Diritto e Fisco | Articoli

Cosa fare quando un professore prende di mira un alunno?

23 Giugno 2021 | Autore:
Cosa fare quando un professore prende di mira un alunno?

Dalla richiesta di colloquio all’intervento dei genitori, dal coinvolgimento del dirigente scolastico a quello dell’ex Provveditorato. Fino alla denuncia.

Mai un permesso per potere andare in bagno durante la lezione. Mai un voto che valorizzi quanto di buono è stato fatto. Mai una risposta a un «buongiorno» in corridoio. Mai una volta che lasci passare un errore anche banale: verrà sottolineato davanti a tutta la classe. La vittima è sempre la stessa: lo studente che, chissà per quale motivo, non va a genio al prof. E il problema principale è proprio quello: che il ragazzo non sa il perché di quella situazione, diventata ormai pesante. Cosa fare quando un professore prende di mira un alunno? È il caso di rivolgersi subito alla direzione scolastica o ad un’autorità superiore?

In circostanze così, come del resto in tante altre, si direbbe che il dialogo sia fondamentale: parlarsi, tentare di capirsi per superare le distanze ed eventuali malintesi. Ma quando questo non porta da nessuna parte, per l’incapacità di stabilire un contatto o per la mancata volontà di ammettere il proprio errore, come bisogna reagire? Vediamo cosa dicono il buon senso e la legge.

I doveri del professore

Chi ha scelto di fare il professore non ha scelto, certamente, un mestiere semplice. Non c’è solo la parte didattica da assolvere, ma anche una parte educativa non indifferente. Che comprende, tra le altre cose, far capire ai propri alunni il senso del reciproco rispetto.

Oltre a quello dell’insegnamento, dunque, il professore ha il dovere di svolgere il suo compito con fedeltà, diligenza, buon andamento e imparzialità. Ecco, se tutti questi concetti sono importanti, quest’ultimo è quello che fa al caso nostro in questa sede: l’imparzialità. Significa che non è consentito ad un docente fare delle differenze tra i suoi alunni che non siano dettate dal loro reale rendimento. A parità di elaborato, per fare un esempio, uno non può prendere 9 e l’altro 5. Questo porterebbe a pensare che ce l’ha con l’alunno che ha preso il voto più basso senza un apparente motivo, cioè che l’ha preso di mira.

Alunno preso di mira: come reagire?

In un caso come quello appena citato, quando c’è una palese e continuativa condotta che fa pensare ad un alunno preso di mira dal professore, come reagire? La prima via da imboccare, come detto all’inizio, è quella del dialogo. Il ragazzo deve tentare di chiarire la situazione con il professore chiedendo un colloquio privato.

Se il docente non fosse disponibile, lo studente avrebbe il diritto di chiedere un colloquio con il dirigente scolastico per sottoporgli il problema e manifestare i punti di disaccordo, in particolare quelli in cui si ritiene che il professore abbia agito in mala fede. Può anche farlo – a suo rischio e pericolo – in maniera molto più formale, coinvolgendo nel colloquio anche il coordinatore di classe e un avvocato. Nel caso in cui l’incontro non dia il risultato atteso, l’allievo può decidere di fare causa, possibilmente dopo aver raccolto la disponibilità di qualche compagno di classe a testimoniare in tribunale.

Alunno preso di mira: cosa possono fare i genitori?

Prima di arrivare a tanto, cioè prima di finire davanti a un giudice, nel caso in cui lo studente non sia riuscito a chiarire personalmente perché è stato preso di mira dal professore, è opportuno che i genitori esercitino il loro diritto di chiedere un colloquio sia con il docente interessato sia – eventualmente – con il dirigente scolastico. Quest’ultimo, in seguito alla segnalazione dei genitori, può decidere di convocare il professore in separata sede o di organizzare un incontro chiarificatore tra il docente, l’alunno ed i genitori di quest’ultimo.

Alunno preso di mira: l’esposto all’Ufficio regionale

L’alunno che si ritiene preso di mira dal professore o, comunque, discriminato può presentare un esposto all’Ufficio regionale scolastico (Urs), ovvero quello che una volta si chiamava Provveditorato agli studi. Ne esiste uno in ogni capoluogo di provincia tranne in Val d’Aosta e in Trentino-Alto Adige, dove c’è una normativa diversa.

Tra i compiti dell’Urs, ci sono quelli di:

  • occuparsi dei programmi scolastici, dei libri di testo da adottare, dell’organizzazione didattica e degli insegnanti;
  • vigilare sulle scuole private paritarie e non paritarie;
  • assegnare alle istituzioni scolastiche le risorse finanziarie ed umane;
  • verificare l’efficienza delle istituzioni;
  • risolvere le controversie che possono sorgere nel sistema scolastico.

L’esposto può essere presentato in carta semplice dall’alunno maggiorenne o dai genitori di quello minorenne sulla base di un comportamento scorretto dell’insegnante e delle problematiche legate alle presunte discriminazioni subite. Al tal proposito, è necessario che lo studente descriva nel dettaglio l’atteggiamento del docente.

Alunno preso di mira: la causa in tribunale

Come detto, l’ultima spiaggia resta quella della causa in tribunale. L’alunno preso di mira dal professore (i suoi genitori se il ragazzo è minorenne) può fare causa al docente con l’accusa di abuso della propria autonomia professionale o, nei casi più gravi, per mobbing. In questa circostanza, occorrerà l’assistenza legale di un avvocato.

Nel caso in cui il giudice ritenesse che ci siano degli estremi validi a sostegno della denuncia dello studente, il professore rischia di essere sospeso dall’incarico. Se la condotta del docente fosse stata talmente grave da provocare un danno, lo studente avrebbe diritto al risarcimento purché riesca a provare (ad esempio, con un certificato medico) che c’è un nesso causale tra il danno ed il comportamento discriminatorio e psicologicamente violento dell’insegnante.



Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

6 Commenti

  1. Il mio insegnante alle scuole elementari mi sgridava sempre e mi tirava anche dei pugni sulla testa. Io per vergogna non dicevo nulla a casa, però crescendo poi sono venuto a sapere che era stato denunciato… Certi insegnanti possono causarti forti traumi consapevolmente e giocare sul fatto che certi bambini, studenti, sono più timidi e hanno difficoltà ad esternare anche il loro malessere

  2. Devo ammetterlo…Non sono mai stato uno studente modello. Ero abbastanza svogliato, ho attraversato quella che molti definiscono la cosiddetta crisi adolescenziale. Non davo molta importanza nell’apprendimento, ma pensavo a sciocchezze da ragazzini. Poi, dopo che mi hanno lasciato delle materie ed ho rischiato la bocciatura ho ricevuto una grossa umiliazione e un grande insegnamento al tempo stesso. Un professore mi ha “graziato” e non mi ha lasciato la materia, permettendomi di recuperare. Gli ho fatto una promessa e da quel momento no vi dico che chissà quale media avessi, ma ho iniziato a studiare per non farmi mettere i piedi in testa da nessuno

  3. A scuola puoi trovare insegnanti che ti formano veramente non solo dal punto di vista culturale, ma soprattutto dal punto di vista umano. E poi ci sono altri che sfogano le loro frustrazioni nel prendere di mira l’alunno che le sta più antipatico, che magari le ricorda il suo ex marito e puoi anche diventare il più diligente, che lei continuerà a trattarti come una mezza calzetta

  4. Sempre disponibile, sempre presente, prima della classe…E poi arriva il docente che approfitta dell’impegno per caricarti di ricerche e approfondimenti che poi spaccerà come suoi e che non ti citerà mai. Oppure, la docente che si mette a confronto con te che hai almeno 20 anni in meno e ti vede come una rivale e cerca conferma durante le spiegazioni… O docenti che ti prendono di mira scambiando la tua voglia di imparare per presunzione e si lasciano andare in frecciatine infelici, facendo ovviamente una magra figura di fronte al resto dell’aula che conoscendoti sa bene che si tratta solo di cattiverie gratuite e di un vano tentativo di smontare il tuo entusiasmo

  5. Gli insegnanti di mio figlio alle scuole elementari non avevano capito che il piccolo aveva dei disturbi specifici di apprendimento. In particolare, aveva discalculia. L’insegnante di matematica lo insultava gravemente. Lui mi ha confessato questi maltrattamenti alle superiori quando il suo professore mi ha parlato delle sue difficoltà ed aveva capito che nel suo caso bisognava ricorrere a degli strumenti dispensativi e compensativi per aiutarlo ad apprendere e a sostenere le prove acquisendo più facilmente le nozioni e accrescendo la sua autostima. Questa è stata una rivelazione per la nostra famiglia, così da quel momento lui ha visto i miglioramenti e, a distanza di tempo, direi a quell’insegnante che ha rovinato l’infanzia di mio figlio a scuola, ma grazie ad un insegnante davvero formato e intelligente mio figlio è riuscito a riprendere in mano la sua vita

  6. Non tutti sono portati a fare gli insegnati. C’è chi riesce ad essere imparziale e a comportarsi ugualmente con tutti. C’è chi, come al solito, esterna senza problemi antipatie e simpatie. Il problema è che quelle antipatie si traducono in comportamenti davvero assurdi che possono turbare fortemente il ragazzino con dispettucci e umiliazioni davanti ai compagni o agli altri docenti e questo può non solo incrinare il rapporto docente alunno ma incidere sullo sviluppo psicofisico del ragazzo

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube