abitazione principale incide sul reddito di cittadinanza?

Abbiamo appena osservato che non vi sono limiti di valore riguardo all’abitazione principale, ai fini del reddito di cittadinanza. Il valore dell’abitazione principale incide però sulla dichiarazione Isee, che a sua volta incide sul diritto al sussidio: l’Isee del nucleo familiare, infatti, non può superare 9.360 euro.

Ai fini Isee, l’ammontare del patrimonio immobiliare va calcolato sulla base del valore ai fini Imu (anche in caso di esenzione dall’imposta) dei fabbricati, delle aree fabbricabili e dei terreni (anche all’estero) intestati a persone fisiche non imprenditori.

Il valore va indicato al netto del mutuo residuo risultante al 31 dicembre del secondo anno precedente la presentazione della dichiarazione Isee [3].

Il valore dell’abitazione principale di proprietà al netto del mutuo non rileva ai fini del patrimonio immobiliare se risulta inferiore a 52.500 euro (la soglia è incrementata di 2.500 euro per ogni figlio convivente successivo al secondo). La parte che eventualmente eccede questo valore viene considerata in misura pari a 2/3.

Sulla base del valore dei beni sia mobili che immobili viene poi determinato il valore dell’Isp, l’indicatore della situazione patrimoniale, che si calcola:

  • sommando il valore del patrimonio mobiliare e immobiliare di ciascun componente del nucleo familiare;
  • sottraendo le franchigie previste.

L’indicatore della situazione patrimoniale Isp, ai fini del calcolo dell’Isee, rileva nella misura del 20%. In base a quanto esposto, qualora un componente della famiglia beneficiaria di Rdc acquisti un’abitazione di valore elevato, anche se da adibire ad abitazione principale, il nucleo potrebbe perdere il diritto al reddito di cittadinanza.

Per approfondire, puoi leggere la guida alla dichiarazione Isee.


note

[1] Si tratta dei delitti previsti dagli articoli 270-bis, 280, 289-bis, 416-bis, 416-ter, 422 e 640 bis del Codice penale.

[2] Circ. Inps 100/2019.

[3] DM 497/2019, All. A.

Autore immagine: pixabay.com


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1 Commento

  1. se uno è single, ha casa di proprietà dove risiede e ha 22 anni può accedere al beneficio?

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