L’esperto | Articoli

Manomissione contatore Enel: Cassazione e ultime sentenze

11 Settembre 2021
Manomissione contatore Enel: Cassazione e ultime sentenze

Responsabilità dell’utilizzatore; furto di energia elettrica; allaccio con un cavo bipolare; consumi non contabilizzati a causa della manomissione del contatore.

Furto di energia elettrica

Integra il reato di furto di energia elettrica aggravato dalla violenza sulle cose, la condotta di chi abbia attaccato un cavo ad una fornitura attiva, utilizzando un bypass, dotato di meccanismi di regolazione dell’attivazione mediante un interruttore a comando.

Corte appello Lecce, 10/05/2021, n.339

Allaccio abusivo alla rete elettrica

Risponde del reato di furto di energia elettrica, aggravato dalla violenza sulle cose, colui che si sia avvalso consapevolmente dell’allaccio abusivo alla rete di distribuzione realizzato da terzi.

Cassazione penale sez. V, 30/04/2021, n.24592

Furto di energia elettrica aggravato dal mezzo fraudolento

Nel furto di energia elettrica sussiste l’aggravante in caso di utilizzo di un capo privato mediante l’allaccio diretto alla rete elettrica in spregio della presenza di un contatore regolare.

Tribunale Napoli sez. V, 20/04/2021, n.3413

Apposizione di un magnete all’esterno del contatore

Il furto di energia elettrica realizzato attraverso l’apposizione di un magnete collocato all’esterno del contatore e idoneo ad alterare la registrazione dei consumi, è aggravato dal mezzo fraudolento (articolo 625, comma 1, numero 2, seconda ipotesi, del Cp), giacché trattasi di condotta che si risolve in un espediente o malizioso accorgimento diretto a superare la naturale custodia e protezione della cosa.

Non è invece ravvisabile l’aggravante della violenza sulle cose (articolo 625, comma 1, numero 2, prima ipotesi, del Cp), perché questa si realizza solo allorquando il soggetto, per commettere il fatto, “manometta” la cosa in modo che, per riportarla ad assolvere la sua naturale funzione, sia necessaria un’attività di ripristino: l’apposizione del magnete, infatti, non determina alcuna manomissione, ma si risolve in una semplice manipolazione, che non implica alcuna rottura, guasto, danneggiamento, trasformazione o mutamento di destinazione, per cui sia necessaria un’attività di ripristino.

Cassazione penale sez. V, 15/04/2021, n.19937

Furto la sottrazione di energia elettrica previa effrazione del contatore di erogazione

Integra il reato di furto, e non quello di violenza privata o di truffa, la sottrazione di energia elettrica previa effrazione del contatore di erogazione. In tal caso, infatti, la condotta dell’agente è immediatamente diretta all’impossessamento della cosa per superare la contraria volontà del proprietario e il delitto è, pertanto, perfetto anche ove manchi l’occultamento dell’energia sottratta o l’induzione in errore del somministrante.

Nel caso di specie, il Tribunale ha condannato l’imputata accusata di essersi impossessata per sette mesi dell’energia elettrica, mediante l’utilizzo di un mezzo fraudolento consistito nell’asportare il misuratore dal muro con conseguente by-pass del misuratore stesso mediante allaccio diretto.

Tribunale Rovigo, 15/10/2020, n.545

Furto di energia elettrica: tenuità del fatto

Il furto di energia elettrica si qualifica come aggravato dal mezzo fraudolento ed eventualmente dalla violenza sulle cose sia che sa effettuato tramite la manomissione del contatore, sia che si attui evitando che vengano registrati gli scatti. Non può essere concessa l’attenuante della tenuità del fatto in caso di, posto che l’appropriazione indebita deve ritenersi protratta per tutto il periodo d’uso.

Tribunale Napoli sez. III, 14/05/2020, n.3058

Attivazione abusiva della fornitura di energia con manomissione del contatore

L’attivazione abusiva della fornitura di energia elettrica, mediante manomissione del contatore o allaccio con fili volanti, determinando un allaccio dell’utenza alla rete non autorizzato dall’ente erogatore o dal privato, realizza il reato di cui all’articolo 624 del codice penale, con l’aggravante ex articolo 625, n. 2, del codice penale. Infatti, il soggetto agente mediante tale condotta sottrae energia elettrica, ovvero un bene da equiparare alle cose mobili, alla società che gestisce il servizio o a un privato, senza il consenso di costoro, che ne hanno la disponibilità.

Inoltre, sussiste l’aggravante poiché l’allaccio abusivo viene realizzato o mediante la manomissione dell’impianto, derivandone un mutamento della destinazione e un’alterazione dell’impianto con conseguente danneggiamento dello stesso, o mediante un mezzo fraudolento, tramite un filo conduttivo spesso sistemato e utilizzato in maniera occulta.

Nel caso di specie, il Tribunale ha condannato per tale reato un uomo che, allacciando un cavo elettrico direttamente alla linea a monte del contatore, riusciva a prelevare abusivamente energia elettrica per un valore di circa 500 euro.

Tribunale Frosinone, 09/01/2020, n.33

Manomissione della cassetta porta contatore e dei cavi di alimentazione

È configurabile il tentativo di furto aggravato di energia elettrica nel caso di manomissione della cassetta porta-contatore e dei cavi di alimentazione, trattandosi di atti che, valutati “ex ante”, risultano oggettivamente idonei all’impossessamento dell’energia elettrica e univocamente diretti, in assenza di altre spiegazioni plausibili, a evitare la registrazione dei consumi dell’agente.

Cassazione penale sez. V, 17/10/2019, n.392

Manomissione del contatore Enel

In tema di furto di energia elettrica mediante allacciamento abusivo alla rete di distribuzione della società ENEL, di cui agli artt. 624 e 625, n. 2, c.p., deve essere mandata assolta l’utilizzatrice dell’immobile laddove, per le caratteristiche della manomissione del misuratore, ovvero la creazione di un bypass con derivazione del filo centrale di alimentazione occultato sotto uno strato di intonaco e pittura, per la circostanza che il contratto era intestato da oltre cinque anni a persona diversa dell’imputata, per le ulteriori circostanze che il contratto di fornitura si era mantenuto attivo nel corso degli anni e che da tempo i consumi risultavano irrisori ma costanti, non possa ritenersi raggiunta la prova che l’imputata fosse la diretta responsabile della manomissione del contatore ENEL oggetto di verifica, intestato a soggetto diverso.

Tribunale Napoli sez. I, 07/11/2018, n.10420

Furto di energia elettrica e responsabilità del precedente intestatario della fornitura

In tema di furto di energia elettrica mediante manomissione del contatore ENEL installato presso un appartamento, non risponde del reato il precedente intestatario della fornitura, laddove al momento dell’accertamento la fornitura risulti ormai cessata e, inoltre, sia presente a tale atto un soggetto terzo identificatosi come dimorante nell’appartamento stesso, oltreché come utilizzatore della fornitura.

Tribunale Napoli sez. I, 01/10/2018, n.10770

Allaccio diretto alla rete elettrica con un cavo bipolare

Il reato di furto di energia elettrica costituisce reato permanente e non è applicabile il concorso di reati. (Nel caso di specie, si trattava di una manomissione del contatore Enel attraverso un allaccio diretto alla rete elettrica con un cavo bipolare).

Tribunale Napoli Nord sez. I, 22/02/2016, n.279

Manomissione del contatore: quando è furto?

La sottrazione di energia elettrica -attuata mediante la manomissione del contatore che alteri il sistema di misurazione dei consumi – integra il reato di furto e non quello di truffa, atteso che la misurazione ha la funzione di individuare l’entità di energia trasferita all’utente e, quindi, di specificare il consenso dell’ente erogatore in termini corrispondenti, sicchè la condotta dell’agente prescinde dall’induzione in errore del somministrante ed è immediatamente diretta all’impossessamento della cosa per superare la contraria volontà del proprietario.

Parimenti, non può essere esclusa l’aggravante di cui all’art. 625 n. 2 c.p., atteso che costituisce mezzo fraudolento e, pertanto, integra raggravante di cui all’art. 625 comma primo, n. 2 c.p., finanche l’allacciamento abusivo alla rete esterna dell’ENEL mediante due cavi volanti per la sottrazione dell’energia elettrica.

Corte appello Palermo sez. III, 18/01/2016, n.60

L’allaccio alla rete centralizzata Enel

È integrato il reato di furto di energia elettrica aggravata dal mezzo fraudolento e dalla violenza sulle cose, l’allaccio alla rete centralizzata ENEL attraverso un cavo conduttore installato abusivamente senza che i consumi vengano contabilizzati e fatturati e con manomissione del contatore.

Tribunale Napoli sez. I, 18/03/2015, n.4886

Furto di energia elettrica: quando è aggravato?

Integra il reato di furto di energia elettrica aggravato dal mezzo fraudolento la condotta di colui il quale si sia abusivamente allacciato, senza un regolare contratto di fornitura, al contatore dell’Enel mediante manomissione del cavo.

Tribunale Napoli sez. IX, 01/09/2010, n.10959

Sottrazione energia elettrica previa effrazione del contatore

Integra il reato di furto aggravato dalla violenza sulle cose (art. 624 e 625 comma 1 n. 2 c.p.) e non quello di violenza privata (art. 610 c.p.) la sottrazione di energia elettrica previa effrazione del contatore di erogazione, ancorché detta manomissione, preordinata a ripristinare l’allacciamento dell’utenza distaccata per morosità, non determini il blocco del conteggio dell’importo conseguente al flusso di energia erogata, consentendo all’Enel di accertarne il quantitativo corrisposto, in quanto la registrazione del consumo ha solo natura di prova del fatto e della entità del danno causato ed il delitto è, pertanto, perfetto anche ove manchi l’occultamento della energia sottratta.

Cassazione penale sez. V, 17/10/2005, n.45325

Constatazione oggettiva della manomissione

Nel giudizio civile, la sentenza penale, di qualsiasi contenuto, è inopponibile a chi sia rimasto estraneo al giudizio penale (nella specie nel giudizio civile tra utente ed Enel, è stata rigettata in appello la pretesa dell’utente di sottrarsi al pagamento della somma transattivamente concordata tra le parti come corrispettivo per i consumi non contabilizzati a causa della manomissione del contatore, ed è stato ritenuto inopponibile all’Enel il sopravvenuto proscioglimento dell’utente da penale responsabilità; ferma la constatazione oggettiva della manomissione).

Tribunale Trani, 30/04/2001

Manomissione sigilli apposti dall’Enel sul contatore

La manomissione dei sigilli apposti dall’Enel sul contatore, pur se idonea a violare l’art. 20 del d.m. 8 luglio 1924, non integra il delitto di violazione di sigilli.

Cassazione penale sez. VI, 05/02/1998, n.2895

Manomissione contatore: risarcimento del danno subito dall’Enel

Ai fini del risarcimento del danno subito dall’Enel in conseguenza della manomissione del contatore di energia elettrica da parte del somministrato, è corretta la quantificazione effettuata moltiplicando la potenza di ogni singolo macchinario trovato nella casa del somministrato convenuto, per il numero di ore giornaliere medie di utilizzo e per i giorni complessivi trascorsi dalla data presunta di manomissione, accertata sulla base della variazione intervenuta nei valori medi segnati dal contatore a partire da un certo periodo e non contestata dal convenuto.

Pretura Cagliari, 06/12/1997

Pregiudizio imminente

Pur in presenza dell’obbligo a contrarre gravante sul monopolista (nella specie, Enel) e della ravvisabilità di privazione di un servizio essenziale nell’ipotesi di interruzione della fornitura dell’energia elettrica ad uso domestico, deve essere rigettata l’istanza ex art. 700 c.p.c. proposta dall’utente il quale pretenda in via cautelare il riallaccio della fornitura di elettricità in favore della propria abitazione, interrotta per manomissione del contatore, ove non sussista nè il “fumus boni iuris” – nel senso che il soggetto fornitore ben poteva procedere alla sospensione della fornitura ai sensi degli art. 1460 e 1565 c.c. anche in relazione a specifica clausola contrattuale – nè il “periculum in mora” – dal momento che l’ente era pronto a stipulare un nuovo contratto di fornitura alle usuali condizioni previo rimborso delle spese di verifica e riallaccio e di riparazione del contatore manomesso e con salvezza di restituzione in caso di pronuncia civile o penale favorevole all’utente il quale negava d’aver manomesso il contatore posto nella sua abitazione.

Tribunale Biella, 18/09/1997

Contratto di utenza di energia elettrica: configurabilità del reato di furto

La manomissione del contatore dell’Enel installato presso l’utente, in modo da poter fruire nei consumi di una potenza superiore a quella stabilita nel contratto, integra il reato di furto e non quello di truffa. Il contratto di utenza di energia elettrica è, infatti, un vero e proprio contratto di somministrazione destinato a soddisfare bisogni periodici o continuativi attraverso un rapporto durevole, sulla base di un impegno di potenza, cioè con l’obbligo del somministrante di tenere a disposizione dell’utente una determinata quota di energia. E poiché è attraverso il contatore che viene commisurata l’entità della somministrazione, in relazione alla quale deve essere corrisposto il prezzo, detta misurazione, non soltanto definisce la prestazione erogata in termini quantitativi, ma determina anche il momento in cui l’energia passa, secondo le clausole contrattuali, dalla disponibilità del somministrante a quella dell’utente, e, dunque, si opera il trasferimento.

Con la conseguenza che ogni difettosa misurazione (o in quanto non avvenuta o in quanto avvenuta per entità inferiori), mancando nell’illecito consumo il consenso (pure se “carpito fraudolentemente”) dell’ente erogatore, implica sottrazione dell’energia stessa.

Cassazione penale sez. un., 09/10/1996, n.10495

Truffa commessa nei confronti dell’Enel

La truffa commessa nei confronti dell’Enel mediante manomissione del contatore al fine di alterare la misurazione del consumo di energia, in quanto attuata nei confronti di un soggetto privato (società per azioni) è perseguibile a querela di parte, a nulla rilevando, ai fini della configurabilità dell’aggravante di cui all’art. 640, capoverso n. 1 c.p. e della conseguente perseguibilità d’ufficio, che una quota dell’importo non riscosso dall’Enel in seguito all’artificio suddetto, e precisamente il cosiddetto “sovrapprezzo termico”, sia destinato alla cassa conguaglio per il settore elettrico, che ha natura di ente pubblico; e ciò in quanto la predetta aggravante è ricollegabile esclusivamente alla natura pubblica del soggetto passivo del reato di truffa e non a quella di altro soggetto che lamenti di essere stato danneggiato dal reato.

(Nell’occasione la Corte ha altresì precisato che il fatto che la cassa conguaglio, ente pubblico, subisca un pregiudizio patrimoniale in conseguenza della mancata percezione, per effetto della condotta delittuosa dell’utente, del sovrapprezzo termico corrispondente al maggior consumo di energia elettrica fraudolentemente sottratto al controllo dei letturisti dell’ente erogatore, non incide sulla qualità di persona giuridica privata rivestita dall’Enel, soggetto passivo del reato di truffa).

Cassazione penale sez. II, 14/06/1995, n.3132



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube