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Mutuo usurario: per il calcolo, gli interessi di mora si sommano al Taeg

13 Maggio 2014


Mutuo usurario: per il calcolo, gli interessi di mora si sommano al Taeg

> Diritto e Fisco Pubblicato il 13 Maggio 2014



Possibile ottenere dalla banca la restituzione delle maggiori somme versate con la rata: Cassazione e Consulta concordano, il tetto non può essere superato a qualsiasi titolo siano convenuti i frutti civili.

Per stabilire se gli interessi sul mutuo superano la soglia di usura e ottenere, così, dalla banca la restituzione delle illegittime maggiorazioni versate sulle singole rate, è necessario sommare gli interessi di mora al Taeg (Tasso effettivo globale). È questo l’orientamento che il Giudice di Pace di Domodossola ha espresso in una recentissima sentenza [1].

La giurisprudenza di legittimità della Corte di Cassazione, oltre che quella della Corte Costituzionale – si legge nella sentenza in commento – sono concordi nel ritenere che il tetto previsto dalla legge [2], e fissato dal decreto ministeriale ad hoc, non può essere superato a qualunque titolo risultino pattuiti gli interessi nel contratto fra banca e cliente.

Dunque, la banca può essere condannata a restituire le maggiori somme corrisposte dal cliente mutuatario a titolo di interessi, considerati illegittimi perché oltre il tasso dell’usura.

Il Taeg, ricorda il giudice di Pace, è un tasso virtuale che ricomprende: gli interessi; le spese di apertura della pratica di credito; le spese di incasso delle rate (se stabilite dal creditore); le spese per le assicurazioni imposte dal creditore intese ad assicurargli il rimborso del credito in caso di morte; invalidità, infermità o disoccupazione del debitore; il costo dell’attività di mediazione svolta da un terzo, se necessaria per l’ottenimento del credito; le altre spese contemplate dal contratto.

 

La vicenda

Nel contratto oggetto del giudizio in commento, il Taeg è indicato nella misura del 2,247 per cento, mentre gli interessi di mora scaturiscono dalla media mensile del tasso euribor 3 mesi divisore 360 maggiorata del 3,50 per cento su base annua: sommando il Taeg (2,247 per cento) al tasso di mora (3,50 per cento) il risultato di 5,747 per cento è ben superiore al tasso di 4,185 per cento indicato dal Dm 29.03.2011 (la percentuale di 4,185 per cento è ottenuta calcolando la percentuale di 2,79 aumentato della metà di cui al decreto ministeriale).

La giurisprudenza

La sentenza in commento richiama una precedente pronuncia della Cassazione di non molto tempo fa ove si sostiene che gli interessi di mora debbano essere tenuti in considerazione ai fini della valutazione del superamento o meno del tasso-soglia. Secondo la Suprema Corte, è sempre usurario il tasso praticato dalla banca sul mutuo ipotecario, anche quando il superamento della soglia di legge è legato solo alla maggiorazione dovuta agli interessi di mora. E ciò perché la legge [4] fa riferimento agli interessi “a qualunque titolo convenuti”.

Risulta invece irrilevante, per stabilire se gli interessi abbiano natura usuraria o meno, la finalità per la quale la banca concede il mutuo ipotecario al mutuatario (se, per esempio, per l’acquisto della prima casa).

note

[1] G.d.P. di Domodossola, sent. n. 88/2014.

[2] L. 108/96.

[3] Cass. sent. n. 350/13 del 9.01.2013. Cfr. anche C. Cost. sent. n. 29/2002.

[4] Art. 1, comma 1, del decreto legge 394/00.

Autore immagine: 123rf.com


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