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Mascherina e vaccino sul luogo di lavoro: sono obbligatori?

23 Giugno 2021
Mascherina e vaccino sul luogo di lavoro: sono obbligatori?

Il dipendente può essere sospeso se non indossa la mascherina in azienda o rifiuta di vaccinarsi? 

Mascherina e vaccino sul luogo di lavoro sono obbligatori? Si può sospendere dal servizio e dalla retribuzione un dipendente che non intende indossare la mascherina o che non vuole vaccinarsi? 

Qualche giorno fa, un cliente mi ha comunicato di essere stato sospeso dal lavoro e dallo stipendio per non essersi voluto sottoporre a vaccinazione. Lo stesso – a detta del datore di lavoro – pur non rientrando nelle categorie lavorative per le quali sussiste l’obbligo di vaccinazione, era comunque preposto a mansioni delicate (sterilizzazione e pulizia di ampolle, provette, strumenti ed impianti). Sicché, l’azienda aveva applicato di fatto l’articolo 2087 del Codice civile in forza del quale l’imprenditore è tenuto ad adottare nell’esercizio dell’impresa le misure che, secondo la particolarità del lavoro, l’esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l’integrità fisica e la personalità morale non solo dei dipendenti ma anche dei clienti e di tutti coloro che entrano in azienda. 

L’articolo 2087 del Codice civile costituisce una «norma di chiusura» che, al di là degli specifici obblighi di sicurezza che l’articolata normativa lavoristica impone, consente al datore di lavoro di adottare tutte le ulteriori misure di sicurezza rivolte a garantire la salubrità degli ambienti di lavoro sia per i dipendenti che per i terzi. Sicché, anche laddove non intervenga l’obbligo vaccinale prescritto dalla legge, il datore potrebbe ritenerlo esteso proprio in virtù di tale disposizione. Un’interpretazione questa che lascerà molto discutere ma che, di fatto, sta già facendo breccia in diversi ambienti.

È comunque bene sottolineare che, nel caso di specie, non si è trattato di un licenziamento ma di una “semplice” sospensione a tempo indeterminato senza il pagamento dello stipendio (che, di fatto, ha quasi lo stesso effetto). 

Oggi, è stata resa inoltre nota la sentenza del tribunale di Venezia del 4 giugno pronunciatasi in merito alla possibilità di sospendere il lavoratore che non vuole indossare la mascherina sul luogo di lavoro. Secondo i giudici veneti, l’utilizzo della mascherina in azienda – o comunque nei luoghi ove ci sono altre persone – costituisce una misura di sicurezza e di igiene imposta dalla diffusione della pandemia. Ne consegue che l’inottemperanza del lavoratore all’ordine del datore di lavoro di indossare la mascherina nel corso di una riunione costituisce inadempimento sanzionabile con la sospensione dal lavoro e dalla retribuzione.

I due esempi appena riportati ci pongono dinanzi a due diversi comportamenti – l’omessa vaccinazione e il rifiuto della mascherina – che, seppur di portata diversa tra loro – sono stati sanzionati allo stesso modo. Ed anche se il primo caso non ha ancora trovato avallo in un’aula di tribunale c’è da scommettere che, fin quando la campagna di vaccinazione non sarà ultimata, avremo a che fare con ulteriori problematiche di questo tipo.

Secondo il tribunale di Venezia, il datore di lavoro, quale garante dell’obbligo di tutela della salute dei dipendenti nei luoghi di lavoro, è tenuto ad adottare tutte le misure dirette a prevenire il diffondersi dell’epidemia da Coronavirus. Ed anche qui il richiamo – seppur velato – è sempre all’articolo 2087 del Codice civile.

Il giudice evidenzia che, con il protocollo condiviso Governo/parti sociali del 24 aprile 2020 tra le misure espressamente previste per contrastare la diffusione del Covid-19 era ricompresa la fornitura di mascherine ai lavoratori, con l’obbligo di indossarle ove non potesse essere assicurata la distanza interpersonale di almeno un metro.

Peraltro, il decreto legge Cura Italia ha equiparato l’infezione da Covid-19 in occasione di lavoro a un infortunio, così confermandosi, ad avviso del giudice veneziano, la natura spiccatamente antinfortunistica di tutte le misure, inclusa la mascherina, introdotte durante l’emergenza pandemica per evitare la diffusione del contagio nei luoghi di lavoro. 

In questo contesto, non è giustificabile la pretesa del dipendente di non indossare la mascherina sul luogo di lavoro, in quanto non si tratta di una misura irragionevole, né eccessivamente gravosa. Di fronte alla «situazione tragica» cui la pandemia da Covid-19 ha costretto «il Paese e il mondo intero», l’imposizione della mascherina nei luoghi di lavoro deve prevalere rispetto ad esigenze riconducibili alla libertà individuale.

Ricordiamo peraltro che, con il protocollo del 6 aprile 2021 – adottato dopo i fatti di causa decisi dal tribunale di Venezia – l’utilizzo della mascherina sui luoghi di lavoro è divenuto obbligatorio a prescindere dalla distanza interpersonale di un metro. La sentenza resta, tuttavia, molto attuale proprio perché il medesimo principio può essere esteso nei confronti dei lavoratori no vax: principio pienamente coerente con gli obblighi antinfortunistici che incombono sul datore di lavoro. 



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5 Commenti

  1. A mio parere, è giusto che si indossi la mascherina sul luogo di lavoro, a prescindere dal vaccino. Ora, toglieranno l’obbligo della mascherina all’aperto, ma non dimentichiamoci che il rischio di beccarsi le varianti è molto alto e, sebbene una persona sia vaccinata può prendersi il virus e contagiare chi ancora non è vaccinato. Insomma, bisogna stare attenti e sul luogo di lavoro in cui si è a costante contatto con altri colleghi o clienti è giusto indossare il dispositivo di protezione personale

  2. Non possono obbligare le persone a farsi il vaccino. Io non voglio farmi iniettare un preparato che hanno realizzato in brevissimo tempo e non si sa che effetti può farmi nel lungo periodo. Non dobbiamo comportarci come dei pecoroni e credere a tutto ciò che ci dicono. Cosa ne sappiamo cosa c’è in questi vaccini. Ve lo siete chiesti? Qui, ci dicono che l’unica soluzione utile per il covid è il vaccino. Ma hanno sperimentato altri medicinali? Perché non formulano un farmaco per guarire dal Covid-19? Perché non conviene alle casa farmaceutiche che ci stanno guadagnando talmente tanti soldi che non possiamo immaginarlo. E loro mettono anche in conto che qualcuno possa fargli causa perché ci lascia le penne

  3. Finché mi dicono che devo mettermi mascherina, copricapo, guanti, e igienizzarmi costantemente, non c’è alcun problema, ma se vengono a dirmi che devo necessariamente vaccinarmi mettendo a mio parere a rischio la mia salute, allora io vedrei un attimo come tutelarmi perché sinceramente non devo sentirmi costretto a sottopormi ad un trattamento sanitario che media e dottoroni stanno promuovendo come l’unica soluzione al Covid. Per carità, tanta gente ha perso la vita e questa pandemia ha distrutto tutti noi, ha causato crisi, morti e perdite, però non possono far passare il vaccino come la soluzione a tutti i mali

  4. Credo che la gente prima di parlare debba farsi un’analisi di coscienza e rendersi conto che ciò che scrive può essere letto da un sacco di persone e che non bisogna divulgare fake news. Detto ciò, cari no vax, mi riferisco a tutti voi, dovete smetterla di creare allarmismi e di diffondere notizie false mettendo ansia e divulgando il panico tra la gente. Ognuno fa ciò che ritiene più opportuno, ma finitela di diffondere idee complottistiche. Nessuno vuole iniettarvi il microchip con il vaccino, nessuno vuole controllarvi. Ricordate che farvi vaccinare è un atto di responsabilità e serve a proteggere voi stessi ed i vostri cari. Ovviamente, ognuno è libero di pensarla come vuole, ma ha il dovere di mantenere un certo profilo basso sui social e sulle pagine in cui si affrontano certi argomenti per evitare di influenzare la gente con idee sciocche e infondate!

  5. Caro Raffaello, esiste la libertà di manifestazione del pensiero. Quindi, se io ritengo che non sia corretto l’obbligo del vaccino sul posto di lavoro, sono libero di spiegare il mio ragionamento che si ricollega ad un pericolo per la salute e alla tutela del mio benessere psicofisico.

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