Affidamento al servizio sociale: messa alla prova per furto, truffa e reati tributari

13 maggio 2014


Affidamento al servizio sociale: messa alla prova per furto, truffa e reati tributari

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 maggio 2014



Da sabato l’affidamento al servizio sociale potrà essere chiesto nei procedimenti penali relativi a reati con pene fino a quattro anni; applicabile anche in caso di omessa dichiarazione e falso in bilancio.

Da sabato prossimo scatta la possibilità, per un nutrito numero di reati anche rilevanti, di chiedere la messa alla prova con affidamento ai servizi sociali. È questo il frutto di una nuova legge [1] che si applicherà anche a fattispecie di carattere fiscale.

In pratica, per i reati sanzionati con pene fino a quattro anni di detenzione, la parte interessata può fare istanza di sospensione del processo, con richiesta di avvio di un percorso di servizio e risarcimento della durata di due anni. Dopo tale periodo il reato si estingue.

Per un esempio dei reati a cui si applica il nuovo beneficio (tra cui la truffa, il falso in bilancio, il furto) rinviamo all’elenco posto alla fine di questo articolo.

Non si tratta di un modo di scontare la pena una volta intervenuta la sentenza definitiva, ma di una sorta di “rieducazione preventiva che fa evitare il processo (e la condanna).

Va da sé che la richiesta dell’imputato terrà conto della valutazione del materiale probatorio raccolto dall’accusa e, quindi, della possibile condanna. In assenza di tale probabilità, è verosimile che ben difficilmente si avanzerà una richiesta di messa alla prova, preferendo affrontare il processo.

La richiesta

Può essere presentata, anche oralmente, sia nelle indagini che in dibattimento (fino alle conclusioni). Ad essa va allegato un programma, fatto d’intesa con l’ufficio dell’esecuzione.

Nella richiesta bisogna indicare le condotte per rimuovere le conseguenze (dannose o pericolose) derivanti dal reato, nonché, se possibile, il risarcimento del danno.

La richiesta di sospensione può essere concessa una sola volta; non possono presentarla, comunque, i delinquenti abituali.

È facoltà del reo chiedere la messa alla prova così come è facoltà del giudice concederla (pertanto potrebbe anche decidere per un diniego che, comunque, sarebbe impugnabile).

Modalità

L’imputato è affidato al servizio sociale, affinché svolga un progetto che può prevedere anche attività di volontariato di rilievo sociale. La concessione della messa alla prova è inoltre subordinata alla prestazione di lavoro di pubblica utilità. Il lavoro di pubblica utilità consiste in una prestazione non retribuita di non meno di 10 giorni, anche non continuativi, a favore della collettività.

Durata

Il programma ha una durata massimo di 2 anni se il reato prevede pena detentiva; altrimenti in caso di sola pena pecuniaria, non più di un anno.

Effetti

In caso di accoglimento dell’istanza, gli effetti sono:

– la sospensione del procedimento, disposta dal giudice;

– la sospensione della prescrizione;

– in caso di esito positivo della prova, l’estinzione del reato.

Revoca

Il programma viene revocato in caso di:

– trasgressione del programma;

– compimento di nuovo reato.

Reati tributari

Il nuovo beneficio della messa alla prova potrebbe trovare applicazione anche con alcuni reati tributari. È il caso, per esempio, della dichiarazione infedele, omessa dichiarazione, omesso versamento di ritenute o di Iva, indebita compensazione, sottrazione fraudolenta non aggravata, ecc.

Per i reati tributari ciò si dovrebbe tradurre nella possibilità di sanzioni accessorie [2], come interdizione dagli uffici direttivi delle persone giuridiche e delle imprese, incapacità di contrattare con la pubblica amministrazione e interdizione dalle funzioni di rappresentanza e assistenza in materia tributaria.

È necessario anche prestare condotte volte ad eliminare le conseguenze dannose o pericolose derivanti dal reato. È verosimile che per i delitti tributari, tra le condizioni poste dal giudice, vi sarà il pagamento del debito all’erario.

Sul piano pratico occorrerà, a questo proposito, verificare se basterà la concessione di una rateazione piuttosto che il pagamento immediato dell’intera somma. Quest’ultima soluzione appare la più probabile, date le varie pronunce di legittimità che, sull’applicazione dell’attenuante relativa all’estinzione del debito tributario [3], hanno sempre affermato la necessità di un’integrale estinzione del debito, non essendo sufficiente l’avvio del piano di rateazione.

 

ELENCO REATI  PIÙ IMPORTANTI INTERESSATI

Reati con pena pecuniaria o detenzione sino a 4 anni

Reati previsti dal comma 2 dell’articolo 550 del Codice di procedura penale, tra cui furto, rissa e ricettazione.

 

01 | REATI TRIBUTARI

Dichiarazione infedele

Omessa dichiarazione

Omesso versamento di ritenute certificate

Omesso versamento Iva

Indebita compensazione

Sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte

02 | REATI SOCIETARI

False comunicazioni sociali

False comunicazioni sociali in danno della società, dei soci o dei creditori (con l’esclusione del caso del grave danno ai risparmiatori)

Impedito controllo

Illecite operazioni sulle azioni o quote sociali o della società controllante

Operazioni in pregiudizio dei creditori

Illecita influenza sull’assemblea

Corruzione tra privati

Infedeltà patrimoniale

03 | REATI FALLIMENTARI

Bancarotta semplice

Ricorso abusivo al credito

Denuncia di creditori inesistenti

Mercato di voto

note

[1] Legge 67/2014.

[2] Art. 12 del Dlgs 74/00.

[3] Art. 13 del Dlgs 74/00.

Autore immagine: 123rf.com

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1 Commento

  1. La mia domanda è: per il soggetto extracomunitario residente con regolare permesso di soggiorno una condanna definitiva sarebbe osativa al rinnovo del permesso;
    nel caso in cui venga affidato ai servizi sociali potrebbe rinnovare il permesso di soggiorno o anche questo sarebbe di intralcio??
    Grazie

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