Diritto e Fisco | Articoli

Il bidello deve pulire le aule? 

24 Giugno 2021 | Autore:
Il bidello deve pulire le aule? 

Tra i compiti del collaboratore scolastico c’è anche quello della pulizia dei banchi, dei pavimenti e dei bagni? 

Ha suscitato notevole scalpore una recente sentenza della sezione lavoro della Corte di Cassazione [1] che ha confermato il licenziamento disciplinare adottato da un istituto pubblico nei confronti di un collaboratore scolastico per «scarso rendimento». La novità non sta nella possibilità di licenziare un dipendente pubblico che non lavora, che con la nuova normativa è senz’altro ammessa, ma nel fatto che, tra le motivazioni delle carenze riscontrate a carico di questo bidello, c’è anche l’aver detto sempre no ai professori e al dirigente scolastico, quando gli avevano chiesto di spazzare il pavimento e di spolverare i banchi.

Allora ci si chiede: il bidello deve pulire le aule? Analizzando la normativa, i contratti di lavoro e l’orientamento della Cassazione che emerge da questa incresciosa vicenda giudiziaria sembra proprio di sì, ma vi sono anche dei limiti sulle prestazioni che il collaboratore scolastico deve eseguire.

L’equivoco sorge dalla non chiarissima definizione delle mansioni di questa particolare categoria di personale impiegato negli istituti scolastici, tant’è che il bidello licenziato aveva reagito minacciando di denunciare per mobbing i suoi superiori, ritenendo non dovuta la pulizia dei locali scolastici. Infine, ha avuto torto: per i giudici di piazza Cavour non ci sono dubbi sul fatto che il bidello deve pulire le aule.

Quali sono i compiti del collaboratore scolastico?

I collaboratori scolastici rientrano nel personale Ata, una sigla che comprende tutti i dipendenti delle scuole e degli istituti di istruzione primaria e secondaria che svolgono mansioni amministrative, tecniche ed ausiliarie. 

Le attribuzioni del collaboratore scolastico riguardano attività che la contrattazione collettiva nazionale di lavoro [2] definisce di «area A». Tali incarichi sono connotati da «preparazione non specialistica»; sono nettamente distinti da quelli attribuiti ai docenti o agli impiegati amministrativi e non riguardano l’offerta formativa ed educativa dell’istituto scolastico.

I compiti dei collaboratori scolastici, comunemente chiamati bidelli, comprendono, in particolare: 

  • l’assistenza ai servizi generali della scuola, secondo quanto disposto dal contratto di lavoro e dagli incarichi specifici attribuiti dal dirigente scolastico; 
  • l’accoglienza del pubblico e la sorveglianza degli alunni nei momenti in cui essi non sono impegnati in attività didattiche e mentre svolgono la ricreazione; 
  • la vigilanza degli alunni durante i pasti nelle mense scolastiche; 
  • l’ausilio materiale da fornire agli alunni disabili; 
  • la pulizia dei locali, degli spazi scolastici comuni e degli arredi. 

Il collaboratore scolastico deve pulire le aule e il plesso?

Nell’elencazione dei compiti del collaboratore scolastico che abbiamo fornito rientra anche la pulizia dei locali scolastici e degli arredi in essi contenuti. Dunque, a norma del contratto di lavoro, il bidello deve pulire le aule e le altre parti comuni del plesso dell’istituto, come i corridoi.

In tale attività di pulizia, secondo il protocollo d’intesa tra il ministero dell’Istruzione ed i sindacati, rientra anche «l’igienizzazione dei luoghi e delle attrezzature attraverso utilizzo di semplice materiale detergente», con esclusione, quindi, della sanificazione, che dovrà essere svolta da ditte specializzate. 

Si può licenziare un bidello perché non pulisce le aule?

Un dipendente pubblico può essere licenziato per diversi motivi, che comprendono:

  • la falsa attestazione della presenza in servizio, alterando i sistemi di rilevamento o compiendo frodi nelle timbrature dei cartellini marcatempo;
  • la giustificazione di assenze mediante falsi certificati medici di malattia;
  • le assenze ingiustificate protratte per più di tre giorni in un biennio, o per più di sette giorni nell’ultimo decennio;
  • l’ingiustificato rifiuto del trasferimento disposto dall’amministrazione per motivate esigenze di servizio;
  • la produzione di falsa documentazione per ottenere l’assunzione o la progressione di carriera;
  • una condanna penale definitiva per un reato che prevede l’interdizione perpetua dai pubblici uffici;
  • il compimento di «gravi condotte aggressive», sull’ambiente di lavoro;
  • il rendimento insufficiente per almeno un biennio, dovuto alla «reiterata violazione degli obblighi concernenti la prestazione».

È proprio quest’ultima ipotesi che è stata contestata al bidello che non aveva effettuato la regolare pulizia delle aule, omettendo di spazzare il pavimento» e di «spolverare e pulire i banchi»: il fondamento del licenziamento disciplinare consiste nel «persistente insufficiente rendimento» che aveva gravemente compromesso il regolare funzionamento del plesso scolastico, come comprovato in giudizio dalle numerose lamentele ricevute.

Inutile la difesa del lavoratore, secondo il quale tra i suoi compiti rientravano soltanto «l’accoglienza e la sorveglianza degli alunni e del pubblico e della custodia dei locali scolastici», mentre la pulizia non sarebbe stata di sua competenza: la Suprema Corte ha respinto questa tesi, rimarcando che il rifiuto di pulire aule e banchi – definito dagli Ermellini come «compito di minore impegno» – era stato «reiterato e assolutamente ingiustificato» e rappresentava «una violazione grave», tale da provocare l’interruzione definitiva del rapporto di lavoro.


note

[1] Cass. sent. n. 17602 del 21.06.2021.

[2] Tab. A del C.C.N.L. comparto scuola del 29.11.2007.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

4 Commenti

  1. Ai miei tempi, non c’erano troppe polemiche sul lavoro dei bidelli. Con tutta umiltà e con impegno, tutti i lavori sono dignitosi, ci si sporcava le mani e ora fanno tutte queste chiacchiere per la pulizia delle aule.

    1. Io lavoro come collaboratrice scolastica in un Istituto Superiore o il turno unico cioè quando ci sono i ragazzi faccio il pomeriggio,dopo gli esami di stato facciamo tutti la mattina siamo in dieci al secondo piano sono in due ,al primo sono in due c’è il bidello degli uffici in prima galleria sono in due poi c’è laseconda galleria e ci sono io da sola a pulirla poi c’è la meccanica che sono in due a pulirla.Fra di noi io sono stata l’unica a ricevere un premio perché lavoro troppo e pulisco bene i laboratori, il mio turno comincia dalle ore 12 e finisce alle ore 18,praticamente un pomeriggio della settimana scorsa mi hanno fatto uscire due ore prima.

  2. Se Tutti fanno carte false per entrare a tutti i costi nell’ambito statale o para statale ci sarà un motivo…per fortuna che a questo gli è andata male.

  3. Lavoro in una scuola sup.,vorrei sapere,se tutti i coll scol. Rifiutano di aderire ai progetti,la scuola come si regola.
    Ci possono slittare l’orario d’entrata,in modo da consentire lo svolgimento dei progetti pomeridiani.
    Se è si le pulizie del progetto a chi toccano, se il coll scol. Ha svolto quelle giornaliete già assegnate? Sicuri di una vostra risposta ringrazio anticipatamente.

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube