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Responsabilità affidatario cane: Cassazione

22 Giugno 2021
Responsabilità affidatario cane: Cassazione

Affidamento dell’animale e responsabilità del proprietario per il morso e lesioni a terzi.  

Danno cagionato da animali: responsabilità del proprietario e responsabilità di colui che se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso

In tema di danno cagionato da animali, deve distinguersi, in via alternativa, tra responsabilità del proprietario e quella di colui che se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso. Tenere in uso l’animale significa esercitare su di esso un potere effettivo di governo del tipo di quello che normalmente compete al proprietario, derivi questo da un rapporto giuridico o di fatto. Il che vuol dire anche che ciò che rileva non è tanto la finalità (di profitto economico o meno), quanto, piuttosto, il tipo di uso esercitato, qualificato dal governo dell’animale, che normalmente compete al proprietario. Deriva da quanto precede, pertanto, che, di norma, la responsabilità grava sul proprietario, perché questi fa uso dell’animale. Perché la responsabilità gravi su un altro soggetto occorre che il proprietario, giuridicamente o di fatto, si sia spogliato di detta facoltà, mentre se il proprietario continua ad avere ingerenza nel governo dell’animale, egli continua a fare uso dello stesso animale, sia pure per il tramite del terzo, restando responsabile di qualunque danno.

(Nella specie la ricorrente, dipendente di un maneggio, era stata colpita in faccia da uno zoccolo in occasione dell’uscita dall’animale stesso dal box in cui stazionava. In applicazione del principio che precede la Suprema corte ha escluso che la proprietaria del cavallo dovesse ritenersi responsabile dei danni patiti dalla ricorrente).

Cassazione civile sez. III, 28/02/2019, n.5825

Lesioni colpose provocate da animale e responsabilità del padrone in caso di affidamento a terzi

In tema di lesioni colpose conseguenti a difetto di custodia di animali, il proprietario detentore di un cane è titolare di una posizione di garanzia che gli impone l’obbligo di controllare e di custodire l’animale adottando ogni cautela per evitare e prevenire le possibili aggressioni a terzi anche all’interno dell’abitazione, mentre il proprietario che affidi la custodia dell’animale ad altra persona è parimenti responsabile nel caso in cui lo stesso sia in concreto ancora in grado di esercitare il potere di controllo ovvero, nel caso di affidamento “temporaneo”, abbia delegato la custodia a persone non in grado, secondo un giudizio ex ante e in concreto, di adempiere adeguatamente al relativo onere. Diversa è invece l’ipotesi in cui l’affidamento a terzi dell’animale non sia transitorio e temporaneo, giacché, se si tratti di delega stabile e di assenza costante del proprietario, l’indagine da compiere, per fondare la responsabilità del proprietario, è se, invece, questi abbia comunque mantenuto effettivi poteri di vigilanza sull’animale affidato in custodia a terzi (da queste premesse, in una vicenda in cui era stato accertato l’affidamento dell’animale da parte del proprietario alla madre, è stata annullata con rinvio la condanna del proprietario stesso, con invito al giudice di accertare se si fosse trattato di affidamento transitorio – con conseguente corresponsabilità del proprietario ovvero avente carattere di definitiva stabilità – come assunto dalla difesa in assenza di alcun potere di effettivo controllo del proprietario delegante in ordine alla concreta gestione degli animali).

In tema di lesioni colpose provocate da un animale e di responsabilità del proprietario, in caso di delega stabile e di assenza costante del proprietario l’indagine da compiere è se quest’ultimo abbia comunque mantenuto effettivi poteri di vigilanza sull’animale affidato in custodia a terzi (annullata, nella specie, la condanna del proprietario di un cane che aveva morso la mano di un passante, atteso che occorreva accertare se si fosse trattato di un affidamento transitorio dell’animale a terzi ovvero avente carattere di definitiva stabilità e se dunque, in tale ultimo caso, fosse residuato in capo al proprietario un potere effettivo di controllo in ordine alla concreta gestione degli animali).

Cassazione penale sez. IV, 07/06/2017, n.42307

L’affidamento dell’animale ad un terzo non esime il proprietario da responsabilità per le sue condizioni d’abbandono

L’affidamento ad un terzo di un cane, che risulti tenuto in condizioni igienico sanitarie inadeguate, in uno stato di salute produttivo di “sofferenza fisica per l’animale”, non esclude la responsabilità penale del proprietario che abbia omesso di prestare cure adeguate all’animale stesso, in ordine al reato previsto dall’art. 727 c.p., reato contravvenzionale che punisce a titolo di dolo o di colpa tutti gli atti d’incuria che danneggiano l’animale.

Cassazione penale sez. III, 28/06/2016, n.36866

La responsabilità del proprietario o di chi si serve di un animale si fonda su una relazione intercorrente con l’animale

La responsabilità del proprietario, o di chi si serve di un animale, di cui all’art. 2052 c.c., si fonda non su un comportamento o un’attività – commissiva od omissiva – ma su una relazione intercorrente tra i predetti e l’animale, il cui limite risiede nel caso fortuito, la prova del quale – a carico del convenuto – può anche avere ad oggetto il comportamento del danneggiato, purché avente carattere di imprevedibilità, inevitabilità e assoluta eccezionalità.

(Nella specie, la S.C. ha confermato la sentenza di merito, di condanna del proprietario di un cane che aveva morso un’amica di famiglia, introdottasi in casa, e che gli aveva dato una carezza, nonostante l’invito della moglie del proprietario ad allontanarsi, dando rilievo al fatto che la danneggiata conosceva l’animale fin da cucciolo).

Cassazione civile sez. III, 20/05/2016, n.10402

Danno cagionato da animali: è responsabile chi ha il “pieno governo”, pur se temporaneo, del cane

La responsabilità di cui all’art. 2052 c.c., prevista a carico del proprietario o di chi si serve dell’animale per il periodo in cui lo ha in uso, in relazione ai danni cagionati dallo stesso, ha natura oggettiva, si fonda non già su un comportamento o un’attività del proprietario, ma su una relazione (di proprietà o di uso, che può anche essere temporaneo) intercorrente tra questi e l’animale e trova limite solo nel caso fortuito, ossia nell’intervento di un fattore esterno nella determinazione del danno, che presenti i caratteri della imprevedibilità, della inevitabilità e dell’assoluta eccezionalità.

Nell’ipotesi di responsabilità per danno cagionato da animali, all’attore compete solo di provare l’esistenza del rapporto eziologico tra il comportamento dell’animale e l’evento lesivo, mentre il convenuto, per liberarsi, deve provare l’esistenza di un fattore, estraneo alla sua sfera soggettiva, idoneo ad interrompere detto nesso causale, non essendo sufficiente la prova di aver usato la comune diligenza nella custodia dell’animale.

Ai fini dell’applicabilità dell’art. 2052 c.c., per utilizzatore dell’animale deve intendersi colui il quale, avendone la disponibilità, può esercitare su esso un pieno governo.

Cassazione civile sez. III, 16/04/2015, n.7703

Responsabilità del proprietario del cane affidato a terzi

In tema di danno cagionato da animali, poiché l’art. 2052 c.c. impone l’obbligo di predisporre le necessarie cautele — fatta salva la possibilità della prova del caso fortuito — indifferentemente sia al proprietario dell’animale sia a chi se ne serva per il tempo in cui lo ha in uso, il proprietario si libera della responsabilità solo ove provi di essersi spogliato dell’utilizzo dell’animale, senza che a tal fine possa essere ritenuta sufficiente la prova del momentaneo affidamento dello stesso ad altri, qualora detto affidamento sia accompagnato dal mantenimento della diretta sorveglianza sull’animale medesimo.

(Nella specie, in applicazione del principio, la Suprema Corte ha ritenuto che il titolare di un’associazione organizzatrice di una passeggiata a cavallo a beneficio dei privati fosse responsabile dei danni occorsi al fantino per effetto della caduta provocata dall’improvviso imbizzarrirsi dell’animale a causa dello spavento conseguente alla vista di un cane pastore).  

Cassazione civile sez. III, 21/01/2010, n.979

In caso di momentaneo affidamento di animali ad altri, il proprietario deve agire con la dovuta diligenza, assicurandosi della idoneità della persona affidataria a custodire adeguatamente l’animale non lasciandolo libero al di fuori della sua sfera di sorveglianza.

(Fattispecie in cui l’imputata aveva affidato la custodia del cane di sua proprietà alla anziana nonna; cane che poi immessosi nella sede stradale era stato investito da una autovettura il cui conducente era rimasto ferito).

Cassazione penale sez. IV, 23/09/2008, n.41021

La responsabilità personale del proprietario, ai sensi dell’art. 2052 c.c., per i danni prodotti da un animale, permane anche nel caso di affidamento a terzi per ragioni di cura, di custodia, di governo o di mantenimento.

Cassazione civile sez. III, 30/11/1977, n.5226



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5 Commenti

  1. Avere un cane non è mica una passeggiata. Il padrone ha delle responsabilità verso l’animale e verso terzi qualora il cane dovesse aggredire il prossimo. Bisogna portarlo sempre al guinzaglio e mettergli la museruola. Ahimè, non tutti lo fanno e non tutti si prendono la responsabilità di accudire il cane come si deve, di addestrarlo o farlo addestrare in un’apposita scuola per cani, e non tutti prendono le dovute cauzioni

  2. Il mio cane è davvero calmo e mansueto. Posso dormire su 1000 cuscini con lui perché sono sicuro che non farebbe male ad una mosca. Tuttavia, sono certo di questo solo se è sotto il mio controllo. Non so se un altro al posto mio saprebbe comportarsi con lui e impartirgli gli ordini correttamente, Anche perché gli animali riconoscono un solo padrone, quindi, non so se sarebbe in grado di ascoltare e mettere in pratica gli ordini di un possibile affidatario. Ma con me questo problema non si pone perché non ho alcuna intenzione di affidarlo a nessuno.

  3. Mi accordo di come sia vero il detto sul fatto che il cane riconosce un solo padrone, però c’è da dire che un cane ben addestrato riesce a rispettare gli ordini impartiti da chi pronuncia determinate parole e usando un certo tono. Così, se gli dico di stare seduto e non saltare addosso ad una persona anche solo per salutarla, lui ascolta e si mette seduto. Poi, bisogna dargli la gratificazione dopo che ha rispettato la regola così capisce che quell’ordine, se rispettato, porta ad un “Premio” (biscottino) quindi è incentivato a rispettare quell’ordine a prescindere da chi lo dice

  4. I cani sono più intelligenti di quanto possiate immaginare. Ho portato il mio cane in una scuola di addestramento. Quando andiamo a passeggiare posso anche lasciarlo libero senza guinzaglio (in aperta campagna dove non c’è nessuno) che lui appena ascolta il mio segnale, si accosta a me e capisce se arriva un’auto o se c’è un pericolo. I miei nipotini a volte gli saltano addosso e qualche volta lo strapazzano più del dovuto e lui con pazienza si sposta se proprio non li sopporta e non è mai successo che li aggredisse o che ringhiasse loro perché riconosce che sono cuccioli

  5. Per quanto sono certo che i cani siano i migliori amici degli uomini, posso dire con altrettanta certezza che non si può mettere la mano sul fuoco sulla loro affidabilità. Non possiamo immaginare se un gesto improvviso e imprevisto può metterli in allerta e possono reagire d’istinto aggredendo un’altra persona, immaginando ad esempio che il padrone o l’affidatario sia in pericolo. Quindi, credo che non bisogna dare nulla per scontato e che bisogna tenere sempre gli occhi aperti. Purtroppo, i casi di cronaca in cui si parla di aggressioni improvvise dei cani sono numerose. Magari, si tratta di una forma di difesa, ma intanto il soggetto può aver riportato danni seri, serissimi…

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