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Quando un insegnante può denunciare un genitore? 

24 Giugno 2021 | Autore:
Quando un insegnante può denunciare un genitore? 

Cosa può fare un docente offeso o aggredito per tutelare i propri diritti. 

I contrasti nel mondo della scuola sono all’ordine del giorno: molte incomprensioni tra docenti e genitori degli alunni sfociano in veri e propri litigi. Talvolta, gli animi si scaldano e i toni diventano troppo accesi; le discussioni degenerano, le mani si alzano e gli insegnanti vengono offesi o, addirittura, aggrediti fisicamente. Sono episodi gravi, che non possono essere sottovalutati o lasciati cadere nel dimenticatoio, come se nulla fosse accaduto. 

Quando un insegnante può denunciare un genitore? In tutti i casi in cui è rimasto vittima di un reato da parte del genitore stesso, perché con la denuncia si instaura un procedimento penale. Il problema, però, è capire di che reato si tratta: ad esempio, un’offesa verbale costituisce ingiuria (che è stata depenalizzata) o rappresenta un oltraggio a pubblico ufficiale? Se il professore o maestro viene denigrato nella chat di gruppo da qualche mamma o papà, c’è diffamazione? L’intimidazione è reato? 

Per capire quando un insegnante può denunciare un genitore bisogna anche tenere presente che alcuni reati sono perseguibili d’ufficio e, perciò, è sufficiente sporgere denuncia; altri reati, invece, prevedono la procedibilità a querela di parte, che è soggetta a particolari condizioni e limiti di tempo. 

I reati in danno dei docenti: quali sono?

Il confine fra educazione e istruzione è molto labile: i genitori – che sono i principali destinatari del dovere educativo dei propri figli – non dovrebbero interferire con gli insegnanti per tutto ciò che concerne le metodologie didattiche, i sistemi di apprendimento e la misurazione dei risultati, con i punteggi dei voti e dei giudizi o gli esiti degli esami. La dialettica e il confronto sono, ovviamente, consentiti ed opportuni quando riguardano la personalità del bambino o del ragazzo e la sua evoluzione, in modo da far emergere eventuali problemi e adottare, a scuola e a casa, i comportamenti necessari. Proprio a tal fine sono stabiliti i colloqui periodici tra genitori e docenti ed anche contatti più frequenti in situazioni particolari. 

Purtroppo, però, queste basilari regole non vengono sempre rispettate e a volte sorgono contrasti accesi, in cui possono sorgere diverbi verbali o scontri fisici. I più frequenti reati che un genitore può commettere in danno dei docenti delle scuole di ogni ordine e grado, da quelle dell’infanzia sino alle superiori, sono: 

  • percosse lesioni personali: quando avviene un’aggressione fisica contro un insegnante, chi la compie è responsabile del delitto di lesioni personali [1], se dal fatto (un pugno, o schiaffo, una tirata di capelli, uno spintone, ecc.) deriva una malattia; se invece non lascia conseguenze fisiche o mentali, c’è il delitto di percosse [2];   
  • minaccia, violenza privata o estorsione: la minaccia è la prospettazione di un male ingiusto, dunque un’intimidazione [3]; la violenza privata [4] avviene quando, con la minaccia o la violenza, si costringe qualcuno a fare, tollerare o omettere qualcosa, ad esempio dire a un docente che la sua macchina sarà bruciata se non promuove l’alunno o se non copre le sue assenze ingiustificate; se l’azione illecita ha il fine di ottenere un ingiusto profitto, con correlativo danno altrui, il reato diventa quello di estorsione [5];
  • ingiuria o diffamazione: c’è ingiuria [6] quando una frase offensiva dell’onore o del decoro viene pronunciata in presenza del soggetto (questo reato è stato depenalizzato); se l’offesa è proferita in assenza del docente, il reato ravvisabile è quello di diffamazione [7], che si integra quando la comunicazione che lede la sua reputazione avviene con almeno due persone. La diffamazione può essere aggravata dall’attribuzione di un fatto determinato o dalla pubblicazione a mezzo stampa o con qualsiasi altro mezzo di pubblicità, come un post sui social o una conversazione in una chat di gruppo su WhatsApp; 
  • oltraggio a pubblico ufficiale: sorge questo reato quando l’offesa all’onore e alla reputazione è proferita contro un docente mentre è nell’esercizio delle sue funzioni ed avviene a causa di esse; inoltre, il fatto si deve verificare in un luogo pubblico o aperto al pubblico (come la classe, il corridoio o il cortile della scuola) e alla presenza di più persone. I docenti delle scuole pubbliche e di quelle private parificate sono pubblici ufficiali in quanto svolgono pubbliche funzioni: le lezioni, la tenuta del registro di classe, i colloqui con i genitori, le riunioni di valutazione, le sessioni d’esame. 

Reati contro i docenti: denuncia o querela?

I reati che abbiamo elencato hanno un diverso regime di procedibilità penale:

  • l’estorsione, la violenza privata e l’oltraggio a pubblico ufficiale sono perseguibili d’ufficio, dunque è sufficiente sporgere la denuncia per instaurare il procedimento penale;
  • le percosse, le lesioni personali, la minaccia e la diffamazione sono procedibili a querela di parte: se essa manca, il procedimento non potrà avviarsi o, se già intrapreso, non potrà pervenire ad una sentenza di condanna;
  • l’ingiuria dal 2016 non è più reato, ma si può agire in sede civile per ottenere il risarcimento del danno.

La denuncia è l’atto con il quale ogni persona porta a conoscenza dell’autorità (Procura della Repubblica, Polizia, Carabinieri) un fatto reato di cui ha avuto notizia; quindi, non è indispensabile che sia la persona offesa a sporgerla. Non è soggetta a termini per la sua proposizione, dunque può essere presentata in qualsiasi tempo, anche a notevole distanza dal momento di commissione del reato.

La querela si differenzia dalla denuncia perché, oltre all’esposizione dei fatti, deve contenere anche l’espressa richiesta di punizione del colpevole. Il termine utile per sporgerla è di tre mesi dalla data del fatto, o di quella successiva in cui la persona offesa ne è venuta a conoscenza (ad esempio, una diffamazione appresa dopo un certo tempo).

Con la proposizione della denuncia o della querela si instaura un procedimento penale a carico del genitore che ha commesso l’illecito; nel processo, il docente danneggiato potrà costituirsi parte civile per ottenere il risarcimento del danno, compreso quello morale. Leggi anche l’articolo “Professore può denunciare alunno?“.


note

[1] Art. 582 Cod. pen.

[2] Art. 581 Cod. pen.

[3] Art. 612 Cod. pen.

[4] Art. 610 Cod. pen.

[5] Art. 629 Cod. pen.

[6] Art. 594 Cod. pen.

[7] Art. 595 Cod. pen.

[8] Art. 341 bis Cod. pen.


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