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Cosa rischia un consumatore di droga?

26 Settembre 2021 | Autore:
Cosa rischia un consumatore di droga?

Assunzione, detenzione e coltivazione di sostanze stupefacenti: quali sono le sanzioni amministrative per chi non commette reato?

Avete mai visto qualcuno fumare tranquillamente in strada uno spinello o assumere altro tipo di stupefacente senza farsi alcun tipo di problema? Vi sarà pure capitato, ma solo eccezionalmente. Ciò perché, in Italia, anche il consumo personale di droga è illegale, sebbene non costituisca reato. Fatte salve alcune eccezioni, il nostro ordinamento giuridico sanziona tutto ciò che ha a che fare con la droga. La differenza sta nella natura di queste punizioni: per le condotte più gravi, quelle costituenti reato, la legge prevede la reclusione; per le altre, invece, si rischia “solamente” una sanzione amministrativa. Cosa rischia un consumatore di droga?

È chiaro che con il presente articolo ci concentreremo solamente sulle conseguenze giuridiche dell’assunzione di droga. Come anticipato, il semplice uso personale di sostanze stupefacenti costituisce un illecito, anche se non si dà luogo a spaccio. Anche essere trovati con della droga costituisce un’infrazione: ogni tipo di detenzione è vietata, e chi ha con sé dello stupefacente rischia un’incriminazione per spaccio se si tratta di quantitativo ingente, magari accompagnato dai classici strumenti della cessione (bilancino elettronico, coltellino, contenitori per il trasporto, ecc.). Insomma: la legge non scherza affatto quando si parla di sostanze stupefacenti. Cosa rischia un consumatore di droga? Scopriamolo insieme.

Droga: quando c’è consumo personale?

Come ricordato in apertura, il consumo personale di droga non costituisce reato. Chi decide di assumere sostanze stupefacenti per conto proprio, dunque, non rischia il carcere, ma solo una sanzione amministrativa.

Quando c’è consumo personale di droga? Quand’è che una persona, trovata in possesso di stupefacente, può discolparsi affermando che la sostanza è esclusivamente per uso personale?

Ci sono vari elementi che inducono a ritenere che la droga rinvenuta sia solo per consumo personale:

  • innanzitutto, un quantitativo modesto induce a ritenere che la sostanza stupefacente sia esclusivamente per uso proprio;
  • in secondo luogo, l’assenza di strumenti tipicamente utilizzati per lo spaccio (coltelli, bilancini, carta stagnola da usare come involucro, ecc.) può far concludere per l’uso solo personale della droga;
  • anche l’assenza di importanti somme di denaro al momento e/o nel luogo di rinvenimento della droga induce a ritenere che non ci sia attività di spaccio in corso.

Insomma: per capire se la droga è destinata all’uso personale bisogna guardare al quantitativo e alle modalità del possesso, così come specificato anche nell’articolo “Droga uso personale: sanzioni“.

Coltivazione di droga: quand’è per uso personale?

Quanto detto nel precedente paragrafo vale in un certo senso anche per la coltivazione di droga. Coltivare sostanze stupefacenti è sempre reato, salvo che ricorrano le seguenti condizioni:

  • le piantine siano in numero esiguo;
  • la sostanza drogante ricavabile dalla coltura sia minima;
  • la coltivazione avvenga con tecniche rudimentali.

Insomma: chi viene sorpreso a prendersi cura di una coltivazione domestica di droga (tipo marijuana) può evitare il reato se ricorrono gli elementi sopra indicati.

Al contrario, se la coltivazione di sostanze stupefacenti avviene in maniera professionale (ad esempio, avvalendosi di una serra o di altre tecniche proprie di chi sappia coltivare) allora l’incriminazione è assicurata.

Consumo di gruppo: è reato?

Anche il consumo di gruppo di sostanze stupefacenti non è punibile con la reclusione ma solo con sanzioni di tipo amministrativo, purché ricorrano queste condizioni:

  • l’acquisto della droga sia fatto contemporaneamente da tutti coloro che, poi, decidono di consumare lo stupefacente;
  • se l’acquisto è effettuato da una sola persona, questa agisca come mandatario di altri che lo hanno delegato alla compera, sempreché lo stupefacente sia poi ceduto effettivamente a coloro che avevano conferito il “mandato ad acquistare”.

In pratica, il consumo di gruppo è equiparato al consumo personale se, sin dal momento dell’acquisto, sono noti i soggetti che faranno uso della droga.

Consumatore di droga: cosa rischia?

Ciò spiegato, vediamo cosa rischia il consumatore di droga.

Come anticipato, chi assume sostanze stupefacenti non commette reato; la sua condotta, però, rappresentando ugualmente un illecito, è punita sotto il profilo amministrativo con le seguenti sanzioni:

  • sospensione della patente di guida, del certificato di abilitazione professionale per la guida di motoveicoli e del certificato di idoneità alla guida di ciclomotori;
  • sospensione della licenza di porto d’armi o divieto di conseguirla;
  • sospensione del passaporto e di ogni altro documento equipollente o divieto di conseguirli;
  • sospensione del permesso di soggiorno per motivi di turismo o divieto di conseguirlo se cittadino extracomunitario [1].

Se il consumatore di droga non è in possesso di questi titoli, la sanzione si converte nel divieto di conseguirli (per un periodo fino a tre anni, nel caso di patente di guida).

Le sanzioni sono applicate per un periodo da due mesi a un anno, nel caso di droghe pesanti (cocaina, ecc.), mentre da uno a tre mesi, nell’ipotesi di droghe leggere (cannabis, ecc.).

Ovviamente, il quantitativo di droga trovato dalle forze dell’ordine verrà sequestrato e inviato in laboratorio per l’analisi del tipo di sostanza.

Il verbale redatto dalle autorità è comunicato il prima possibile al Prefetto, il quale decide quale sanzione amministrativa adottare.

Il Prefetto può ordinare al consumatore di droga di sottoporsi a un programma terapeutico e socio-riabilitativo personalizzato in relazione alle proprie specifiche esigenze.

Se l’interessato si sottopone, con esito positivo, al percorso di recupero, il prefetto adotta il provvedimento di revoca delle sanzioni, dandone comunicazione al questore e al giudice di pace competente.

Nel caso di particolare tenuità della violazione, se ricorrono elementi tali da far presumere che la persona si asterrà, per il futuro, dal commettere nuovamente l’illecito, in luogo della sanzione, e limitatamente alla prima volta, il prefetto può definire il procedimento con il formale invito a non fare più uso delle sostanze stesse, avvertendo il soggetto delle conseguenze a suo danno.

Insomma: se il prefetto ritiene che il consumo di droga sia stato casuale, allora può “perdonare” la persona colta con lo stupefacente e limitarsi a un ammonimento.

Consumatore di droga minorenne: cosa rischia?

Le stesse sanzioni elencate nel precedente paragrafo si applicano anche al consumatore di droga che non ha ancora compiuto i diciotto anni. In questo caso, però, il prefetto, qualora ciò non contrasti con le esigenze educative del minore, convoca i genitori o chi ne esercita la potestà, illustrando loro l’illecito commesso e proponendo il programma terapeutico sopra illustrato.


note

[1] Art. 75, d.P.R. n. 309/90.

Autore immagine: pixabay.com


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1 Commento

  1. Sarebbe utile una precisazione, non giuridica ma letteralmente di sostanza: in Italia è illegale consumare droghe illegali. Detto in altre parole: alcol (vino, birra, etc), tabacco, caffè, per citare le tre più diffuse, sono droghe. È un dato scientifico indiscutibile. Evidentemente in Italia non è vietato consumarle in pubblico, a meno di certe restrizioni.

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