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Sì al licenziamento del dipendente che non comunica subito l’assenza dal lavoro

13 Maggio 2014
Sì al licenziamento del dipendente che non comunica subito l’assenza dal lavoro

Legittimo il licenziamento quando l’assenza del dipendente procura serio danno organizzativo al datore di lavoro.

Assentarsi anche solo per pochi giorni dal posto di lavoro senza comunicarlo al datore può costituire causa di licenziamento. E questo perché – secondo una sentenza di questa mattina della Cassazione [1] – l’ingiustificata assenza dal servizio è un comportamento che ha un intrinseco disvalore. Tale condotta lede, in modo grave, i doveri fondamentali connessi con il rapporto di lavoro tant’è che si può ritenere il licenziamento una sanzione proporzionata.

Se il lavoratore non dimostri un’impossibilità oggettiva che gli abbia reso impossibile ogni comunicazione all’azienda, non ha modo, quindi, per evitare l’espulsione.

Nel caso di specie, una dipendente non aveva minimamente avvertito il datore di lavoro della propria intenzione di assentarsi per diversi giorni, così creando notevoli problemi organizzativi per lo studio professionale di diagnostica strumentale presso il quale svolgeva le mansioni di segretaria.

Tra i normali obblighi di correttezza e diligenza del dipendente rientra anche quello di comunicare tempestivamente al datore eventuali impedimenti nel regolare espletamento della prestazione che determinino la necessità di assentarsi.

Il mancato rispetto di tale obbligo può giustificare il licenziamento in quanto la suddetta assenza dal lavoro, anche qualora dovuta a motivi legittimi, se non comunicata può arrecare alla controparte un pregiudizio organizzativo. Il datore, infatti, confida nella presenza del dipendente e anche sulla base di ciò ha organizzato la propria attività. Frustrare invece tale legittimo affidamento costituisce una grave lesione del rapporto di fiducia che vi deve essere tra le parti.


note

[1] Cass. sent. n. 10325 del 13.05.14.

Autore immagine: 123rf.com


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