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Sussidi: quali spettano a prescindere dal reddito?

26 Settembre 2021 | Autore:
Sussidi: quali spettano a prescindere dal reddito?

Indennità di accompagnamento, bonus bebè, bonus mamma domani, pensione per i talassemici, disoccupazione: prestazioni di assistenza senza limiti di reddito.

Normalmente, le prestazioni di assistenza sono riconosciute al cittadino che si trova in una situazione economica difficile. In alcune ipotesi, però, è possibile beneficiare di trattamenti assistenziali senza soddisfare particolari requisiti economici: quali sussidi spettano a prescindere dal reddito?

Tra i sussidi che sono riconosciuti a prescindere dalle condizioni economiche vi sono l’indennità di accompagnamento, la pensione per i talassemici, il premio nascita, o bonus mamma domani, il bonus bebè (nella sola misura minima, mentre per l’incremento economico è richiesto un Isee non superiore a determinate soglie) ed il buono nido.

La carta famiglia, le detrazioni per figli e familiari a carico ed il bonus famiglie numerose, anche se spettano a prescindere dal reddito (le detrazioni per i figli a carico sono però modulate sulla base del reddito), non consistono in veri e propri aiuti, ma in agevolazioni: la carta famiglia, in particolare, consente di ottenere importanti sconti su beni e servizi, mentre le detrazioni ed il cosiddetto bonus famiglie numerose consistono in importi che si possono sottrarre dall’Irpef dovuta.

Per quanto riguarda le indennità di disoccupazione (Naspi, Dis-coll…), non si tratta di veri e propri sussidi, ma di prestazioni di previdenza, che spettano non a tutti i cittadini, ma soltanto ai lavoratori, subordinati o parasubordinati, assicurati presso l’Inps per la disoccupazione. Inoltre, per l’erogazione delle indennità è necessario percepire redditi di lavoro non superiori a determinate soglie: queste prestazioni economiche, dunque, dipendono in parte dal reddito prodotto.

Lo stesso vale in relazione all’assegno ordinario di invalidità, alla pensione per inabilità al lavoro ed alle pensioni speciali per invalidità e inabilità: innanzitutto, non si tratta di prestazioni di assistenza, ma di previdenza, in quanto sono erogate non solo sulla base delle condizioni di salute dell’interessato, ma anche in rapporto alla contribuzione accreditata. Inoltre, la produzione di redditi di lavoro può determinare la riduzione o, a seconda delle ipotesi, la decadenza dal trattamento.

Ma procediamo con ordine e soffermiamoci sui sussidi: quali spettano a prescindere dal reddito? Vediamo.

Bonus bebè

Il bonus bebè, per i nati dal 1° gennaio al 31 dicembre 2020 e dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021, consiste in un contributo riconosciuto mensilmente ai genitori con figli minori di 1 anno. L’ammontare del bonus è pari a:

  • 80 euro mensili, per ogni figlio minore di un anno, per le famiglie il cui Isee superi 40mila euro; non sono dunque previsti requisiti massimi di reddito per il diritto al bonus bebè da 80 euro;
  • 120 euro, per ogni figlio minore di un anno, per le famiglie il cui Isee superi i 7mila euro ma non superi 40mila euro;
  • 160 euro, per ogni figlio minore di un anno, per le famiglie il cui Isee non superi 7mila euro.

Per ogni figlio successivo al primo, il bonus è maggiorato del 20%; il bonus bebè per il secondo figlio ammonta dunque a:

  • 96 euro mensili, per ogni figlio minore di un anno, per le famiglie il cui Isee superi 40mila euro; non sono dunque previsti requisiti massimi di reddito per il diritto al bonus bebè da 96 euro per il secondo figlio;
  • 144 euro, per ogni figlio minore di un anno, per le famiglie il cui Isee superi i 7mila euro ma non supererà 40mila euro;
  • 192 euro mensili, per ogni figlio minore di un anno, per le famiglie il cui Isee non superi 7mila euro.

I requisiti per i genitori beneficiari del bonus bebè restano gli stessi, ad esclusione delle soglie di reddito Isee:

  • cittadinanza italiana, di uno Stato europeo o di uno Stato extraeuropeo con regolare permesso di soggiorno;
  • residenza in Italia;
  • convivenza con il figlio;
  • nucleo familiare in possesso di una dichiarazione Isee in corso di validità, ai fini di stabilire la misura del bonus spettante; la validità della dichiarazione Isee, per il 2020 e 2021, è dal 1° gennaio al 31 dicembre.

Anche per il 2020, l’incentivo è corrisposto, sotto forma di assegno, a partire dal giorno di nascita o di ingresso del figlio nella famiglia (in caso di adozione o di affido preadottivo) e fino al compimento del primo anno di età o al primo anno dall’ingresso nel nucleo (o, se precedente, al compimento della maggiore età).

Per saperne di più, leggi: Bonus bebè 2021.

Bonus mamma domani

Il bonus mamma domani, o premio alla nascita, è un contributo di 800 euro corrisposto in un’unica soluzione dall’Inps, per la nascita, l’adozione o l’affidamento preadottivo di un minore. Il premio spetta, su domanda della madre, a partire dal compimento del settimo mese di gravidanza: non sono previsti requisiti di reddito per il diritto al beneficio; inoltre, il bonus non concorre alla formazione del reddito.

In caso di parto gemellare (o adozione o affidamento di più minori), la prestazione è riconosciuta per ciascun figlio.

Per approfondire, leggi: “Bonus mamma domani“.

Bonus nido

Il bonus nido, o buono nido, è un contributo erogato dall’Inps per il pagamento delle rette relative alla frequenza di asili nido pubblici e privati; il beneficio è rivolto ai genitori di figli nati, adottati o affidati fino a tre anni d’età (compiuti nel periodo tra gennaio e agosto 2021). Questo sussidio serve anche per garantire forme di assistenza domiciliare in favore di bambini con meno di tre anni affetti da gravi patologie croniche.

Il buono nido ammonta a [1]:

  • 3.000 euro annui, 272,73 euro al mese per 11 mensilità, per i nuclei familiari con Isee fino a 25.000 euro;
  • 2.500 euro annui, 227,27 euro al mese per 11 mensilità, per le famiglie con Isee da 25.001 euro fino a 40.000 euro;
  • 1.500 euro annui, 136,36 euro al mese per 11 mensilità, per le famiglie con Isee superiore a 40.000 euro, o in assenza di Isee; non sono dunque previsti i requisiti massimi di reddito per il diritto al bonus nido da 1.500 euro.

Il buono nido è incompatibile con la detrazione fiscale spettante per le spese per la frequenza dell’asilo nido. Per approfondire, leggi l’articolo sul Bonus nido.

Indennità di accompagnamento

L’indennità di accompagnamento, o accompagno, che spetta agli invalidi al 100% non in grado di compiere gli atti quotidiani della vita o di camminare senza l’aiuto di un accompagnatore, per il 2021 è pari a 522,10 euro. Non ci sono limiti di reddito per averne diritto.

Il beneficio economico è riconosciuto per 12 mensilità (non si ha diritto alla tredicesima): l’importo annuale ammonta dunque a 6.265,20 euro.

Pensione per i talassemici

Per gli affetti da talassemia major e depranocitosi, l’indennità mensile spettante prevista per il 2021, in base alla perequazione allo 0,5%, è pari a 515,58 euro: per la prestazione non sono disposti limiti di reddito.


note

[1] Inps messaggio 802/2021.


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