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Attività informatore scientifico farmaco: Cassazione e ultime sentenze

11 Settembre 2021
Attività informatore scientifico farmaco: Cassazione e ultime sentenze

Ccnl chimico farmaceutico; periodo di prova; qualifica di lavoratore subordinato; informazione scientifica del farmaco.

Attività di informatore medico-scientifico: differisce dall’attività dell’agente?

L’attività del propagandista di medicinali (definito anche propagandista scientifico o informatore medico-scientifico), che può svolgersi sia nell’ambito del rapporto di lavoro autonomo che in quello del rapporto di lavoro subordinato, consiste nel persuadere la potenziale clientela dell’opportunità dell’acquisto, informandola del prodotto e delle sue caratteristiche, ma senza promuovere (se non in via del tutto marginale) la conclusione di contratti. Dall’anzidetta attività differisce quella dell’agente, il quale, nell’ambito di un’obbligazione non di mezzi ma di risultato, deve altresì pervenire alla promozione della conclusione dei contratti, essendo a questi direttamente connesso e commisurato il proprio compenso.

Cassazione civile sez. lav., 16/04/2021, n.10158

Informatore scientifico del farmaco: messa in cassa integrazione a zero ore

È illegittimo il provvedimento di messa in cassa integrazione a zero ore di un lavoratore dipendente con mansioni di informatore scientifico del farmaco se, nell’ambito della procedura di consultazione sindacale, l’azienda ha formalizzato la necessità di sopprimere una la linea prodotto sulla quale è adibito il dipendente interessato alla sospensione, salvo poi procedere ad una mera riorganizzazione delle proprie linee prodotti anche mediante l’accorpamento di più business unit in altre preesistenti o di nuova costituzione, in quanto tale riorganizzazione non può essere equiparata ad una vera e propria soppressione.

Corte appello Roma sez. lav., 24/07/2019, n.2459

Visite periodiche di informazione presso gli ospedali

Le schede cartacee per il monitoraggio dell’utilizzo dei medicinali temporaneamente sostitutive di quelle approntate dall’Amministrazione sui siti istituzionali in ragione di un malfunzionamento del preposto sistema informatico, laddove contengano informazioni sui medicinali, siano state utilizzate da parte degli informatori scientifici in occasione delle visite periodiche di informazione presso gli ospedali e risultino difformi rispetto a quelle originariamente autorizzate dall’Aifa – seppur marginalmente ai fini della valutazione delle caratteristiche del farmaco – devono ritenersi pienamente assoggettate alla disciplina di cui agli artt. 113 ss. d.lg. n. 219/2006 (Codice del farmaco), relativi alla pubblicità dei medicinali.

Tribunale Milano sez. I, 13/11/2019, n.10325

Schede cartacee per il monitoraggio dell’utilizzo dei medicinali

Le schede cartacee per il monitoraggio dell’utilizzo dei medicinali temporaneamente sostitutive di quelle approntate dall’Amministrazione sui siti istituzionali in ragione di un malfunzionamento del preposto sistema informatico, laddove contengano informazioni sui medicinali, siano state utilizzate da parte degli informatori scientifici in occasione delle visite periodiche di informazione presso gli ospedali e risultino difformi rispetto a quelle originariamente autorizzate dall’Aifa – seppur marginalmente ai fini della valutazione delle caratteristiche del farmaco – devono ritenersi pienamente assoggettate alla disciplina di cui agli artt. 113 ss. d.lg. n. 219/2006 (Codice del farmaco), relativi alla pubblicità dei medicinali.

Tribunale Milano sez. I, 13/11/2019, n.10325

Qualificazione del rapporto di lavoro

Il nomen juris che le parti attribuiscono al rapporto di lavoro non è determinante per la sua qualificazione giuridica. La volontà dei contraenti costituisce un punto di riferimento nella valutazione del giudice, dal quale egli si può discostare a fronte di plurimi e univoci indici che facciano emergere una realtà diversa da quella descritta nel contratto. È compatibile con il contratto di procacciamento d’affari la clausola che preveda un compenso minimo in favore del lavoratore.

Corte appello Milano sez. lav., 15/03/2017, n.1281

Informatore medico-scientifico: giusta causa di licenziamento

Sussiste la giusta causa del licenziamento quando viene compromessa in modo irreversibile la fiducia nella correttezza dello svolgimento delle mansioni affidate al dipendente (nella specie il dipendente era un informatore medico-scientifico e non ha mai effettuato visite ed interviste ai medici, diversamente da quanto dichiarato dallo stesso) costituente un atteggiamento superficiale ed irresponsabile nell’esecuzione delle mansioni affidategli e costituisce grave inadempimento delle obbligazioni gravanti sullo stesso.

Tribunale Castrovillari sez. lav., 30/11/2016

Attività informatore scientifico del farmaco

L’attività di informazione scientifica del farmaco ben può essere svolta tanto da agenti quanto da lavoratori dipendenti della società farmaceutica, in quanto ciò che rileva, al fine di qualificare un rapporto come di lavoro dipendente, è la prova dell’effettivo assoggettamento dell’informatore scientifico al potere direttivo e di controllo da parte della società, mentre il solo fatto che l’agente debba conformare la propria attività, tra l’altro, alle prescrizioni del codice del farmaco, di per sé non è dirimente per far ritenere che il contratto di agenzia non sia legittimo.

Tribunale Milano sez. lav., 30/12/2015

Prescrizione farmaci in cambio di corrispettivi versati dall’informatore

Va condannato al risarcimento del danno erariale, oltre che del danno all’immagine e del danno da disservizio, in solido con i farmacisti, il medico di famiglia che abbia prescritto dei farmaci non già in base alle esigenze terapeutiche effettive dei pazienti, ma in cambio di corrispettivi versatigli dall’informatore, mediante emissione di ricette false, poi consegnate direttamente dall’informatore ad alcuni farmacisti consapevoli del fatto corruttivo, che così smaltivano le giacenze presenti in farmacia, in ragione del patto esplicito che il medico avrebbe prescritto proprio quei farmaci.

Corte Conti, (Puglia) sez. reg. giurisd., 30/04/2015, n.258

Informatore scientifico del farmaco: è lavoro subordinato?

Deve riconoscersi la qualifica di lavoratore subordinato all’informatore scientifico del farmaco che, nello svolgimento della propria attività, renda conto del proprio operato ad un capo area e non ponga, invece, in essere alcuna attività di procacciamento di affari, tipica dell’agente, e ciò a prescindere dalla qualificazione formale del rapporto – come contratto di agenzia – convenuta dalle parti.

Cassazione civile sez. lav., 15/09/2014, n.19394

Falso informatore scientifico e reato di ricettazione

Si ravvisa la sussistenza del dolo necessario ad integrare il reato di ricettazione di cui all’art. 648 c.p. nella condotta del soggetto che abbia effettuato attività di intermediazione tra un vettore di specialità medicinali ed un falso informatore scientifico nel contesto di una fitta rete di rapporti illeciti finalizzati al commercio al di fuori dei canali legali di farmaci provento di furto, attività dimostrata dal sequestro di corrispondenza e di una contabilità informale rappresentata da elenchi di farmaci e listini prezzi idonei a comprovare in stabilità del consesso criminoso, nonché in consapevolezza dell’illegalità del triangolo commerciale.

Corte di Cassazione, Sezione 2, Penale, sentenza, 29 maggio 2014, n. 22159

Trasferimento informatore scientifico del farmaco

È legittimo il trasferimento ad altra zona di un informatore scientifico del farmaco laddove sussistano comprovate ragioni organizzative e produttive idonee a supportare l’assegnazione al dipendente di una zona diversa da quella inizialmente coperta, fermo restando che il controllo giurisdizionale delle ragioni tecniche, organizzative e produttive che legittimano il trasferimento deve essere diretto ad accertare la corrispondenza tra il provvedimento adottato dal datore di lavoro e le finalità tipiche dell’impresa ma, trovando un preciso limite nel principio di libertà dell’iniziativa economica privata garantita dall’art. 41 cost., non può essere dilatato fino a comprendere il merito della scelta operata dall’imprenditore. Scelta che, in caso di trasferimento del dipendente, non deve assumere necessariamente il carattere dell’inevitabilità, essendo sufficiente che il trasferimento concreti una delle possibili scelte, tutte ragionevoli, che il datore di lavoro può adottare sul piano tecnico, organizzativo e produttivo.

Cassazione civile sez. lav., 25/10/2013, n.24189

Dipendenza aziendale: nozione

La nozione di “dipendenza aziendale alla quale è addetto il lavoratore”, utile ai fini del radicamento della competenza territoriale ai sensi dell’art. 413 c.p.c., va intesa in senso lato, potendo pertanto ricomprendere anche la residenza del lavoratore, quando questi svolga l’attività lavorativa in tale luogo, utilizzando un complesso di dotazioni aziendali destinate all’attività lavorativa.

(Nella specie, la Suprema Corte ha ravvisato una vera e propria dipendenza aziendale nell’abitazione del lavoratore, informatore scientifico del farmaco, ove questi vi svolgeva l’attività lavorativa avvalendosi di strumenti destinati all’attività aziendale, come un computer collegato con l’azienda, una stampante e la linea Adsl).

Cassazione civile sez. lav., 24/11/2011, n.24823

L’espletamento della prestazione lavorativa

Ai fini della competenza territoriale nelle controversie di lavoro, la nozione di “dipendenza” alla quale è stato od è addetto il lavoratore – richiamata dall’art. 413, comma 2, c.p.c., per l’ipotesi del rapporto di lavoro subordinato privato – deve essere interpretata in modo conforme al principio di eguaglianza sancito dall’art. 3, cost., tenendo conto, come termini di comparazione, del criterio del domicilio (previsto dal successivo comma 4 per i rapporti di agenzia e di parasubordinazione) e del criterio della sede di lavoro (contemplato dal comma 5 della medesima disposizione per i rapporti di lavoro pubblico), e, pertanto, comprensivo anche dell’abitazione del dipendente che si configuri come un’elementare terminazione dell’impresa, costituita da un minimo di beni aziendali necessari per l’espletamento della prestazione lavorativa (quali, nella fattispecie, il computer, la modulistica, il materiale pubblicitario nonché i “campioni” di medicinali utilizzati dal medesimo dipendente per lo svolgimento, in posizione di subordinazione, dell’attività di informatore scientifico del farmaco).

Tribunale Bari sez. lav., 23/06/2009

Organizzazione incontro con gli informatori scientifici del farmaco

Rientra nel potere organizzatorio di ogni Asl individuare i locali idonei e le fasce orarie nell’ambito dei quali consentire l’incontro con gli informatori scientifici del farmaco all’interno delle proprie strutture, soprattutto laddove è l’organo regionale del servizio sanitario a fissare i requisiti di minima, a sua volta, all’interno dei criteri e dei principi della normativa statale.

T.A.R. Catanzaro, (Calabria) sez. I, 10/07/2007, n.977

Congressi e convegni scientifici

La deducibilità delle spese per congressi e convegni scientifici sussiste quando esiste realmente il requisito di finalità di rilevante interesse scientifico o tra visite di gruppo in riunioni in ambito strettamente locale, con presentazione di un informatore scientifico a una platea ristretta di medici con illustrazione delle caratteristiche del prodotto. (1)

(1) – Il contrasto tra le parti atteneva all’inquadramento dei cosiddetti mini meeting tra i congressi e i convegni scientifici, la cui deducibilità delle relative spese può esserci soltanto quando sussiste il requisito di finalità di rilevante interesse scientifico, o tra visite di gruppo in riunioni strettamente locali, con presentazione, da parte di un informatore scientifico a una platea ristretta di medici, del prodotto con illustrazioni delle sue caratteristiche. L’ufficio non contestava il carattere e la modalità di queste riunioni. I giudici, richiamandosi alla sentenza della Cassazione 25053/06 e alla dell’Agenzia 20 settembre 2002 n. 170586, hanno riconosciuto la deducibilità di tali spese. In relazione alla qualificazione delle spese sostenute dalle case farmaceutiche sono da considerare spese di pubblicità tutte le spese volte a rendere noto un farmaco presso la classe medica, anche attraverso l’organizzazione di riunioni e incontri di breve durata e con la partecipazione di un numero ristretto di specialisti. Mentre altre spese volte genericamente a promuovere l’immagine della casa farmaceutica non costituiscono spese di pubblicità, ma di rappresentanza. In base a tale principio donativi e omaggi, cene e pranzi a conclusione di riunioni di poche ore costituiscono una spesa inerente all’attività di impresa, ma sotto il profilo della valorizzazione dell’immagine della ditta nel suo insieme, e non della pubblicità dei prodotti (Cassazione 25053/06).

Commissione Tributaria regionale Lazio, Sezione 5, Sentenza, 12 aprile 2007, n. 54

Informatore scientifico del farmaco: periodo di prova

Il riferimento della previsione contrattuale collettiva, secondo la quale il periodo di prova degli informatori scientifici del farmaco che abbiano prestato la loro attività con tale qualifica per almeno un biennio presso altre aziende è di tre mesi, è da intendersi in termini di attività prestata nell’ambito della qualifica prevista dallo stesso contratto collettivo nazionale di lavoro e non può ricomprendere anche una collaborazione autonoma in precedenza svolta.

Nell’indicazione delle mansioni di informatore scientifico del farmaco è inequivoco il riferimento alla ben precisa posizione organizzativa regolata dal Ccnl e quindi alla descrizione nello stesso Ccnl del profilo nella posizione organizzativa di riferimento.

L’assenza di onere di motivazione e la discrezionalità di motivazione che incontra il solo limite dell’elusione di norme imperative per l’assunzione di categorie protette o per il licenziamento discriminatorio risulta da ultimo ribadita dalla sentenza della corte Costituzionale n. 541 del 4 dicembre 2000.

Corte d’Appello, Milano, Sentenza, 23 gennaio 2001



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