Ripartono i pignoramenti di Equitalia

13 maggio 2014


Ripartono i pignoramenti di Equitalia

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 maggio 2014



Riprendono le espropriazioni di Equitalia e i pignoramenti sulle case e sui conti interrotti dopo l’approvazione del decreto del Fare in attesa dei chiarimenti.

Non ci sarà alcuna retroattività neanche per le regole sulla rateazione delle cartelle esattoriali. Dopo la medesima precisazione di venerdì scorso sulle ipoteche, che aveva fatto tremare i proprietari di prime case, passibili di espropriazione per i ruoli anteriori al Decreto del Fare (leggi l’articolo “Pignoramenti e ipoteche di Equitalia: nuovi limiti senza effetto retroattivo”), oggi la stessa sorte viene riservata a quanti avevano chiesto, prima delle nuove regole, le rateazioni delle somme iscritte a ruolo.

Già l’Agenzia delle Entrate aveva dato risposta negativa circa la possibilità di rimettere in termini i contribuenti ormai decaduti dalle rateazioni al 22 giugno 2013 (data di entrata in vigore del Decreto legge “del Fare”) [1].

Chi, dunque, a tale data, aveva ottenuto la rateazione a 72 rate non potrà più chiedere la speciale dilazione a 120 rate. Inoltre, chi aveva perso il beneficio per via del mancato pagamento di due rate consecutive non potrà ottenere l’applicazione della nuova regola secondo cui solo il mancato pagamento di otto rate (anche non consecutive) fa cessare la rateazione.

Dopo queste precisazioni, e chiarito il modo in cui deve comportarsi per i vecchi debiti, Equitalia ha comunicato la ripresa dei pignoramenti immobiliari sospesi con la nota del 1° luglio 2013.

Si era tuttavia creata una aspettativa da parte dei contribuenti che, tuttavia, le istituzioni hanno voluto spezzare decidendo di non venire incontro alle esigenze dei contribuenti. Infatti il Decreto del Fare non fa alcun riferimento ad una eventuale retroattività e, pertanto, l’interpretazione del D.l. deve essere comunque considerata corretta, nonostante la ricaduta sui debitori.

L’effetto è la ripresa delle procedure espropriative resa necessaria dal fatto che, in caso di inerzia, il pignoramento avrebbe perso efficacia e si sarebbe resa necessaria la rinnovazione del titolo, probabilmente impossibile alla luce degli attuali limiti di legge.

Ai debitori esecutati ed a quelli decaduti non resta quindi che la strada della “rottamazione” dei ruoli, appena prorogata a fine maggio. Allo scopo, però, occorre saldare tutta la sorte capitale, oltre l’aggio di riscossione, entro fine mese.

note

[1] Risoluzione n. 32 del 2014.

Autore immagine: 123rf.com

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