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Cosa fare se non arriva per posta la tassa sui rifiuti Tari?

24 Giugno 2021
Cosa fare se non arriva per posta la tassa sui rifiuti Tari?

Può il Comune chiedere la Tari degli ultimi cinque anni in un’unica volta?

Un nostro lettore ci scrive per denunciare il comportamento del proprio Comune che, anziché esigere annualmente la tassa sui rifiuti (Tari), presenta un’unica richiesta per gli ultimi cinque anni, pochi giorni prima che si compia la prescrizione. Cosa fare se non arriva per posta la tassa sui rifiuti Tari? Cerchiamo di fare il punto della situazione partendo proprio dagli obblighi del contribuente e, poi, da quelli del Comune.

Come funziona la Tari?

La Tari è una di quelle imposte che vengono determinate su «autoliquidazione» ossia sulla base delle informazioni fornite dal contribuente al Comune relative all’immobile di proprietà. Il presupposto d’imposta quindi non varia di anno in anno. Il contribuente, in teoria, potrebbe già calcolare da sé l’importo della Tari conoscendo il regolamento comunale e le modalità di determinazione del tributo riportate proprio nel predetto regolamento.

Tuttavia, proprio per semplicità, è il Comune a inviare il bollettino per effettuare il pagamento, con l’indicazione dell’importo specifico. 

A volte, il Comune delega direttamente l’Agente per la riscossione esattoriale a notificare la cartella di pagamento per la riscossione della Tari, pur in assenza di una previa richiesta bonaria (in tal caso, addebitando al contribuente anche gli oneri di riscossione, comportamento quest’ultimo che desta più di un dubbio di legittimità).

Insomma, la Tari funziona come le quote condominiali: ciascuno è messo già in condizione di sapere quanto versare ma, per convenzione, attende che a chiedere il pagamento sia l’ente locale. 

Quando si paga la Tari?

La Tari va pagata una volta all’anno. I termini di scadenza per il pagamento Tari vengono determinati dal singolo Comune e, quindi, variano in base al regolamento locale. Non tutte le città fissano la medesima scadenza. A tal fine, sarà quindi bene informarsi presso il proprio Comune per sapere quando pagare la Tari. Di solito, tuttavia, è prevista la possibilità di un pagamento in due o più rate.

Che succede se il Comune non invia il bollettino Tari?

Il fatto che il Comune non invii il bollettino Tari non esonera il contribuente dal pagamento: questi infatti resta comunque obbligato ad effettuare, in via autonoma, il calcolo dell’imposta e a pagare l’importo tramite modello F24 in banca o presso qualsiasi ufficio postale.

L’obbligo di pagare la Tari permane per i cinque anni successivi a quello in cui l’imposta è dovuta. Tale infatti è il termine di prescrizione della Tari.

In buona sostanza, la Tari si prescrive in 5 anni e, pertanto, il Comune è ben legittimato a chiedere, anche in una sola volta, il versamento delle ultime cinque mensilità. Nel caso del lettore, quindi, per quanto il comportamento del Comune possa essere tacciato di scarsa collaborazione con le esigenze del cittadino, esso non può comunque ritenersi illegittimo.

Anzi, la richiesta di pagamento pochi giorni prima del compimento della prescrizione interrompe il decorso della stessa facendo sì che gli importi siano comunque dovuti. Si tenga a tal fine conto che, ai fini dell’interruzione dei termini di prescrizione, non conta la data in cui la richiesta di pagamento del Comune giunge al contribuente ma quando questa viene spedita, ossia consegnata all’ufficio postale: se tale data è anteriore al decorso del quinto anno, il tributo va versato.

Se invece il Comune dovesse chiedere un pagamento per annualità prescritte (perché pregresse agli ultimi cinque anni), il contribuente non è tenuto a pagare. Non gli basta però la semplice constatazione dell’illegittimità della pretesa per liberarsi dall’obbligo, dovendo piuttosto proporre ricorso al giudice tributario (la Commissione Tributaria Provinciale) affinché questi annulli la richiesta di pagamento o – a seconda dei casi – la cartella esattoriale. Diversamente l’imposta, per quanto caduta in prescrizione, andrà versata.

Cosa fare se non arriva per posta la tassa sui rifiuti Tari?

Se il contribuente volesse mettersi in regola prima che il Comune solleciti il pagamento e quindi alla scadenza dell’anno di maturazione della Tari, può sollecitare l’invio del bollettino di pagamento che ancora non ha ricevuto. A tal fine, dovrà inviare una raccomandata a.r. o una Pec (posta elettronica certificata) al Comune competente chiedendo l’invio del suddetto bollettino. A tal fine, basterà avvalersi anche dell’indirizzo Pec del proprio avvocato o commercialista qualora il contribuente non ne abbia uno.

Si tratterà cioè di inviare un sollecito per ottenere la corretta liquidazione dell’imposta da versare. L’interessato potrà altresì diffidare il Comune a inviare tali dati entro un termine prestabilito, esonerandosi – in caso contrario – dal versamento delle sanzioni dovute per la mora. 



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