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Falsa testimonianza per proteggere l’amante: condannabile?

24 Settembre 2021 | Autore:
Falsa testimonianza per proteggere l’amante: condannabile?

Mentire al giudice per coprire una relazione extraconiugale: è reato? In quali casi il teste menzognero non è punibile?

Chi è chiamato a deporre innanzi all’autorità giudiziaria è obbligato a dire il vero, pena il reato di falsa testimonianza. Questa regola vale per tutti, a prescindere dal tipo di procedimento: ogni volta che una persona è convocata in udienza davanti al giudice per narrare i fatti a cui ha assistito, deve raccontare la verità. Può tuttavia accadere che il testimone sia indotto a mentire per difendere una persona che gli è cara. È condannabile la falsa testimonianza per proteggere l’amante?

Come vedremo nel prosieguo dell’articolo, non ogni menzogna raccontata al giudice è idonea a integrare il delitto di falsa testimonianza. Ciò accade perché la falsa testimonianza presuppone che la bugia sia riferita con l’intento preciso di mentire, sempreché la vicenda sia importante ai fini processuali. E così, se un teste mente su circostanze irrilevanti ai fini del decidere, non gli si potrà imputare la falsa testimonianza; idem se la menzogna è detta in buona fede, nella convinzione di riferire il vero.

Per legge, poi, esistono casi in cui si può mentire impunemente all’autorità giudiziaria, se la frottola serve per salvaguardare la libertà o l’onore di un prossimo congiunto. È condannabile la falsa testimonianza per proteggere l’amante? Scopriamolo insieme.

Falsa testimonianza: cosa dice la legge?

La legge punisce con la reclusione da due a sei anni colui che, chiamato a testimoniare davanti all’autorità giudiziaria, afferma il falso o nega il vero, ovvero tace, in tutto o in parte, ciò che sa intorno ai fatti sui quali è interrogato [1].

In pratica, il teste commette reato non solo se mente spudoratamente, ad esempio affermando falsità o negando la verità, ma anche quando si trincera nel silenzio.

In altre parole, anche non rispondere alle domande può costituire falsa testimonianza, se il silenzio è un modo di esimersi dal dire il vero.

Teste: quando è falsa testimonianza?

La falsa testimonianza scatta solamente quando si ha la consapevolezza di mentire o di negare il vero. L’elemento soggettivo del reato è infatti il dolo.

Di conseguenza, non commette reato colui che, in qualità di teste, racconta in buona fede fatti non veri, ad esempio perché ricorda male oppure perché è convinto di essere sincero.

Tizio dice al giudice di aver visto Caio entrare nell’appartamento del vicino forzando la serratura. In realtà, a causa della scarsa illuminazione, non ha potuto vedere che Caio stava aprendo con le chiavi che il proprietario di casa gli aveva consegnato.

In un caso come quello appena esemplificato, il teste, pur raccontando un fatto non vero, non risponde di falsa testimonianza perché ha raccontato in buona fede ciò che ha creduto di vedere.

Inoltre, non scatta la falsa testimonianza quando le menzogne non hanno alcun potenziale per poter sviare la giustizia. In altre parole, il reato si commette solamente se si mente o si tace su circostanze utili ai fini del decidere.

Testimone: può mentire per proteggere i congiunti?

Il Codice penale prevede alcuni casi di esclusione della punibilità. In pratica, si tratta di circostanze specifiche in cui il soggetto, pur mentendo al banco dei testimoni, non risponde del reato di falsa testimonianza.

Secondo la legge [2], non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di salvare sé stesso o un prossimo congiunto da un grave e inevitabile danno nella libertà o nell’onore.

Questa norma speciale consente di mentire anche sotto giuramento, purché le bugie siano raccontate per salvare sé stesso o un congiunto da una lesione alla libertà o all’onore: nel primo caso, si pensi a colui che mente al giudice per evitare il carcere al proprio nipote, mentre nel secondo a chi preferisca tacere piuttosto che screditare la carriera del coniuge.

Ad esempio, secondo la giurisprudenza [3], non commette falsa testimonianza la persona che nega falsamente l’acquisto e il consumo di sostanze stupefacenti, in considerazione del rischio di un grave ed inevitabile nocumento all’onore o alla libertà derivante dall’applicazione nei suoi confronti delle sanzioni amministrative previste dalla legge.

Per prossimi congiunti [4] si intendono gli ascendenti (nonni e genitori), i discendenti (figli e nipoti), il coniuge, la parte di un’unione civile tra persone dello stesso sesso, i fratelli, le sorelle, gli affini nello stesso grado, gli zii e i nipoti. Secondo la Suprema Corte [5], tra i prossimi congiunti rientrano anche i conviventi legati da relazione affettiva.

È qui che entra in gioco il tema che ci interessa. È condannabile la falsa testimonianza per proteggere l’amante? Leggi il prossimo paragrafo.

È reato mentire per proteggere l’amante?

Si può mentire al giudice per proteggere l’amante, magari per celare la relazione extraconiugale e salvare il matrimonio?

Mentire per coprire una relazione adulterina potrebbe rientrare nelle ragioni che giustificano la falsa testimonianza per salvare se stesso o un prossimo congiunto da un grave danno all’onore. Non è dello stesso avviso la giurisprudenza: secondo la Corte di Cassazione [6], commette falsa testimonianza la persona che mente al giudice per proteggere l’amante alle prese con un giudizio di separazione.

Non è dunque invocabile la causa di non punibilità relativa alla necessità di salvare un prossimo congiunto da un grave danno al proprio onore, atteso che, tra i prossimi congiunti, non può rientrare anche l’amante, a meno che non ricorrano le condizioni per poter parlare di una stabile e duratura convivenza.

Non è giustificabile la menzogna raccontata al giudice per salvare l’amante da un’accusa di reato. Facciamo un esempio.

Tizio si trovava con Caia, la sua amante, quando quest’ultima, alla guida del proprio veicolo, investiva e feriva un passante. Chiamato a deporre, Tizio non può mentire dicendo che Caia non ha commesso alcuna irregolarità solamente perché i due sono amanti.

Insomma: è condannabile la falsa testimonianza resa per proteggere l’amante.


note

[1] Art. 372 cod. pen.

[2] Art. 384 cod. pen.

[3] Cass., sent. n. 10401/2008.

[4] Art. 307 cod. pen.

[5] Cass., sez. un., sent. n. 10381 del 17 marzo 2021.

[6] Cass., sent. n. 4299 del 29 gennaio 2013.

Autore immagine: canva.com/


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