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Lo sai che? Intercettazioni telefoniche: per evitarle è inutile procurarsi una scheda estera

Lo sai che? Pubblicato il 13 maggio 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 13 maggio 2014

Valida senza rogatoria l’intercettazione sul cellulare con utenza straniera se è utilizzato in Italia.

Per evitare le intercettazioni telefoniche da parte dalla magistratura italiana serve a poco procurarsi una scheda con un gestore estero. Infatti, il pubblico ministero che voglia disporre l’intercettazione nei confronti di un soggetto presente nel nostro territorio, non deve richiedere la cosiddetta rogatoria internazionale quando la conversazione passa attraverso il ponte telefonico italiano.

Pertanto, sono legittime le intercettazioni telefoniche di cellulari con gestori esteri che si avvalgono dei ponti telefonici italiani: se un’utenza straniera è in uso e il flusso delle comunicazioni avviene interamente in Italia, tale intercettazione è legittima senza necessità che si dia corso a una rogatoria internazionale.

Lo stop ai furbetti delle “vie traverse” per ostacolare le indagini è stato fissato ieri dalla Cassazione [1].

La vicenda

Nel caso di specie, il giudice ha ritenuto legittimo l’utilizzo delle intercettazioni telefoniche di utenze cellulari riconducibili a gestore di telefonia mobile spagnola, cui erano ricorsi degli spacciatori di Napoli.

La sentenza

Quello che rileva non è la nazionalità dell’utenza da intercettare, ma piuttosto se l’intercettazione sia compiuta o meno nel territorio italiano.

Inoltre, le utenze straniere non sono intercettabili tramite le centrali telefoniche di commutazione o ponti radio ubicati in Italia solo nel caso in cui:

1. la comunicazione si svolga interamente all’estero

2. e si svolga tra utenze straniere.

Quando invece l’utenza straniera entra in collegamento con un’utenza italiana – sia essa ricevente o chiamante – è possibile l’intercettazione attraverso l’incanalamento del flusso di comunicazioni, via cavo o via etere, sulle centrali esistenti nel territorio italiano.

Con la conseguenza che la comunicazione telefonica con utenza estera può essere legittimamente intercettata dai nostri giudici – senza bisogno di chiedere la rogatoria internazionale – nella misura in cui arrivi in Italia o parta dall’Italia.

Insomma, per ciò che concerne le intercettazioni su utenze straniere, l’attività di “instradamento”, che è identica a quella di “canalizzazione dei flussi”, consente la captazione di telefonate che transitano dalle centrali collocate nel territorio dello Stato italiano, e cioè attraverso i “ponti telefonici”. Pertanto l’intercettazione viene eseguita solo se la telefonata, pur avendo a oggetto un’utenza straniera, o essendo compiuta all’estero, si avvale di una delle centrali collocate in Italia per collegarsi con altra utenza, oppure nel caso inverso che altra utenza si colleghi a quella estera usufruendo dei “ponti telefonici” siti in Italia.

Ciò significa che, “se un apparecchio cellulare italiano si trovi in territorio estero, ma il flusso comunicativo si registri in Italia e non all’estero, non rileva il luogo dove sia in uso il relativo apparecchio, bensì esclusivamente la nazionalità dell’utenza. Allo stesso modo, se un’utenza straniera sia in uso in territorio italiano e il flusso delle comunicazioni avviene interamente nel territorio dello Stato italiano, l’intercettazione dell’apparecchio è legittima senza necessità che sia dia corso a una rogatoria internazionale”. “In conclusione, – spiega la Cassazione – la materia è regolata da un principio di fondo secondo il quale la rogatoria internazionale è richiesta solo quando l’attività captativa sia diretta a percepire contenuti di comunicazioni o conversazioni che transitino unicamente su territorio straniero”.

note

[1] Cass. sent. n. 19424 del 12.05.2014.

Autore immagine: 123rf.com


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