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Bonus acqua potabile 2021-2022: come richiederlo

24 Giugno 2021 | Autore:
Bonus acqua potabile 2021-2022: come richiederlo

I chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate sull’ammontare del credito d’imposta, gli aventi diritto ed i sistemi di pagamento da utilizzare.

La metà di quest’anno se n’è già andata, ma solo ora l’Agenzia delle Entrate spiega con un provvedimento appena pubblicato come richiedere il bonus acqua potabile 2021-2022. In realtà, di tempo per usufruirne ce n’è ancora parecchio, perché si tratta di un credito d’imposta del 50% delle spese sostenute tra il 1° gennaio 2021 e il 31 dicembre 2022 per l’acquisto e l’installazione di sistemi di:

  • filtraggio;
  • mineralizzazione;
  • raffreddamento e/o addizione di anidride carbonica alimentare;
  • impianti finalizzati al miglioramento qualitativo delle acque per il consumo umano erogate da acquedotti.

Il credito d’imposta va calcolato su una spesa massima di:

  • 1.000 euro per ciascun immobile, per le persone fisiche;
  • 5.000 euro per ogni immobile adibito all’attività commerciale o istituzionale, per gli esercenti attività d’impresa, arti e professioni e gli enti non commerciali.

Occorrerà trasmettere all’Enea in via telematica le informazioni sugli interventi che danno diritto all’agevolazione.

Hanno diritto al bonus acqua potabile 2021:

  • le persone fisiche;
  • i soggetti esercenti di attività;
  • gli enti non commerciali, compresi quelli appartenenti al Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti.

Per avere accesso al beneficio, occorre presentare una fattura elettronica o un documento commerciale che riporti il codice fiscale di chi richiede il bonus. I privati e, in generale, i soggetti diversi dagli esercenti attività d’impresa in regime di contabilità ordinaria devono effettuare il pagamento attraverso bonifico bancario o postale o con altri sistemi diversi dai contanti (assegno, carta di credito, ecc.), a meno che la spesa sia stata sostenuta tra il 1° gennaio 2021 ed il 16 giugno 2021, data quest’ultima in cui è stato pubblicato il provvedimento in commento dell’Agenzia delle Entrate: in questo caso, sono fatti salvi i pagamenti in qualunque modo avvenuti ed è possibile integrare la fattura o il documento commerciale che attesti la spesa annotando sui documenti il codice fiscale di chi richiede il credito d’imposta.

L’importo agevolabile va comunicato all’Agenzia delle Entrate tra il 1° febbraio e il 28 febbraio dell’anno successivo a quello in cui è stato sostenuto il costo, inviando il modello tramite il servizio web disponibile nell’area riservata o attraverso i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate.

Il bonus potrà essere utilizzato in compensazione tramite F24 oppure, per le persone fisiche non esercenti attività d’impresa o lavoro autonomo, anche nella dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui è stata effettuata la spesa e in quelle degli anni successivi fino al completo utilizzo del credito d’imposta.



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